domingo, 11 de janeiro de 2015

Charlie Hebdo: Parigi, marcia contro il terrore. Leader da tutto il mondo

I leader schierati a boulevard Voltaire

'Je suis Charlie, flic, Juif', 'Sono Charlie, poliziotto, ebreo'. E' lo slogan di Place de la République a Parigi, già gremita per la marcia repubblicana in ricordo delle vittime dei fratelli Kouachi e di Amedy Coulibaly. Il presidente Hollande riunito all'Eliseo con i ministri ha affermato che oggi 'Parigi è la capitale del mondo'. La Casa Bianca ha reso noto che il 18 febbraio ospiterà un vertice straordinario sulla lotta al terrorismo. Intanto si riapre il dossier Schengen: 'Bisogna valutare possibili modifiche al sistema', ha detto il ministro Cazeneuve. In disaccordo l'Italia. Alfano: 'Schengen è una grande conquista di libertà, non si può regalare ai terroristi il successo di tornare indietro'. All'Eliseo tra gli altri Renzi, Netanyahu, Abu Mazen. Lungo abbraccio tra Merkel e Hollande. Anche Sarkozy e Carla Bruni.

Il ministero dell'Interno francese ha mobilitato 2000 poliziotti e 1350 militari per blindare due differenti percorsi tra la place de la Republique e la place de la Nation, punto di partenza e di arrivo del corteo. Il dispiegamento di forze sarà impressionante: cecchini sui tetti, 24 unità della riserva nazionale, 20 squadre della brigata anti crimine della polizia di Parigi "che garantiranno l'identificazione delle persone a rischio", 150 agenti in borghese "incaricati della protezione delle alte personalità e della sicurezza generale". Lungo i due percorsi ci sarà divieto assoluto di parcheggiare veicoli, e molte fermate della metropolitana resteranno chiuse.

E l'attentato di Parigi  - secondo informazioni raccolte dall'americana Nsa, secondo Bild am Sonntag dovrebbe essere il primo di una serie di attentati in Europa e  Roma sarebbe fra gli obiettivi del terrorismo. "Nelle intercettazioni - si legge sul tabloid tedesco - è stato fatto anche il nome di Roma. Piani concreti tuttavia non sono noti".

LA GIORNATA DI PARIGI - Il presidente Francoise Hollande ha aperto la giornata della grande marcia repubblicana contro il terrorismo, incontrando i rappresentanti della comunità ebraica francese. All'incontro partecipano anche il premier Manuel Valls e i ministri dell'Interno Bernard Cazeneuve. All'Eliseo sono arrivati, tra gli altri, il grande rabbino di Francia Haim Korsia e il presidente del Consiglio che rappresenta le istituzioni ebraiche di Francia (Crif), Roger Cukierman.
A Parigi il vertice dei ministri dell'Interno e della Giustizia per discutere di misure per la lotta al terrorismo. Sul posto è arrivato il ministro Angelino Alfano. Partecipa anche il Commissario europeo all'Immigrazione e Affari interni, Dimitris Avramopoulos e il coordinatore Antiterrorismo Ue Gilles De Kerkhove ed i ministri Usa della Giustizia Eric Elder e quello canadese della Sicurezza pubblica Steven Blaney. In tutto le delegazioni sono 15, 11 di queste di Paesi Ue.
Eppure, a Parigi e in tutta la Francia c'è chi non ritiene sia abbastanza, e chiede di annullare la manifestazione per paura di nuovi attacchi. Nei profili Twitter transalpini impazza l'hashtag#AnnulezLaMarcheDu11Janvier, 'annullate la marcia dell'11 gennaio', postato da migliaia di utenti ancora sconvolti dagli avvenimenti degli ultimi giorni. Un nervosismo che il Paese non riesce a scrollarsi di dosso, e che nelle strade della capitale diventa palpabile, come dimostrano i numerosi falsi allarmi scattati ieri. Il più clamoroso, intorno a mezzogiorno, è stato a Disneyland Paris, dove lo scherzo di cattivo gusto di una giovane visitatrice, che dalla finestra della sua stanza d'albergo ha urlato di essere Hayat Boumeddiene minacciando di far esplodere l'edificio, ha portato a un'evacuazione generale. La storia finirà lunedì davanti al tribunale di Meaux, dove la procura ha già promesso grande severità per l'incauta turista e per chiunque dovesse tentare un gesto simile.
I leader politici, però, non intendono lasciarsi scoraggiare. La lista delle personalità che hanno annunciato la loro partecipazione alla marcia ha continuato ad allungarsi, includendo anche qualche nome a sorpresa, come quello del capo della diplomazia di Mosca Serghiei Lavrov, che giungerà a Parigi a capo di una delegazione russa. Ci sarà anche il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, la cui partecipazione era stata esclusa in un primo momento per ragioni di sicurezza. A quanto riportato dall'emittente i-Télé parteciperanno alla marcia anche il re di Giordania Abdallah II e la regina Rania. Anche il presidente dell'Autorita' nazionale palestinese Abu Mazen sarà alla Marcia repubblicana. 
Nel frattempo, la Francia ha già cominciato a scendere in piazza in numerose grandi città e centri di medie dimensioni. In totale, dice il ministero dell'Interno, circa 700 mila persone hanno sfilato in decine di cortei differenti, da Lille a Marsiglia, dalle regioni basche a quelle atlantiche. La mobilitazione più ampia è stata a Tolosa, città vittima nel 2012 della follia omicida dell'integralista islamico Mohamed Merah, dove le ultime stime parlano di almeno 120 mila manifestanti, una cifra "mai vista" secondo le autorità locali.
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sexta-feira, 9 de janeiro de 2015

