quarta-feira, 5 de dezembro de 2012

Natale: a Papa panettoni dei pasticceri

Natale: a Papa panettoni dei pasticceri 
Natale: a Papa panettoni dei pasticceri
 
- CITTA' DEL VATICANO - Panettoni per il Papa, che li destinera' alle sue opere di carita', anche quest'anno offerti dai pasticcieri italiani. Al termine dell'udienza generale in aula Paolo VI, Benedetto XVI ha salutato i rappresentanti della Federazione italiana panificatori e pasticcieri. Li ringrazio, ha detto papa Ratzinger - ''per il generoso dono dei panettoni destinati alle opere di carità del Papa''.


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Salute: dieta mediterranea troppo cara, pochi la seguono

Roma - La dieta mediterranea sta diventando troppo cara, e ampie fasce della popolazione non se la possono permettere. Lo afferma uno studio della Fondazione di ricerca e cura Giovanni Paolo II dell'universita' Cattolica di Campobasso pubblicato dalla rivista Bmj Open del British Medical Journal.

Lo studio ha analizzato le abitudini alimentari di 13mila molisani, un sottogruppo dei 25mila reclutati per il progetto epidemiologico 'Moli-sani', valutando la loro aderenza alla dieta mediterranea: ''Abbiamo trovato che le persone con meno risorse economiche hanno anche il punteggio minore nell'aderenza alla dieta - spiega Licia Iacoviello, che dirige il progetto - in particolare, quelle con i piu' alti introiti tra quelli studiati avevano una percentuale del 72% di essere nel gruppo con i punteggi piu' alti''.

La dieta diversa, spiegano gli autori, si riflette nel tasso di obesita', che e' del 20% tra i piu' ricchi e del 36% tra i piu' poveri: ''Un aspetto interessante - sottolinea Giovanni de Gaetano, un altro dei ricercatori che ha partecipato allo studio - e' che le diverse categorie non differiscono molto negli introiti, si rimane nel range tra 10mila e 40mila euro l'anno, tuttavia anche in un campione relativamente cosi' omogeneo si trovano differenze sostanziali''.


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Si accende la 'Ndocciata di Agnone




La 'Ndocciata in piazza San Pietro a Roma nel 1996 
La 'Ndocciata in piazza San Pietro a Roma nel 1996
 
Poco più di cinquemila abitanti, comune "Bandiera arancione" del Touring Club Italiano, rintocchi 'famosi' di campane, un centro storico delizioso e d'inverno tanta neve e antiche tradizioni. È Agnone, borgo del'Alto Molise, che si prepara a riaccendere la 'Ndocciata, suggestivo rito natalizio del fuoco.

Riconosciuta nel 2011 come Patrimonio d'Italia per la tradizione dal Ministero del Turismo, la manifestazione richiama ogni anno l'attenzione non solo dei molisani ma di migliaia di turisti provenienti da tutte le regioni. Lo scorso anno il "fiume di fuoco" delle 'ndocce fu acceso anche ad Assisi, mentre nel '96 la particolare sfilata fu realizzata in piazza San Pietro a Roma per volere di Giovanni Paolo II. L'appuntamento ad Agnone è come ogni anno l'8 dicembre, dalle 18, mentre in forma minore la 'Ndocciata si ripete anche la sera della vigilia di Natale.

La 'ndoccia è il termine dialettale molisano che sta per "grande torcia". Si tratta di torce alte oltre tre metri, ricavate dall'abete bianco e assemblate con ginestre secche e spago fino ad assumere una forma a ventaglio. Sono un elemento tipico della ritualità pagana legata al solstizio d'inverno: acceso in onore del Dio Sole nella notte più lunga dell'anno, il rito del fuoco solstiziale è stato poi fatto proprio dal cristianesimo e si è trasformato nel fuoco in onore al Dio che nasce. Ai significati pagani e religiosi si sono mescolati nei secoli anche quelli contadini e popolari. Secondo alcune ipotesi in passato queste fiaccole in formato gigante potevano servire ad illuminare il cammino dei contadini che dalle zone rurali si spostavano verso il paese per assistere alla messa natalizia di mezzanotte. Per la credenza popolare il crepitio delle 'ndocce serviva ad allontanare le streghe.

La sfilata inizia intorno alle 18, con l'imbrunire, puntuale con i rintocchi della campana di Sant'Antonio. Il corteo si apre con gli stendardi cittadini e con figuranti che animano scene di vita contadina. Poi arriva il fuoco: prima le 'ndocce più piccole portate dai bambini, poi quelle grandi sulle spalle dei portatori e infine i maestosi "ventagli" infuocati, sulle spalle di uno o due uomini. La conclusione è nella piazza Plebiscito, dove i residui delle 'ndocce finiscono di ardere in un gigantesco falò detto della "fratellanza". Oltre alla sfilata serale si può assistere alla realizzazione delle 'ndocce, la mattina, dopo aver assaggiato specialità del periodo: baccalà arrosto, baccalà indorato e fritto e baccalà preparato con aglio, olio, prezzemolo e mollica di pane. Senza dimenticare i prodotti caseari, specialità di Agnone tutto l'anno.

Tappe "obbligate" in paese sono la storica Pontificia Fonderia Marinelli con annesso museo delle campane e diverse chiese: quella intitolata a San Marco (XI sec.), la chiesa di Sant'Antonio Abate con campanile settecentesco, la chiesa intitolata a San Francesco e quella di Sant'Emidio che conserva tredici statue lignee del XVII secolo raffiguranti Cristo e gli Apostoli. L'artigianato è un altro punto di forza accanto alla gastronomia. Fra gli appuntamenti: dal 6 dicembre al 6 gennaio la chiesa di San Francesco ospita l'esposizione dei presepi artistici, mentre nel giorno dell'Immacolata nelle strade sono organizzati itinerari enogastronomici. Il 7 dicembre sarà emesso un francobollo ordinario dedicato alla 'Ndocciata. 
 
