quarta-feira, 6 de junho de 2012

Scossa nel ravennate 4.5. Non ci sono stati danni

La scossa di terremoto di magnitudo 4.5 con epicentro al largo di Ravenna delle 6.08 di questa mattina è stata avvertita in modo forte e distinto anche a Rimini che dista una cinquantina di chilometri da Ravenna.

Dalle verifiche effettuate dalla Protezione civile non risultano al momento danni a persone o cose nella città di Ravenna.

"Al momento della scossa - spiega Francesca, abitante del borgo San Giovanni a ridosso del centro storico - gli antifurto delle auto parcheggiate in strada hanno iniziato a suonare. La scossa è durata diversi secondi e si è avvertita molto bene anche nelle case ai piani bassi". Da quanto appreso non risultano esserci danni a persone e cose. Subito dopo la scossa sui social network si è scatenato il tam tam di notizie e non è mancata neanche l'ironia su Twitter. "Avevano detto che il terremoto si stava spostando ad ovest - ironizza un navigatore della Rete -: notoriamente Rimini e Ravenna sono in Piemonte e Lombardia".

A Modena, si è sentito per pochissimi secondi il tremolio del terreno così come nelle altre cittadine della provincia anche se, a quanto si è appreso, nelle tendopoli come quella di Novi di Modena, non tutti si sono resi conto dell'eco della scossa ravennate. Il terremoto in Romagna, infatti, è stato avvertito maggiormente all'interno delle case in muratura.

SINDACO RAVENNA, NESSUN DANNO IN CITTA' - "In queste ore sono in corso controlli sugli edifici pubblici. Dalle prime verifiche non risulta ci siano stati danni particolari. Le scuole sono regolarmente aperte". E' il messaggio del sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, dopo la nuova scossa di terremoto che stamani alle 6.08 ha riguardato la Romagna, con epicentro nel mare Adriatico, e che secondo le prime impressioni degli esperti non sarebbe collegato allo sciame sismico che dal 20 maggio è in corso in Emilia, e in particolare nel Modenese. "L'unica scuola in cui la dirigente ha chiesto un intervento di controllo - ha detto ancora Matteucci - è il liceo scientifico. Alle 13 in una riunione straordinaria della Giunta faremo il punto della situazione".

ORA RISCHIO SICCITA',SALE BILANCIO VITTIME
di Antonio Giovannini

Ben 57 impianti idrici lesionati, per 67 milioni di danni: sulle zone dell'Emilia e del Mantovano colpite dal terremoto e' tornato il sole, dopo la pioggia battente di ieri, ma ora e' rischio siccita' e resta alta l' emergenza tra gli oltre 12.000 sfollati, ormai allo stremo.

Intanto si aggrava il bilancio delle vittime, il cui numero sale a 26: dopo una settimana di coma e' morta all'ospedale Maggiore di Bologna Sandra Gherardi, 46 anni, di Cento (Ferrara), colpita dai calcinacci alla testa mentre era in strada, mentre all'ospedale di Baggiovara di Modena e' deceduta Liviana Latini, 65 anni, estratta viva dalle macerie del sua casa a Cavezzo. Ed e' allarme della Cgil, che denuncia: le aziende chiedono a chi vuole tornare a lavorare di firmare una liberatoria da ogni responsabilita'.

Il rischio-siccita' e' il nuovo spettro per un territorio - la cosiddetta 'Food valley' - a forte vocazione agroalimentare.

Sono sei i consorzi di bonifica, tra Emilia e Lombardia, colpiti dal terremoto: quanto basta per mettere a rischio l'opera di irrigazione e scolo e far scattare l'allarme idraulico su 200 mila ettari di territorio e il pericolo siccita' per 130.000 persone tra Modena, Reggio Emilia e Mantova. Oggi il sottosegretario all'Agricoltura Franco Braga, che ieri ha fatto un sopralluogo nell'area, vedra' il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, ''e potro' capire - ha detto ai giornalisti - cosa si puo' fare in termini di denaro''.