Terminou a caça: Polícia mata suspeitos de ataque ao 'Charlie Hebdo'

Paris -  Terminou a caça. Said e Cherif Kouachi, os dois irmãos suspeitos de liderarem o atentado contra o jornal satírico "Charlie Hebdo" foram mortos pela polícia na fábrica onde haviam se entrincheirado.
   
 Após muitas horas de cerco, suspense e informações desencontradas, as forças de segurança invadiram a planta - localizada na cidade de Dammartin-en-Goele - e colocaram um ponto final na vida dos homens acusados de colocar um país inteiro de luto.
    
Durante a operação, enviados da ANSA ouviram fortes explosões e disparos de armas de fogo e viram helicópteros pousando no teto do edifício. Ainda não se sabe se algum policial ficou ferido durante a invasão, mas o refém que estava em poder dos supostos terroristas foi libertado são e salvo.

    Said e Cherif Kouachi, de 34 e 32 anos, nasceram na França e também tinham nacionalidade argelina. Eles retornaram recentemente do Oriente Médio, onde receberam treinamento de radicais islâmicos.

    O mais jovem, Cherif, já havia sido preso em 2008 e condenado a três anos de cadeia - dos quais 18 meses cumpridos na condicional - por pertencer a um grupo baseado em Paris que enviava combatentes extremistas ao Iraque.

    Os dois irmãos seriam os atiradores que mataram 12 pessoas no ataque ao "Charlie Hebdo". O atentado contou ainda com a participação de um terceiro indivíduo, um jovem de 18 anos que já se entregou à polícia.


Paris

Simultaneamente à invasão à fábrica, as forças de segurança da França irromperam no mercado judaico de Paris onde um homem mantinha vários reféns. O mesmo criminoso seria o responsável pela morte de uma policial na última quinta-feira (8).

    O autor do sequestro foi identificado pela imprensa local como Amedy Coulibaly, de 32 anos, um conhecido jihadista que teria ligação com os irmãos Kouachi. Ele estaria acompanhado de sua namorada, Hayat Boumeddiene (26), cujo destino segue desconhecido.

    De acordo com enviados da ANSA, pelo menos dois agentes das forças especiais ficaram feridos na blitz. Enquanto estava na loja, o raptor chegou a ameaçar matar todos os reféns se alguém atacasse Said e Cherif. Alguns veículos da imprensa francesa dizem que pelo menos três deles morreram. (ANSA)


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Líderes europeus confirmam presença em ato em Paris

Roma -  Além de uma presença maciça da população francesa, a manifestação marcada para o próximo domingo (11) em Paris em apoio ao jornal "Charlie Hebdo", vítima do extremismo islâmico, deve atrair também os principais líderes europeus.