 
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Casamentos forçados: um problema também da Itália

alt"Conceder a cidadania aos filhos de imigrantes ajudaria a diminuir o fenômeno", diz jornalista paquistano

Os casamentos forçados são também um problema italiano, já que a migração trouxe ao país culturas onde existe a tradição de que as famílias decidam com quem seus filhos devem se casar, muitas vezes, quando  eles ainda são crianças.

Desta forma, existem moças e rapazes, imigrantes de"segunda geração", que depois de terem frequentado a escola na Itália são mandados de volta ao país de origem dos pais para se casarem com uma pessoa que eles nem sequer conhecem. Ou então jovens que só percebem terem se casado contra a própria vontade quando chegam na Itália e aprendem que há uma forma diferente de formar uma família.

Histórias como essas chegam com frequência cada vez maior às agências do sindicato UIL, que organizou o seminário “Questo matrimonio non s’ha da fare” (“Este casamento não deve ser feito”), no dia 3 de dezembo, em Roma.

"Na Itália não temos controle da situação, não há um censo nacional, e só se fala sobre a questão quando acontece um episódio dramático. Trata-se de uma realidade que deve ser investigada e que requer a devida atenção", afirma Rossella Giangrazi, secretária regional da UIL, responsável pela por assuntos relaciondos à Igualdade de Oportunidades.

No decorrer do encontro, foram apresentadas as experiências de seis mulheres e três homens, provenientes de países onde o casamento é tradicionalmente combinado pelas famílias: Paquistão, Bangladesh, Irã, Etiópia, Eritreia, Mali, Jordânia e Líbano.

"A idéia de aprofundar o conhecimento sobre este fenômeno veio do contato direto que temos com mulheres estrangeiras que vivem em Roma, provenientes de países onde a prática de casamentos arranjados é comum. Na verdade, acreditamos que compreeder esta realidade possa ajudar a integração real, principalmente das futuras gerações ", diz Pilar Salavia, do Departamento de Políticas de Imigração do UIL.

"As histórias de mulheres que se submeteram a um casamento forçado são as mais violentas. Em geral, pode-se dizer que o fenômeno do casamento obrigado tem raízes profundas e não cessam com a imigração, ainda que o nível de instrução influencie. Naturalmente, quem se opõem à contaminação de suas famílias é porque teme o que é diverso e procura fechar-se nas próprias tradições, em vez de se abrir ao que é novo”, afirma Salavia.

"Os números reais não são conhecidos e os dados fornecidos pelos meios de comunicação são superficiais, mas isso não significa que o fenômeno não exista ou não esteja crescendo", afirma Ejaz Ahmad, editor do jornal Azad, dirigido à comunidade paquistanesa na Itália.

"Com certeza, conceder a cidadania italiana aos filhos de imigrantes nascidos na Itália resolveria grande parte do problema dos casamentos forçados. As moças obrigadas a se casarem no país de origem de suas famílias poderiam pedir ajuda à Embaixada italiana presente nestas nações. Mas não é só isso: assim como essa prática ocorre geralmente com crianças em idade escolar, é preciso aumentar a atenção e monitorar os casos suspeitos. Outra medida importante seria a criação de serviços de antendimento a jovens em dificuldades familiares, realizados por psicólogos e pessoal qualificado”, sugere Ahmad.

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El Ayuntamiento de Requena y Familysearch International firman el convenio para la digitalización de imágenes del Archivo Municipal

El Ayuntamiento de Requena y Famililysearch International ya han firmado el convenio para la digitalización de documentación histórica del Archivo Municipal de Requena. Este convenio ya fue aprobado previamente por el Pleno de la Corporación el 10 de mayo de 2012.

El programa plantea la digitalización de 115.000 páginas documentales, correspondientes a series históricas del archivo que contienen información genealógica, además de económica, fiscal, militar, demográfica, electoral, etc. El volumen principal de documentación es del s. XVIII y XIX, aunque los registros más antiguos son los primeros repartos de milicias de 1622 y la serie de “peonadas de viña” que principia en 1651. Otras series a digitalizar son el Catastro del Marqués de la Ensenada (1752), amillaramientos, elecciones del s. XIX, contribuciones locales, registro civil, milicia nacional y voluntarios realistas, quintas, etc.

La digitalización se efectuará en las propias instalaciones del Archivo y, al final del proceso, el Ayuntamiento recibirá una copia digital de todo el material. Familysearch International también procederá a subir las imágenes a Internet.

Cabe destacar que todos los trabajos se realizarán sin coste alguno para el Ayuntamiento de Requena.

Con la digitalización se consigue la doble finalidad de facilitar la conservación de la documentación, evitando la manipulación mecánica y obteniendo una copia de seguridad en formato digital, y, a su vez, se mejora la difusión mediante su consulta por Internet.

El Ayuntamiento de Requena considera que esta acción se enmarca dentro de los principios de libre accesibilidad a los Archivos públicos y de fomento de la investigación que preside su actuación.

FamilySearch International tiene como objeto la preservación, mediante digitalización, de la documentación histórica de interés genealógico, con fines culturales y científicos, y había manifestado su interés por las series históricas del Archivo de Requena.