Gli emiliani vogliono rialzarsi al piu' presto, riprendere la vita quotidiana ma soprattutto il lavoro sul posto. Anche la proposta della Regione di dare contributi solo alle aziende che resteranno sul territorio va in questa direzione: una scelta, ha sottolineato in Aula l'assessore alle Attivita' produttive Gian Carlo Muzzarelli durante la seduta dell'Assemblea legislativa, per evitare delocalizzazioni. Tornare all'opera, dunque, ma intanto la Cgil dell'Emilia-Romagna svela una sorta di ricatto da parte di alcune aziende per evitarsi guai in caso di nuove scosse nefaste per i lavoratori che tornano all'opera. ''Stiamo ricevendo segnalazioni su alcune aziende - rende noto il sindacato mostrando una liberatoria su carta intestata di una ditta di Carpi - che cercano di bypassare l'ordinanza del Dipartimento della Protezione civile (datori di lavoro che hanno l'obbligo di verificare la sicurezza delle strutture, ndr), facendo firmare ai lavoratori liberatorie individuali. Un atteggiamento di irresponsabilita' e indecenza''. ''Io ho sempre detto che bisogna ripartire subito, ma in sicurezza, ribatte a distanza il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che aggiunge: ''la prima considerazione deve essere la sicurezza''.

E mentre a Novi di Modena tra i terremotati si prova a sorridere con il 'Camping benessere', in pratica un prato trasformato in un luogo di ritrovo da un gruppo di giovani, la Regione aggiorna i numeri dell'emergenza: 54 Comuni colpiti, oltre 12mila sfollati, 4.500 persone al lavoro tra volontari e forze dell'ordine. Consistente anche il numero degli alunni (oltre 71.000) di 223 scuole danneggiate.

Prosegue poi senza sosta la gara di solidarieta': il Gay Pride nazionale, la sfilata in programma sabato a Bologna, in questa edizione sara' piu' sobrio e raccogliera' fondi per le popolazioni colpite. Allo stadio Dall'Ara, poi, il 25 giugno si ritroveranno tanti artisti della regione per 'Emilia live', un' iniziativa promossa dal leader dei Nomadi, Beppe Carletti, che sara' presentata oggi: ci saranno tra gli altri Gianni Morandi, Laura Pausini, Zucchero, Cesare Cremonini, mentre Vasco Rossi ha detto no tramite Facebook: ''Penso che la beneficenza si debba fare tirando fuori i soldi dal proprio portafoglio, senza troppo spettacolo e pubblicita'''.

Sul versante giudiziario, infine, anche le presunte trivellazioni legate al progettato mega-deposito di gas a Rivara di San Felice sul Panaro entrano a far parte delle verifiche che la Procura di Modena fara' dopo i terremoti del 20 e 29 maggio.

L'accertamento e' nel fascicolo 'contenitore' del procuratore aggiunto Lucia Musti, che riguarda le 'terre terremotate' ed e' almeno per ora a 'modello 45', cioe' per fatti non costituenti reato, e quindi consente un'ampia delega di indagine. Il fascicolo considera i crolli in genere e le perforazioni.


www.ansa.it

terça-feira, 5 de junho de 2012

Sequência sismica na Emilia Romagna poderia durar um longo tempo

Poderia ser uma longa sequência, com a duração de meses ou até anos, aquela desencadeada pelos terremotos na Emilia Romagna em 20 e 29 de maio passados. Também não se exclui a possibilidade de ocorrerem novos tremores fortes. Não é uma previsão, mas a probabilidade calculada em função do que ocorreu com o terremoto de 1587, o último grande abalo sísmico na Emilia. Obviamente, não há dados registrados por sismógrafos, mas a crônica histórica da descrição do que aconteceu. 

      "Será uma sequência sísmica longa, que poderia durar meses ou anos, com réplicas de magnitude comparável ao tremor principal", disse o presidente do Instituto Nacional de Geofísica e Vulcanologia (INGV), Stefano Gresta. ''Do ponto de vista científico a sequência remete a conhecimentos passados, porque o terremoto ocorreu em uma área que, por centenas de anos não registrava um. Por isso, devemos, em um ato de humildade, recuperar documentos históricos'', acrescentou.

      Neste caso, o ponto de referência é a descrição do terremoto de 1570, reconstruída em 1905 pelo sismólogo Mario Baratta. Tais documentos revelam que os tremores duraram por nove meses, nos quais não passou sequer um dia sem um sismo perceptível pela população. Depois desse período, o ritmo dos tremores começou a diminuir, estabilizando-se nos quatro anos seguintes.