    Até o momento, os primeiros-ministros de Reino Unido (David Cameron), Espanha (Mariano Rajoy) e Itália (Matteo Renzi) já confirmaram que estarão ao lado do presidente da França, François Hollande, no ato. "Não deixaremos que o medo nos mude", escreveu o premier italiano no Twitter.

    Ainda são esperadas as presenças da chanceler da Alemanha, Angela Merkel, e do presidente do Conselho Europeu, Donald Tusk. (ANSA)

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quinta-feira, 8 de janeiro de 2015

Un nome originale per il bebè? Lo consiglia l'Istat


ROMA - E' uno strumento utile per gli indecisi che fino all'ultimo non sanno come chiamare il figlio o la figlia. Difficile fare una scelta che durerà per tutta la vita, quando non si è convinti. A volte la mamma e il papà non hanno gli stessi gusti. Ci si perde in lunghe discussioni e resta aperta una rosa di 4 o 5 nomi. Fino all'ultimo si cercano consigli anche perché si punta a qualche cosa di originale. Perché il nome deve essere bello, ma nello stesso tempo poco diffuso. Ora i neo genitori possono servirsi di un servizio nuovo. La tecnologia offre una soluzione con un contatore, creato dall'Istat, che rivela in pochi secondo quanto è popolare un nome o l'altro. 

La ricerca. Basta digitare l'indirizzo www.istat.it/it/prodotti/contenuti-interattivi/calcolatori/nomi e selezionare il sesso, per conoscere rapidamente il numero di nati iscritti in anagrafe dal 1999 fino all'ultimo anno disponibile. Si scopre così che nel 2013 Francesco è al primo posto delle classifiche fra i maschietti con 10.553 nuovi nati, mentre Sofia scala la classifica femminile con 7.987 casi. Una scelta, quella di Francesco, che batte ogni record dal 2001, mentre Sofia vince su tutti dal 2010. Nel 2013, fra i neonati di sesso maschile al secondo posto troviamo Alessandro, seguito da Lorenzo e Andrea, mentre per le femmine dopo Sofia c'è Giulia, Aurora, Emma e infine  Giorgia. 
 
Le graduatoria. Sono inoltre predisposte le graduatorie per ogni anno, un servizio che permette di capire quali sono le scelte più comuni e quindi decidere se scartare o meno una delle proprie opzioni. Cliccando su un nome si ottiene direttamente la serie storica dei bambini registrati. Si scopre che se nel 1999 c'erano 2.899 Leonardo, nel 2013 sono diventati 5.496, ma che continua a essere molto 'gettonato'. Continuando a cercare si scoprono scelte che con il passare del tempo sono invece sempre meno 'di moda'. Mentre nel 1999 c'erano 1.873 bimbe che si chiamavano Michela e nel 2013 sono diventate 538. Un andamento simile per Valeria: ce ne erano 1.615 nel 1999 e nel 2013 sono diventate 487. 


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Charlie Hebdo: Allerta massima in Italia. Alfano, noi bersagli

Nessun segnale specifico di attentati imminenti nel nostro Paese, ma vigilanza massima su tutti gli obiettivi sensibili e monitoraggio costante degli ambienti più radicali legati all'estremismo islamico

L'incontro tra il premier Renzi e l'ambasciatrice francese Catherine Colonna © ANSA