Con este convenio se prosigue la tarea de digitalización iniciada por el Archivo de Requena en 2006 y que, hasta el momento, había digitalizado las series de actas del Pleno de la Corporación desde 1520 y los libros de cuentas desde 1570.

Tras la firma del convenio, comenzarán en breve las tareas de digitalización, que se prolongarán durante varios meses.

Fontes:  Blog Oficina das Origens
             www.elperiodic.com

Imagem: arquivo virtual  Google

terça-feira, 4 de dezembro de 2012

Risparmi sotto l'albero, consumi in calo del 3%

Roma - Natale magro: a dicembre, in totale, gli italiani spenderanno 36,8 miliardi di euro, oltre il 3% in meno rispetto al 2011, quando spesero 38 miliardi. In calo piu' o meno della stessa percentuale (-2,7%) i consumi innescati dalle festivita' dell'ultimo mese dell'anno: nel 2012 saranno di 10,7 miliardi, contro gli 11 registrati nel 2011. A dirlo e' il sondaggio Confesercenti-Swg: per i regali, quasi sette italiani su dieci (68%) risparmieranno, spendendo meno dell'anno scorso. Secondo il sondaggio, da un lato aumenta il numero di chi non si fa illusioni: per 19 milioni di connazionali, infatti, questo sara' il peggior Natale dal 2010 (si sale dal 25% del 2011 al 38% di quest'anno). Ma cresce anche la speranza: il 54% degli italiani (era il 51% nel 2011) si affida proprio alla speranza per il Natale e per contrastare ''gli incubi'' della crisi e del futuro.

Le tredicesime vengono utilizzate sempre piu' per pagare i mutui e i debiti e per cercare di ripristinare il risparmio eroso dalla crisi. Ma sono sempre di meno coloro che la percepiscono: l'anno scorso - sempre secondo il sondaggio Confesercenti-Swg, il 23% del campione dichiarava che nella propria famiglia nessuno prendeva la tredicesima, quest'anno la percentuale balza al 28%. Cosi' il risparmio la fa da padrone: se il 68% degli intervistati spendera' meno dello scorso anno, il 26% punta ad un risparmio del 50%, il 20% tra il 30% e il 50% e il 21% fino al 30%. Solo il 2% segnala di voler aumentare le spese, mentre il 30% si terra' sugli stessi livelli del 2011. Cala, dunque, del 14% (come nel 2011) la spesa media per i regali, ma sotto l'albero aumenta la voglia di leggere: i libri passano dal 51% al 55% negli acquisti di Natale. Ma gli italiani continuano a comprare soprattutto prodotti alimentari e vino, indicati dall'82% degli intervistati, contro l'83% dello scorso anno.

In calo i giocattoli, scelti quest'anno dal 45% contro il 49% del 2011, e i gioielli, che scendono dal 10% al 7% delle preferenze. Dove si acquisteranno? Secondo il sondaggio, gli italiani continueranno a prediligere lo shopping 'reale' scelto dal 73%, contro quello on-line, che comunque si afferma e passa dall'11% del 2011 al 17%. Anche se il Natale 2012 si veste di grigio, gli italiani non rinunciano certo a farsi gli auguri. Sempre piu' marcato l'addio a biglietti e cartoline che restano la forma preferita solo per il 7%. Domina il telefono con il 61%, ma si scelgono anche gli sms con il 44%, Facebook e Twitter con il 28%. E si ricorre anche alle e-mail con il 18% ed a Skype con l'8%.


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Itália lança selo comemorativo por Nobel da Paz

Roma - A Itália vai lançar um selo comemorativo pelo Prêmio Nobel da Paz 2012, entregue à União Europeia (UE).
  
O selo, que custará 75 centavos de euro, terá a estampa do perfil geográfico europeu, circundado por 12 estrelas e por um ramo de oliva, símbolo da paz.
  
A partir do dia 10 de dezembro, o selo estará disponível nos serviços postais italianos.
  
Em outubro, foi anunciado o Prêmio Nobel da Paz à União Europeia pela promoção da paz, da democracia e dos direitos humanos. 

www.ansa.it/www.ansalatina.com.br

Archivo Nacional, el más antiguo de la región, se digitaliza en un 80%

 

El Archivo Nacional de Asunción está finalizando el proceso de digitalización de sus documentos, que permitirá las consultas por computadoras y por internet. En el sitio se guardan unos 2.500.000 expedientes.



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Por Marisol Ramírez

mramirez@uhora.com.py @MarisolRamírez2

El Archivo Nacional de Asunción (ANA) cumple 416 años de vigencia ininterrumpida, y para celebrarlo presenta uno de sus mayores logros: la digitalización del 80% de sus documentos.

Se trata del primero del Río de Plata y, por lo tanto, lleva la bandera del más antiguo de la región. Se fundó un 25 de noviembre de 1596, con la firma de Hernando Arias de Saavedra; conserva 7.000 volúmenes y más de 2.500.000 expedientes.

La digitalización de los documentos arrancó en 2007, tras la firma de un convenio entre la Secretaría Nacional de Cultura (SNC), el Archivo Nacional y la Iglesia de Jesucristo de los Santos de los Últimos Días, con el objetivo de procesar dos secciones: la de Nueva Encuadernación (3.417 volúmenes), y la sección Propiedades y Testamentos (1.273 volúmenes).

"Tras ese primer paso, y con esta administración actual se consiguió que se digitalizaran las secciones Historia (449 volúmenes) y Carpetas sueltas. Estos trabajos fueron entregados en mayo de este año", recuerda Norma Ibañez, actual directora del Archivo Nacional de Asunción, y funcionaria de la institución por más de 30 años.