      ''Após 1570, os terremotos foram percebidos regularmente pela população, a tal ponto que houve tentativas de abandonar essas áreas", disse o sismólogo Warner Marzocchi, do INGV. Só a partir de 1574 o ritmo começou a diminuir e os terremotos finalmente cessaram em 1576. 

      No entanto, os registros históricos por si só são insuficientes e os sismólogos elaboram paralelamente modelos de probabilidade baseados em um número enorme de dados, que permitem descrever o comportamento dos fenômenos sísmicos. 

      ''Mesmo diante dos modelos probabilísticos - disse Marzocchi - as réplicas retornam ao normal depois de alguns anos. Um longo período de tempo, durante o qual se reduzem progressivamente tanto a energia como o número de eventos. No entanto, mesmo depois de decorrido um longo intervalo após o primeiro terremoto, ainda é possível que ocorram sismos fortes''. 


www.italianos.it

5 de junho - Dia do Meio Ambiente







imagem arquivo virtual Google

Número de mortos por terremotos na Itália sobe para 25

Da Reuters

O número de pessoas mortas em dois terremotos que atingiram o norte da Itália em maio subiu para 25 nesta terça-feira (5), enquanto réplicas menos intensas do tremor continuam causando preocupações entre os moradores da área.

A última vítima foi uma mulher que estava internada com ferimentos sofridos após o segundo tremor a atingir a área num intervalo de apenas nove dias, informaram autoridades da área de saúde de Bolonha.

Um homem, que também ficou gravemente ferido no segundo tremor, permanece internado em um hospital e corre risco de morrer, segundo as autoridades.

Um terremoto de magnitude 6 ocorrido no dia 20 de maio foi seguido por um outro tremor de magnitude similar nove dias depois. Ambos destruíram construções históricas e residências, deixando milhares de desabrigados.

Os tremores foram os piores a atingir a Itália desde 2009, quando um terremoto praticamente destruiu a cidade de L'Aquila, matando cerca de 300 pessoas.

O epicentro do segundo terremoto de maio foi a norte da cidade de Modena, numa das regiões mais produtivas da Itália.

Os prejuízos foram estimados em cerca de 5 bilhões de euros, mas podem ser maiores já que tremores secundários continuam sacudindo prédios na área, o que impede o início dos trabalhos de reconstrução.

segunda-feira, 4 de junho de 2012

Emilia ritorna a tremare Crolla la torre di Novi

 Crollata la torre dell'orologio, simbolo di Novi

Si è aperta una nuova giornata, quella del lutto nazionale, nelle zone dell'Emilia colpite dal terremoto e nuovamente provate dalla forte scossa, di magnitudo 5.1, registrata alle 21.20 di ieri. Ed è stata un'altra lunga notte di paura e di attesa nelle tendopoli e nelle strutture allestite per accogliere gli sfollati. Molti hanno invece preferito passare la notte all'aperto, chi in auto, chi in camper, qualcuno ha scandito le ore girando in bici. Oggi scuole chiuse tra il Modenese e il Mantovano. La scossa, avvertita in tutto il Nord Italia e non solo, ha avuto epicentro nel Modenese in una zona compresa tra Novi, Cavezzo, Concordia, San Possidonio e Mirandola. Non ha provocato feriti, ma solo qualche malore per lo spavento tra la popolazione, e nuovi crolli nelle 'zone rosse', già interdette alle persone, tra cui quella della torre dell'orologio di Novi, da tre secoli esatti simbolo della cittadina. Nella notte poi un'altra scossa, nella stessa zona, di magnitudo 3.1.

E alle 7.26 una nuova, lieve, scossa di terremoto, di magnitudo 2.5, è stata avvertita dalla popolazione tra le province di Modena e Mantova. Le località più prossime all'epicentro sono Novi di Modena, Concordia e San Possidonio (Modena) e Moglia (Mantova).

Oggi su tutta l'Emilia-Romagna, dopo una domenica calda e soleggiata, sono previste piogge, anche di forte intensità; la Protezione civile regionale ieri ha emesso un'allerta meteo, in vigore fino alle due della prossima notte. Poi la situazione, secondo le previsioni, migliorerà. "La nostra torre è crollata ma noi non crolliamo, siamo in piedi, ce la faremo perché abbiamo le forze per farcela", ha commentato fiduciosa il sindaco di Novi, Luisa Turci, che aveva già avuto la propria abitazione lesionata, come quella di tanti concittadini, dopo la rovinosa scossa di martedì scorso. "Le nostre priorità devono cambiare, è una situazione che ci cambia la vita attuale", ha aggiunto, con un 'ricordo' anche per l'antica torre crollata: "Nonostante i danni batteva ancora le mezz'ore, da 'malata' funzionava nonostante fosse quasi giù, ci dava speranza. Ora non c'é più".

dell'inviato Giampaolo Grassi

La prima domenica dopo il secondo terremoto in Emilia si sono visti i segni del riavvio. Qua e là, anche vicino alle zone rosse, hanno cominciato ad riaprire bar, farmacie e qualche negozio di generi alimentari. Una giornata quasi normale fino alle 21.20, quando la terra è tornata a tremare con forza, seminando nuova paura e causando altri crolli e qualche malore, ma nessun ferito, tra gli sfollati. La scossa, avvertita in tutto il Nord Est dell'Italia, ha raggiunto magnitudo 5.1, la più alta da alcuni giorni a questa parte tra le repliche di un terremoto che non sembra avere fine. In pochi secondi quello che ancora rimaneva della Settecentesca torre dell'orologio di Novi di Modena - costruita tre secoli fa esatti - è precipitato al suolo. Altri crolli si sono verificati anche nelle zone rosse di Finale Emilia e San Possidonio, epicentro del nuovo sisma. Un colpo al cuore per i cittadini terremotati già duramente messi alla prova. Gli sfollati sono schizzati fuori dalle tendopoli e dai centri di accoglienza della zona, in alcuni dei quali è mancata la corrente elettrica per alcuni minuti. Qualcuno è caduto a terra e i sanitari sono dovuti intervenire per alcuni malori, mentre scattavano i controlli della protezione civile e delle forze dell'ordine. Ben diciannove, le scosse registrate nei minuti successivi, tutte di minore intensità, al termine di una giornata che era trascorsa tra la voglia di ricominciare e la conta dei danni.

La prima stima con un crisma di ufficialità l'aveva data il commissario europeo alla politica regionale, Johannes Hahn, che, con il vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani, ha visitato le zone colpite dal sisma. "Posso dire che si tratta di danni intorno ai 5 miliardi di euro - aveva detto - Noi potremmo dare un aiuto nell'ordine di 150-200 milioni", mentre dai ministri per lo sviluppo rurale potrebbero arrivare altri 100 milioni di euro. "L'Europa sarà a fianco dei terremotati nell'opera di aiuto e di ricostruzione", aveva ribadito Tajani, al termine del sopralluogo aereo sulle zone colpite dal sisma. "Domani - aveva aggiunto Tajani - partirà una lettera a tutti i ministri del Turismo dell'Unione europea e dei principali Paesi extraeuropei" per far sì che non venga scoraggiato l'arrivo di stranieri nelle aree turistiche della regione. Ad accompagnare la delegazione dell'Ue c'era il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani. "Il nostro principale obiettivo è quello di salvaguardare le comunità - aveva detto -: scuole, ospedali, assistenza sanitaria, le funzioni pubbliche e amministrative là dove sono crollati o lesionati i municipi". Anche oggi, intanto, erano continuate le operazioni di messa in sicurezza degli immobili, di sgombero dei capannoni, di ristrutturazione degli edifici che possono tornare agibili, di valutazione del grado di stabilità delle abitazioni. Un lavoro che dovrà ora ricominciare da capo. Dopo la scossa di questa sera, i Comuni di Modena, Sassuolo, Maranello e Fiorano hanno deciso che domani le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse per consentire ai tecnici di effettuare nuovi controlli sulla stabilità degli edifici. L'allarme, insomma, non passa. E per domani anche il meteo non promette bene: sono infatti previste forti piogge e temporali che potrebbero provocare, scrive la Protezione civile, "danni a infrastrutture di tipo provvisorio", cioé a quelle tirate su proprio per l'emergenza terremoto. Intanto, il superlavoro compiuto in questi giorni dalle forze dell'ordine potrebbe trovare un valido sostegno nell'esercito. Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha "dato la disponibilità delle Forze Armate agli enti locali, al Ministero degli Interni, alla Protezione civile per reprimere il fenomeno dello sciacallaggio".