COSTOS. En el 2010 se firmó un convenio con la Universidad de Harvard para digitalizar la sección Civil y Judicial, que se está culminando este año con la indexación, que es la generación de puntos de acceso en un sistema de información referencial, para facilitar la recuperación de documentos o información.

Con la indexación este proyecto ronda los USD 24.000.000, monto que incluye mano de obra y equipamientos, los que quedarán en el Archivo. "El scanner planetario no se incluye en este monto ya que fue adquirido por la Secretaría", dice Ibañez.

Una vez culminada la indexación, la información se pondrá en red en una sala de lectura en el Archivo para que los usuarios accedan, en principio, a través de dos computadora. "Así evitaremos la manipulación de los documentos originales. En el futuro pretendemos que esta accesibilidad se dé a través de internet", comenta.

A SABER. En el Archivo Nacional se guardan documentos fechados en España en 1534, siendo el documento más antiguo el Título de Gobernador y Capitán General para Don Pedro de Mendoza, y otros como el Testamento de Juan de Ayolas (1536), testamentos de Domingo Martínez de Irala y Juan de Salazar y Espinoza, y Reales Cédulas, entre otros.

"Sin documentos no hay memoria, sin memoria no hay historia, y sin historia no hay identidad", reflexiona Ibañez.

DATOS A SABER

Institución: Archivo Nacional de Asunción.

Dirección: Mariscal Estigarribia esquina Iturbe.

Horario de atención: de lunes a viernes de 07.00 a 18.00.

Teléfono: 447–311.

Correo electrónico: archivonacionaldeasuncion@gmail.com

Acceso: libre y gratuito.
 

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segunda-feira, 3 de dezembro de 2012

Primarie: con oltre il 60% dei voti, Bersani è il candidato premier


  Bersani festeggia con il suo team: Roberto Speranza, Tommaso Giuntella e Alessandra Moretti

di Cristina Ferrulli

La battaglia vera comincia ora. Ma stasera Pier Luigi Bersani vince una doppia sfida: il popolo del centrosinistra lo candida, con il 60,8% dei consensi a oltre metà dello spoglio dei voti, a premier della coalizione e il leader Pd, vincendo le resistenze dei big del partito e grazie all'energia incarnata dal rottamatore Matteo Renzi (fermo al 39,1%), è riuscito a rimotivare l'elettorato in tempi in cui, come dimostrano da ultimo le elezioni siciliane, il vento di Beppe Grillo soffia forte. Lo sfidante esce, comunque, a testa alta, accreditato al momento di quasi il 40 per cento e con un pacchetto di voti che ora peseranno sugli equilibri futuri del Pd.

Dopo 45 giorni di campagna elettorale, ci sono voluti meno di 20 minuti per capire che Pier Luigi Bersani aveva vinto le primarie e anche con un risultato tondo che gli permette la piena legittimazione che lui voleva. Alle 20,20 Matteo Renzi, arrivato al ballottaggio superando anche il leader di Sel Nichi Vendola, ammette con un tweet la sconfitta: "Era giusto provarci, è stato bello farlo insieme". Il sindaco di Firenze, come garantito ieri, non ha gridato ai brogli anche se per tutta la giornata i renziani hanno polemizzato per alcune difficoltà ai seggi, in particolare in Toscana e a Roma. Ma il caos ai gazebo, temuto fino all'altro ieri, non c'é stato e già dopo pranzo Bersani ringraziava i 100mila volontari che avevano consentito "la festa della democrazia".

Il segretario Pd, che aveva fortemente voluto le primarie, festeggia e annuncia: da domani "pensiamo tutti insieme all'Italia". Una mano tesa al rivalte dopo una partita giocata all'insegna del fair play. Anche se non sono mancati scontri anche duri, come l'attacco di Bersani a chi "prende consigli da chi ha base alle Cayman" dopo la cena del sindaco con esponenti del mondo della finanza, tra i quali il finanziere Davide Serra.

O, da ultimo, il pesante affondo dei renziani per chiedere la massima apertura ai votanti del secondo turno, con il 'mail bombing' che ha intasato i server dei comitati provinciali e i bersaniani pronti ad accusare i rivali di voler "sabotare" le primarie. Ma, seppur tonici, "una battaglia vera", come dice Romano Prodi, i due mesi di confronto sono trascorsi all'insegna della correttezza al punto che da più parti il sospetto è che Bersani e Renzi fossero d'accordo sin dall'inizio e che ora all'orizzonte ci sia un ticket con Bersani premier e Renzi segretario del Pd o ministro. "Le primarie non sono un congresso, non servono ad aprire tavoli o tavolini", ha sempre negato il segretario Pd così come il sindaco che ha sempre assicurato che, in caso di sconfitta, resta a fare il sindaco di Firenze senza "chiedere premi di consolazione". Ma che Renzi avrà voce in capitolo nella compilazione delle liste elettorali non è un mistero ed è interesse di Bersani attrarre, tramite Renzi, quegli elettori, tra i quali molti delusi che si erano allontanati dalla politica, tornati ai seggi grazie al sindaco di Firenze. "Bersani e Renzi saranno da domani come Obama e Hillary", è l'immagine usata da Dario Franceschini per descrivere come, dopo la battaglie per le primarie, i due marceranno uniti per vincere le elezioni.