www.ansa.it

sábado, 2 de junho de 2012

Emilia, l'incubo continua nuova scossa nel modenese

La terra è tornata a tremare in modo abbastanza serio con una magnitudo di 3.5. Il terremoto ha avuto come epicentro Concordia sulla Secchia, Novi di Modena (Mo) e Moglia (Mn). La paura tiene la gente fuori casa. Da mezzanotte alle 6,30 sono state 17 le scosse, quasi tutte non hanno superato i 3 gradi. Le persone sono accampate nelle tendopoli della Protezione civile e nelle tende da campeggio. A Roma parata della Repubblica in onore dei terremotati


www.repubblica.it

Omaggio al Milite Ignoto, oggi la parata senza le Frecce Tricolori

Giorgio Napolitano

 ROMA - Dopo un minuto di silenzio per onorare le vittime del sisma in Emilia, è iniziata la sfilata ai Fori Imperiali per la festa della Repubblica. Presenti in tribuna d'onore il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio, Mario Monti, diversi ministri e le più alte cariche istituzionali. a Parata, articolata su tre settori, é fortemente contenuta rispetto al passato. Ad un primo taglio di partecipanti deciso nell'ambito della spending review, è stata aggiunto un ulteriore ridimensionamento dopo il terremoto che ha colpito l'Emilia.

Non sfileranno così sistemi d'arma, cavalli e non ci saranno i tradizionali sorvoli delle Frecce Tricolori. Al passaggio davanti alla tribuna presidenziale, le bande e le fanfare interromperanno l'esecuzione delle musiche e marceranno con il solo rullare dei tamburi. Ai piedi della tribuna presidenziale sono posizionati i gonfaloni delle regioni e delle province colpite dal sisma. Il primo settore della parata comprende i reparti rappresentativi della formazione militare, scuole ed accademie. Il secondo comprende reparti impegnati nelle missioni internazionali. Nel terzo settore ci saranno enti e corpi impegnati nelle emergenze e nella cooperazione. In particolare, chiuderà la sfilata una simbolica rappresentanza di tutte quelle componenti, militari e civili, impegnate in Emilia nelle operazioni di soccorso e assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto.

"Un riconoscimento particolarmente sentito - ha detto Napolitano -  va ai reparti intervenuti con la Protezione Civile in soccorso dei cittadini emiliani che un disastroso terremoto ha, in questi giorni, così duramente e dolorosamente colpito. Con il loro impegno essi testimoniano ancora una volta la totale dedizione delle Forze Armate alla nostra Italia ed alla sua gente di cui sono nobile espressione. Quei reparti saranno oggi virtualmente al fianco delle unità che sfileranno in Roma". 

Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, aveva aperto, tra gli applausi, le celebrazioni con l'omaggio al Milite Ignoto. Presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio Mario Monti, i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, il presidente della Corte Costituzionale, Alfonso Quaranta, il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola e il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate.

"Il 2 giugno 1946 gli italiani, risorti dalle sofferenze di due guerre e spezzato il giogo della dittatura, completarono il loro lungo e difficile cammino verso un nuovo stato democratico, i cui principi fondanti trovarono poi mirabile sintesi nella Carta costituzionale, architrave delle istituzioni e supremo riferimento per il paese e per il cittadino". Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel consueto messaggio alle Forze armate in occasione del 2 Giugno. 

MARONI, BUTTANO SOLDI NEL CESSO - Roberto Maroni è tornato a ripetere la contrarietà della Lega alle celebrazioni del 2 giugno, visto il terremoto che ha colpito l'Emilia e parte della Lombardia. "Non partecipiamo alle celebrazioni - ha spiegato - perché queste feste, questi buffet, dovevano essere tutti cancellati per dare un aiuto concreto alle popolazioni colpite dal terremoto". Maroni ha definito "inopportuno festeggiare un evento mentre c'é gente che soffre, gente che è morta, gente che ha perso tutto e l'aiuto dello Stato poteva essere e deve essere molto più concreto che celebrare una festa facendo buffet e buttando soldi nel cesso".

www.ansa.it

sexta-feira, 1 de junho de 2012

Casa-museu de Enzo Ferrari saiu incólume

Modena - A Casa-Museu de Enzo Ferrari não sofreu danos decorrentes do terremoto que atingiu a Emilia Romagna e continua aberta à visitação. É que anunciou em uma nota a Fundação Casa de Enzo Ferrari.

      A nova galeria expositiva é uma estrutura construída de acordo com as normas antissísmica e a "casa onde Enzo Ferrari nasceu, que é um edifício que remonta ao século XIX, teve sua estrutura consolidada para enfrentar terremotos, como parte das obras de restauração que lhe devolveram sua aparência original", acrescentou o comunicado. 

www.italianos.it

A cadeia montanhosa sob o Vale do Pó despertou

A borda norte dos Apeninos, enterrada sob o Vale do Pó é o grande motor dos terremotos que tumultuam a Emilia Romagna desde o último dia 20 na região de Ferrara e que, em 29 de maio, abalaram a área de Mirandola, em Modena.

      É uma estrutura muito complexa, uma pequena cordilheira sob os sedimentos, que se estende por 55 km de Bolonha ao Pó, denominada Arco de Ferrara. "Essa frente é a parte dos Apeninos soterrada sob os sedimentos do Pó", disse o sismólogo do Instituto Nacional de Geofísica e Vulcanologia (INGV), Gianluca Valensise

      "Os Apeninos são muito mais amplos do que se imagina e são suas estruturas escondidas que originaram os terremotos, acrescentou. Sob estas dobras, se localizam as falhas que se movimentam nos platôs e que dão origem aos abalos sísmicos".

      Em larga escala, no Vale do Pó, se distinguem ao norte as pregas do sul dos Alpes, e ao sul as três estruturas principais em arco, revela o INGV. Na direção oeste-leste, o arco de Monferrato, o arco Emiliano (Mirandola) e o arco de Ferrara. Este último pode subdividir-se em três grupos menores: as pregas ferraresi, as dobras romagnole e mais a leste os vincos adriáticos, que constituem a verdadeira frente externa (enterrada) da cadeia apenínica. 

      Enquanto a atividade do Arco de Ferrara é historicamente documentada, por exemplo nas crônicas do terremoto de 1570, o Arco de Mirandola, ao contrário, está bastante quieto há muito tempo. 

"Historicamente, não há terremotos reportados nesta estrutura", observa Valensise. No entanto, o seu despertar súbito, com o terremoto de ontem (30), não surpreendeu os especialistas. O Arco de Mirandola, de fato, faz parte de um sistema que não tem nada de "adormecido".

 
Os vulcões de areia fizeram casas desabarem e foram gerados pelos tremores 


Os chamados "vulcões de areia" também provocaram o desabamento de muitas casas e foram consequência dos terremotos, que se replicam desde 20 de maio na Emilia Romagna.

      ''É um fenômeno subterrâneo causado pela liquefação da areia, quando submetida a uma enorme pressão'', explica a cientista do INGV, Paola Montone, que acabou de retornar de uma primeira série de levantamentos nas áreas do modenese atingidas pelo abalo de 20 de maio.

      "Os vulcões de areia se formam somente em condições muito especiais e ocorrem quando, no subsolo, mesmo em pouca profundidade, há camadas de areia e argila, como no Vale do Pó", diz a pesquisadora. Mesmo a uma profundidade de um metro ou um metro e meio, a areia, submetida a uma pressão violenta, pode passar do estado sólido e compacto para o líquido. Isto acontece porque a água presa nos poros dos grãos de areia não pode ser comprimida e, em resposta à alta pressão, se transforma em uma espécie de fluido (ou líquido pesado) e sobe à superfície, formando os vulcões.

      Isso explica porque nas áreas de Ferrara e de Modena atingidas pelos tremores é fácil avistar uma sucessão de pequenos vulcões, cada um do tamanho de dezenas de centímetros, alinhados sobre as fraturas de até 500 metros de comprimento. "É um fenômeno muito extenso que constitui um perigo para as edificações", explica Montone. Quando a areia sobe até a superfície, o solo cede.

     Os vulcões de areia não são uma característica apenas do Vale do Pó. Por exemplo, eles foram observados no terremoto de 2009 em L'Aquila, na Sicília, na Calábria, e também foram documentados na Puglia, no terremoto que atingiu o Gargano em 1627. 

www.italianos.it
 

Terremoto. CGIL: Hipótese de moratória para permissões de estadia

Representantes do sindicato se reunirão com Ministérios do Trabalho e do Interior no dia 5 de junho

“A possibilidade de uma moratória sobre as permissões de estadia dos trabalhadores migrantes que vivem nas áreas atingidas pelos terremotos em Emilia Romagna poderá ser um dos temas presentes durante o encontro que termos com o governo no dia 5 de junho”. A afirmação é de Piero Soldini, presidente nacional para assuntos de imigração do CGIL, recordando que durante a reunião com  os Ministérios do Interior e do Trabalho o sindicato pretende discutir questões como os reajustes de preços para a renovação da permissão de estadia, a regularização dos trabalhadores ilegais e a Diretiva da União Europeia sobre exploração do trabalho irregular.