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Um ano de governo Monti, também para os imigrantes

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As decisões que afetaram, no bem e no mal, os estrangeiros na Itália e as promessas de melhoria que se perderam no tempo

O governo de Mario Monti completou um ano e as suas ações foram sentidas, no bem e no mal, inclusive pelos imigrantes. Que o tema fosse considerado importante pelos técnicos pareceu claro quando, em 16 de novembro de 2011, foi chamado também um ministro da Integração e da Cooperação Internacional perante o Presidente da República. E Andrea Riccardi se apresentou para assumir competências que, ao contrário, poderiam ter sido desempenhadas por outros ministros, sobretudo, Cancellieri (Interior), Fornero (Trabalho) e Terzi (Relações Exteriores).

Em dezembro, o primeiro plano econômico do governo - o decreto “Salva Itália” - não esqueceu dos imigrantes que viram o “Imposto sobre o valor dos imóveis situados no exterior” incidir também sobre suas casas compradas na pátria com o dinheiro economizado na Itália. O mesmo decreto colocou o “preto no branco” sobre a condição do estrangeiro que aguarda a emissão ou a renovação do “permesso di soggiorno”. Para todos os efeitos,  deve ser considerado um imigrante regular.

Se para os romenos e búlgaros 2012 começou com o fim das restrições para acesso ao mercado de trabalho, para os extracomunitários novos  sacrifícios foram impostos, quando em 30 de janeiro entraram em vigor as novas contribuições para emissões e renovações das permissões de estadia, com valores variáveis entre 80 e 200 euros. O aumento da taxa, porém, foi um presente do governo precedente, assinado pelos ministros do Interior e da Economia na época: Roberto Maroni e Giulio Tremonti. O golpe com sabor leghista pesou duramente no orçamento das famílias imigradas.

Anna Maria Cancellieri e Andrea Riccardi comprometeram naquela ocasião de realizar “uma profunda reflexão e atenta avaliação” da nova taxa, lançando a hipótese de “modular os valores da contribuição com base na renda do estrangeiro e na composição do seu núcleo familiar”. Depois a titular do Viminale ventilou a possibilidade de aumentar o prazo de duração do documento para diluir o custo. Promessas, entretanto, que se perderam no ar.

Outra herança do precedente governo, o “Acordo de Integração”, entrou em vigor em março. Tudo indica, por enquanto, que a assinatura do compromisso junto aos “Sportelli Unici” da imigração não venha apresentando problemas, visto que os mini-cursos de educação cívica estão sendo conduzidos. Mas, para ter uma ideia mais clara sobre os resultados, será preciso aguardar 2014, quando serão verificados se os imigrantes cumpriram as metas previstas pelo acordo.

Pelo menos uma taxa foi eliminada pelo governo Monti. Introduzida pelos leghistas, o imposto sobre as remessas de dinheiro enviadas pelos imigrantes irregulares foi cancelado em março com a instituição do decreto lei sobre simplificações fiscais. Uma medida que permitiu a Itália de se manter fiel ao empenho internacional de reduzir os custos das remessas feitas pelos migrantes, visto que se trata de um recurso fundamental para o desenvolvimento dos países de origem.

Por meio de outro decreto, também sobre simplificação, foi possível abolir na gestão do atual governo o envio do contrato de permanência aos “Sportelli Unici” para cada nova contratação de trabalhador estrangeiro. Além disso, os procedimentos para os ingressos de trabalhadores temporários no país ficaram mais ágeis, sobretudo porque passou a ser permitido que, ao encerrar um contrato, o imigrante possa assinar outro sem a necessidade de retornar à pátria.

Ainda para 35 mil temporários (e para quatro mil trabalhadores formados no país de origem) foi dedicado, na primavera passada, o único decreto fluxo assinado neste ano. Acatando as indicações dos especialistas do ministério do Trabalho, o governo Monti decidiu de não abrir as fronteiras para o ingresso de trabalhadores subordinados com a finalidade de proteger e de incentivar a recolocação no mercado de trabalho dos imigrantes desempregados que já se encontram na Itália.

Outra novidade importante para os estrangeiros atingidos pela onda de desemprego foi introduzida no verão passado. A reforma trabalhista, conduzida pela ministra Elsa Fornero, aumentou a validade do “permesso di soggiorno” para espera de ocupação para, pelo menos, 12 meses (antes eram seis) e, em todo caso, por toda duração das eventuais amortizações sociais. Distanciou, dessa forma, o risco do imigrante que perde o trabalho de perder também o direito de permanecer na Itália.

Monti e sua equipe promoveram depois a atuação de duas diretivas européias que seus predecessores deixaram vencer. Em julho, o decreto legislativo 108/2012 ativou os ingressos fora das cotas, com procedimentos mais rápidos e a concessão de uma super permissão (a carta blu),  para trabalhadores qualificados. No mesmo período aprovou o decreto legislativo 109/2012, que introduziu penas mais duras para quem dá trabalho a imigrantes irregulares e prevê um “permesso” prêmio para incentivar as denúncias por parte de trabalhadores mais explorados, como  os imigrantes que trabalham em condições análogas à escravidão nos campos ou canteiros de construção. Mediante solicitação do Parlamento e empenho particular do ministro Riccardi, o governo Monti deu vida, por meio do mesmo decreto, à regularização de trabalhadores imigrantes irregulares.

Com 135 mil pedidos enviados pelas famílias (grande maioria) e empresas, entre 15 de setembro e 15 de outubro, a regularização foi a grande chance desperdiçada, visto que o contingente de trabalhadores irregulares é muito mais amplo. Em particular, o procedimento foi penalizado pelos custos altos e alguns limites fixados pelo governo, como a prova de presença na Itália a partir de 2011, cujo esclarecimento chegou apenas poucos dias antes do encerramento da fase de envio dos pedidos.

Em meados de novembro, o governo se empenhou para encontrar uma solução aos 20 mil refugiados da “Emergência do Norte da África” abrigados nas estruturas de acolhimento. A concessão das permissões humanitárias aos migrantes é solução temporária, principalmente porque, a partir de  1 de janeiro, eles correm risco de serem colocados na rua. Sem outros recursos e uma prorrogação de ações de assistência é iminente uma situação explosiva

No balanço de um ano de governo Monti impossível não citar a falta de empenho à reforma da lei sobre cidadania   para as segundas gerações, considerada fundamental por diversos membros do executivo. “É uma questão que, pessoalmente, considero muito importante ”, admitiu Mario Monti. Porém, ele confessou que não teria arriscado uma crise do executivo, pressionando o Parlamento sobre o tema. Os técnicos, enfim, mantiveram firmes e a política também. E a questão foi enviada para a próxima legislatura.


Elvio Pasca
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Museu Hospedaria da Ilha das Flores já inaugurado

Você era um estranho e o Brasil o acolheu"
PRIMEIRA HOSPEDARIA DE IMIGRANTES DO PAÍS VIRA MUSEU
A CÉU ABERTO EM SÃO GONÇALO - RJ
 
Notícia recebida da genealogista Josimeire Baggio
Por Vinicius Zepeda
O ano era 1951 quando, aos seis anos de idade, a russa Elke Grunupp – que, mais tarde, ficaria conhecida dos brasileiros como “Elke Maravilha” –, junto com seus pais, avós e três irmãos chegaram ao Rio de Janeiro. Depois de viajarem semanas dentro de um navio lotado de passageiros de diferentes nacionalidades e com condições de higiene e conforto bastante precárias, o grupo desembarcou na cidade, à época, capital do País. Os imigrantes que, por razões diversas – ora buscando oportunidades de trabalho, ora fugindo de conflitos étnicos ou religiosos em seus países de origem – chegavam ao porto do Rio eram levados para a Hospedaria da Ilha das Flores, situada na Baía de Guanabara. Elke e seus familiares ficaram por alguns dias no local e depois foram para a cidade de Itabira, em Minas Gerais, onde seus pais começaram a trabalhar numa fazenda.

Mais de meio século depois, Elke voltou, dia 13 de novembro, ao local onde passou seus primeiros dias no País. Mas, desta vez, como convidada a participar da cerimônia de inauguração do Centro de Memória da Imigração da Ilha das Flores.
 
Missa campal nos jardins da Casa do Diretor da Hospedaria
 
 
Fruto de uma parceria entre a Faculdade de Formação de Professores (FFP), da Universidade do Estado do Rio de Janeiro (Uerj), campus de São Gonçalo, com a Marinha do Brasil, o Centro funcionará como um museu a céu aberto, propondo aos visitantes um passeio pela história da antiga hospedaria, que funcionou entre os anos de 1883 e 1966, e chegou a ter capacidade de receber até três mil pessoas.
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Observação CBG: aguardem informe sobre visita programa pelo CBG à Hospedaria de Ilhas Flores em 2013.
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O espaço ganhou totens explicativos e contará com guias treinados que irão relatar aos visitantes algumas das marcantes histórias de vida dos que por ali passaram, bem como detalhes do importante conjunto arquitetônico e paisagístico local. Hoje, a Ilha das Flores integra o município fluminense de São Gonçalo e abriga o Comando da Tropa de Reforço do Corpo de Fuzileiros Navais da Marinha.


Vista dos alojamentos reservados aos imigrantes, na Ala Norte.
A ilha tinha capacidade para receber até 3.500 pessoas.
Foto: data e autor desconhecidos.
 
 
Coordenado pelo historiador da FFP/Uerj Luis Reznik, o projeto conta com recursos dos editais “Auxílio às Universidades Estaduais – Uerj, Uenf e Uezo” e “Apoio a Pesquisas na Área de Humanidades”, da FAPERJ. Ele explica que o museu conta com cinco totens: entrada da ilha, desembarque no cais/praia, atendimento aos imigrantes, alojamentos e funcionários. Reznik recorda que, para atender aos que chegavam, havia um corpo de funcionários e um diretor, que moravam no local. “Os trabalhos começavam de madrugada. Ainda cedo, eram ligadas as caldeiras das embarcações, que atravessavam a baía para buscar mantimentos no Rio de Janeiro. Na cozinha, eram preparados o café da manhã, almoço e jantar com peças de louça suficientes para atender até 3.500 pessoas. Também havia serviços, como consultas médicas e odontológicas, envio de correspondências, limpeza e manutenção dos prédios”, descrevem Luís Reznik, Rui Fernandes e Henrique Mendonça no folder de apresentação do novo espaço.

Com relação ao atendimento aos imigrantes, os três pesquisadores explicam que havia espaços, como o Pavilhão Sanitário – onde ficava a farmácia e eram realizados os exames médicos –, Pavilhão Clínico – composto de hospital, maternidade e duas enfermarias –, lavanderia, carpintaria, posto telegráfico, necrotério e balcão de empregos, além dos alojamentos masculino e feminino. “Também havia uma sala onde um intérprete era encarregado de facilitar a comunicação entre os funcionários e os imigrantes”, destacam. 
 