"Os terremotos em Emilia Romagna revelam mais uma vez mais uma realidade do no nosso país, ou seja,  a presença de muitos trabalhadores imigrantes entre nós e reiteram que estamos todos sob o mesmo teto que, infelizmente, desmoronou causando vítimas inclusive entre as pessoas faziam o próprio trabalho, italianos e estrangeiros".

“Portanto, a proposta  de uma moratória urgente, como a que foi feita pelo Cooordinamento Migrantes da Província e da cidade de Bolonha, pode parecer demagógica e instrumental, mas é um assunto sobre o qual podemos debater", conclui o sindicalista.

www.agoranoticias.net

"Chi nasce qui è di qui", appello all’Europa per la cittadinanza delle seconde generazione

 
Una direttiva per far applicare lo ius soli in Italia e negli altri stati membri dell'Ue. Il 31 maggio tutti in piazza a Roma per i diritti dei nuovi italiani

Per i diritti delle seconde generazioni si muova l’Unione Europea. Serve una direttiva sullo ius soli, che inviti tutti gli stati membri all’approvazione di una legge nazionale che riconosca la cittadinanza del paese in cui nascono ai minori figli di genitori stranieri.

È questo il senso dell’appello “Chi nasce qui è di qui” nato per iniziativa del presidente degli europarlamentari Pd, David Sassoli, e del sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio e sostenuto dal comitato promotore della campagna "L'Italia sono anch'io".

Tra  i firmatari ci sono Rita Levi Montalcini, Romano Prodi, Roberto Saviano, Don Luigi Ciotti, Carlo Verdone, Andrea Olivero, Claudio Baglioni, Susanna Camusso,Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti, Piero Fassino, Concita De Gregorio, Andrea Camilleri, Hannes Swoboda, Jean-Lèonard Touadi, Moni Ovadia, Margherita Hack, Giorgio Gori, Nicola Piovani, Ascanio Celestini, Jonis Bascir, Felice Laudadio, Stefano Rodotà, Shukri Said, Andrea Segre e Valerio Mastrandrea.

“La nostra popolazione – scrive Sassoli -  si è arricchita di minori di seconda generazione, nati nel nostro Paese da genitori stranieri. Sono, questi ragazzi, i compagni di banco dei nostri figli. Parlano la loro stessa lingua, condividono le loro  stesse passioni, giocano, studiano, crescono insieme. Sono uguali ma diversi: gli uni sono cittadini, gli altri non lo sono. Senza cittadinanza si é  esclusi”.

“È un vulnus – continua l’europarlamentare - che si va facendo sempre più marcato e che rischia di renderci tutti più deboli, di produrre una società frammentata e schizoide, terreno fertile per quel seme malato portato dal vento xenofobo che da tempo soffia sull’Europa, alimentato dalla crisi, dalle paure e dalle precarietà che essa produce. La realtà in cui viviamo ci chiede con un'urgenza crescente di sanare "una vera e propria follia", come l'ha definita il Presidente della Repubblica, Napolitano”.

Per sostenere l’appello, i promotori hanno indetto una manifestazione  il 31 maggio alle ore 17 in Piazza San Silvestro a Roma. Tutti invitati, insieme ai rappresentanti delle comunità straniere, sindacali e politivi e alle associazioni laiche e cattoliche, senza simboli né bandiere per dire che “Chi nasce qui, è di qui”.

Elvio Pasca
www.agoranoticias.net

Emilia, notte di scosse continue


Movimenti tellurici di assestamento per tutta la notte mantengono alta la tensione nelle zone colpite dal terremoto. La scossa più forte poco prima dell'una di notte, di magnitudo 2,9. Stamani nuova scossa di 3.3 in provincia di Modena. Accampamenti spontanei nei giardini pubblici di tutti i comuni colpiti. Il ministro dell'Ambiente: piano di intervento da 500 milioni.

www.repubblica.it