Já com relação ao desembarque no cais, eles explicam que os imigrantes, uma vez em terra firme, preenchiam uma ficha, seus documentos eram conferidos, e, então, podiam se dirigir à cozinha, a fim de fazer uma primeira refeição. Todos passavam, igualmente, pela inspeção médica e sanitária, onde recebiam roupas de cama e sabão, antes de se dirigirem para seus alojamentos. “No caminho, passavam por uma placa em vários idiomas, onde se lia: ‘Você era um estranho e o Brasil o acolheu’”, complementam.
 
 
 
Vista panorâmica da ilha. Ao fundo, um barco que ligava o local
à cidade do Rio de Janeiro. Foto: data e autor desconhecidos.
 
 
Reznik explica que, entre 1857 e 1883, o local funcionou como uma fazenda de produção de mandioca e piscicultura. Já em 1883, o então governo imperial brasileiro adquiriu e oficializou a Hospedaria dos Imigrantes do Rio de Janeiro, também chamada de Hospedaria Central, que existiu até 1966.
O historiador recorda que no período da Grande Imigração (1870-1920), o Brasil se tornou o quarto destino mais procurado pelos imigrantes em todo o mundo. “Além disso, como a política escravocrata encontrava-se em decadência devido a proibição do tráfico negreiro [1850] e a Lei do Ventre Livre [1871], o governo imperial brasileiro incentivou a substituição da mão de obra escrava pela dos imigrantes europeus”, acrescenta.

Em seu discurso, o historiador destacou a importância e o crescimento da hospedaria ao longo de sua existência. ”Em seu primeiro ano de funcionamento, em 1883, foram recebidos 7.400 imigrantes; dois anos depois, em 1885, eles eram 10.600; em 1887, 18.800; em 1888, 33.400; e, em 1890, 66.500. Imaginem, portanto, como, nesse breve espaço de tempo, foi necessário edificar mais dormitórios, depósitos de bagagens, ampliar o espaço das cozinhas, banheiros, lavanderias, além de construir um enorme reservatório de água”, disse. Reznik chamou a atenção para o fato de que o novo museu trará uma contribuição importante aos estudos sobre imigração, a serem feitos por pesquisadores de instituições de ensino e pesquisa e da própria Marinha do Brasil. Por último, ressaltou a importância do espaço para a população do entorno. “Esperamos receber pessoas de quaisquer partes do mundo, mas principalmente a população escolar dos municípios do entorno: Rio de Janeiro, Niterói e, especialmente, de São Gonçalo, Itaboraí e Magé, localidades com poucas opções culturais”, salientou.

O Almirante Zuccaro, chefe do Comando da Tropa de Reforço do Corpo de Fuzileiros Navais, Marinha brasileira, organizador do evento, realizou uma explanação sobre as atividades de recepção de imigrantes no local e enalteceu a relevância da oportunidade de se criar um museu com tais características.

A sub-reitora de graduação da Uerj, professora Lená Menezes, representando o reitor da instituição, prof. Ricardo Vieiralves, ressaltou a importância que o local teve na recepção a esse grande número de imigrantes. A sub-reitora é professora titular da Uerj e uma das grandes referências nacionais acerca de estudos sobre imigração.

Após a cerimônia de abertura do Centro de Memória da Imigração da Ilha das Flores, foi descerrado, em ato simbólico, um dos totens do museu. Após o descerramento, os convidados realizaram uma visita guiada pelo museu, seguida por uma apresentação da Banda dos Fuzileiros Navais.
 
 
 

 


domingo, 2 de dezembro de 2012

 
 
"Você era um estranho e o Brasil o acolheu"
PRIMEIRA HOSPEDARIA DE IMIGRANTES DO PAÍS VIRA MUSEU
A CÉU ABERTO EM SÃO GONÇALO - RJ
 
 
Notícia recebida da genealogista Josimeire Baggio
Por Vinicius Zepeda
O ano era 1951 quando, aos seis anos de idade, a russa Elke Grunupp – que, mais tarde, ficaria conhecida dos brasileiros como “Elke Maravilha” –, junto com seus pais, avós e três irmãos chegaram ao Rio de Janeiro. Depois de viajarem semanas dentro de um navio lotado de passageiros de diferentes nacionalidades e com condições de higiene e conforto bastante precárias, o grupo desembarcou na cidade, à época, capital do País. Os imigrantes que, por razões diversas – ora buscando oportunidades de trabalho, ora fugindo de conflitos étnicos ou religiosos em seus países de origem – chegavam ao porto do Rio eram levados para a Hospedaria da Ilha das Flores, situada na Baía de Guanabara. Elke e seus familiares ficaram por alguns dias no local e depois foram para a cidade de Itabira, em Minas Gerais, onde seus pais começaram a trabalhar numa fazenda.

Mais de meio século depois, Elke voltou, dia 13 de novembro, ao local onde passou seus primeiros dias no País. Mas, desta vez, como convidada a participar da cerimônia de inauguração do Centro de Memória da Imigração da Ilha das Flores.
 
 
Missa campal nos jardins da Casa do Diretor da Hospedaria

Fruto de uma parceria entre a Faculdade de Formação de Professores (FFP), da Universidade do Estado do Rio de Janeiro (Uerj), campus de São Gonçalo, com a Marinha do Brasil, o Centro funcionará como um museu a céu aberto, propondo aos visitantes um passeio pela história da antiga hospedaria, que funcionou entre os anos de 1883 e 1966, e chegou a ter capacidade de receber até três mil pessoas.
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Observação CBG: aguardem informe sobre visita programa pelo CBG à Hospedaria de Ilhas Flores em 2013.
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O espaço ganhou totens explicativos e contará com guias treinados que irão relatar aos visitantes algumas das marcantes histórias de vida dos que por ali passaram, bem como detalhes do importante conjunto arquitetônico e paisagístico local. Hoje, a Ilha das Flores integra o município fluminense de São Gonçalo e abriga o Comando da Tropa de Reforço do Corpo de Fuzileiros Navais da Marinha.
 
 
 
Vista dos alojamentos reservados aos imigrantes, na Ala Norte.
A ilha tinha capacidade para receber até 3.500 pessoas.
Foto: data e autor desconhecidos.


Coordenado pelo historiador da FFP/Uerj Luis Reznik, o projeto conta com recursos dos editais “Auxílio às Universidades Estaduais – Uerj, Uenf e Uezo” e “Apoio a Pesquisas na Área de Humanidades”, da FAPERJ. Ele explica que o museu conta com cinco totens: entrada da ilha, desembarque no cais/praia, atendimento aos imigrantes, alojamentos e funcionários. Reznik recorda que, para atender aos que chegavam, havia um corpo de funcionários e um diretor, que moravam no local. “Os trabalhos começavam de madrugada. Ainda cedo, eram ligadas as caldeiras das embarcações, que atravessavam a baía para buscar mantimentos no Rio de Janeiro. Na cozinha, eram preparados o café da manhã, almoço e jantar com peças de louça suficientes para atender até 3.500 pessoas. Também havia serviços, como consultas médicas e odontológicas, envio de correspondências, limpeza e manutenção dos prédios”, descrevem Luís Reznik, Rui Fernandes e Henrique Mendonça no folder de apresentação do novo espaço.

Com relação ao atendimento aos imigrantes, os três pesquisadores explicam que havia espaços, como o Pavilhão Sanitário – onde ficava a farmácia e eram realizados os exames médicos –, Pavilhão Clínico – composto de hospital, maternidade e duas enfermarias –, lavanderia, carpintaria, posto telegráfico, necrotério e balcão de empregos, além dos alojamentos masculino e feminino. “Também havia uma sala onde um intérprete era encarregado de facilitar a comunicação entre os funcionários e os imigrantes”, destacam. 
 
 
Já com relação ao desembarque no cais, eles explicam que os imigrantes, uma vez em terra firme, preenchiam uma ficha, seus documentos eram conferidos, e, então, podiam se dirigir à cozinha, a fim de fazer uma primeira refeição. Todos passavam, igualmente, pela inspeção médica e sanitária, onde recebiam roupas de cama e sabão, antes de se dirigirem para seus alojamentos. “No caminho, passavam por uma placa em vários idiomas, onde se lia: ‘Você era um estranho e o Brasil o acolheu’”, complementam


Vista panorâmica da ilha. Ao fundo, um barco que ligava o local
à cidade do Rio de Janeiro. Foto: data e autor desconhecidos.
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Reznik explica que, entre 1857 e 1883, o local funcionou como uma fazenda de produção de mandioca e piscicultura. Já em 1883, o então governo imperial brasileiro adquiriu e oficializou a Hospedaria dos Imigrantes do Rio de Janeiro, também chamada de Hospedaria Central, que existiu até 1966. 
 
O historiador recorda que no período da Grande Imigração (1870-1920), o Brasil se tornou o quarto destino mais procurado pelos imigrantes em todo o mundo. “Além disso, como a política escravocrata encontrava-se em decadência devido a proibição do tráfico negreiro [1850] e a Lei do Ventre Livre [1871], o governo imperial brasileiro incentivou a substituição da mão de obra escrava pela dos imigrantes europeus”, acrescenta.

Em seu discurso, o historiador destacou a importância e o crescimento da hospedaria ao longo de sua existência. ”Em seu primeiro ano de funcionamento, em 1883, foram recebidos 7.400 imigrantes; dois anos depois, em 1885, eles eram 10.600; em 1887, 18.800; em 1888, 33.400; e, em 1890, 66.500. Imaginem, portanto, como, nesse breve espaço de tempo, foi necessário edificar mais dormitórios, depósitos de bagagens, ampliar o espaço das cozinhas, banheiros, lavanderias, além de construir um enorme reservatório de água”, disse. Reznik chamou a atenção para o fato de que o novo museu trará uma contribuição importante aos estudos sobre imigração, a serem feitos por pesquisadores de instituições de ensino e pesquisa e da própria Marinha do Brasil. Por último, ressaltou a importância do espaço para a população do entorno. “Esperamos receber pessoas de quaisquer partes do mundo, mas principalmente a população escolar dos municípios do entorno: Rio de Janeiro, Niterói e, especialmente, de São Gonçalo, Itaboraí e Magé, localidades com poucas opções culturais”, salientou.

O Almirante Zuccaro, chefe do Comando da Tropa de Reforço do Corpo de Fuzileiros Navais, Marinha brasileira, organizador do evento, realizou uma explanação sobre as atividades de recepção de imigrantes no local e enalteceu a relevância da oportunidade de se criar um museu com tais características.

A sub-reitora de graduação da Uerj, professora Lená Menezes, representando o reitor da instituição, prof. Ricardo Vieiralves, ressaltou a importância que o local teve na recepção a esse grande número de imigrantes. A sub-reitora é professora titular da Uerj e uma das grandes referências nacionais acerca de estudos sobre imigração.



Após a cerimônia de abertura do Centro de Memória da Imigração da Ilha das Flores, foi descerrado, em ato simbólico, um dos totens do museu. Após o descerramento, os convidados realizaram uma visita guiada pelo museu, seguida por uma apresentação da Banda dos Fuzileiros Navais.