Nessun segnale specifico di attentati imminenti nel nostro Paese, ma vigilanza massima su tutti gli obiettivi sensibili e monitoraggio costante degli ambienti più radicali legati all'estremismo islamico:dopo l'attentato a Charlie Hebdo anche l'Italia innalza le misure di sicurezza.
"Non siamo la Francia, la situazione nel nostro Paese è più tranquilla, ma è evidente che non possiamo sentirci fuori pericolo", sottolineano gli esperti di intelligence e antiterrorismo che per tutto il giorno hanno seguito le notizie provenienti da Parigi, rimanendo in contatto con i servizi dei paesi alleati con cui c'è un continuo scambio informativo.
Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, dopo aver riunito il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, ha ribadito chiaramente: "l'allerta è elevatissima, facciamo parte di un'area del mondo che è un bersaglio. Non possiamo sottovalutare alcun elemento". Anche perché gli attentatori di Parigi, sottolinea il ministro, "sono delle bestie", che però "hanno agito con modalità professionale da commando". Ecco perché lo stesso premier Matteo Renzi ha sottolineato la necessità di "riprendere un'iniziativa esplicita come paese e come Ue".
Allerta massima, dunque, con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza che ha inviato a prefetti e questori una circolare in cui si chiede di rafforzare le misure di vigilanza a tutte le sedi istituzionali, con particolare riferimento a quelle di Stati Uniti, Francia e Israele. Attenzione anche ad aeroporti, porti e stazioni, luoghi di culto - a cominciare dal Vaticano - e di ritrovo, e sulle sedi degli organi di informazione, che potrebbero essere prese di mira da emuli degli attentatori di Parigi. Massima allerta anche al confine con la Francia, dove potrebbero passare possibili cellule pronte a colpire. Alle autorità di pubblica sicurezza sul territorio si chiede anche e soprattutto di innalzare tutte le antenne a livello informativo e investigativo, per intercettare ogni possibile minaccia o progetto di attentato. Un controllo costante degli ambienti più vicini all'estremismo islamico, che comprende anche il monitoraggio scrupoloso di tutti i siti e i forum su Internet frequentati dagli ambienti più radicali.
Gli uomini dell'antiterrorismo e dell'intelligence, infatti, hanno un quadro piuttosto dettagliato di cosa si muove sul nostro territorio e continuano a ribadire che il rischio più grande può arrivare dai lupi solitari, come fu ad esempio nel 2009 quando il libico Mohammed Game tentò l'assalto alla caserma Santa Barbara di Milano. Ma sono anche ben consapevoli che un attacco realizzato da uno di questi estremisti che si abbeverano della propaganda sul web e su internet apprendono le tecniche per costruire ordigni artigianali, "resta imprevedibile". L'altro fronte dal quale i nostri apparati di sicurezza temono possano arrivare i rischi più alti è quello dei foreign fighters, i combattenti che rientrano dai fronti di guerra della Siria, dell'Iraq e dell'Afghanistan. A nessuno infatti è sfuggito che chi ha agito a Parigi aveva una formazione militare tutt'altro che marginale. Al momento, ribadiscono gli esperti, nessuno di quelli partiti dall'Italia - una cinquantina, solo in parte residenti nel nostro paese - vi ha fatto rientro e i loro movimenti sono costantemente monitorati. Con gli 007 alleati, inoltre, c'è un costante scambio informativo anche su questo fronte, per evitare che i combattenti possano passare da un paese all'altro dell'Ue indisturbati. Ma e' chiaro che la presenza nel cuore dell'Europa di uomini perfettamente addestrati e capaci di muoversi senza lasciare traccia, fa sì che nessuno possa escludere con certezza che non entrino in azione nel nostro paese, anche tenendo conto delle diverse segnalazioni che sono state esaminate negli ultimi mesi. E proprio per affrontare la questione dei combattenti che rientrano in Europa, il ministro dell'Interno Angelino Alfano porterà al prossimo Consiglio dei ministri un provvedimento con cui si punta ad un inasprimento delle norme contro il terrorismo internazionale. In sostanza l'obiettivo è punire non solo chi recluta combattenti - già previsto dalla legge - ma anche il singolo soggetto che va a combattere nei teatri di guerra. E ad estendere le misure di prevenzione, le stesse adottate per i mafiosi, nei confronti di chi mostra posizioni particolarmente radicali. 
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quarta-feira, 7 de janeiro de 2015

Taxa de desemprego na Itália é a maior desde 1977

Roma - A taxa de desemprego na Itália bateu mais um recorde histórico: em novembro, 13,4% da população estava sem trabalho. Os dados divulgados nesta quarta-feira (06) pelo Instituto de Estatísticas Italiano (Istat) mostraram um aumento de 0,2% em relação ao mês de outubro.

Segundo o Instituto, desde o início das séries mensais (janeiro de 2004) ou das trimestrais, em 1977, o número nunca havia sido tão alto. Entre os jovens de 15 a 24 anos, a situação é ainda pior.

Em novembro, 43,9% deles estavam fora do mercado de trabalho, um crescimento de 0,6 ponto percentual em relação ao mês anterior. O Istat informa que são 729 mil pessoas com menos de 25 anos que estão desempregadas.

A Itália enfrenta uma grave crise econômica que está entrando em seu oitavo ano. O governo tenta, através de reformas, estimular o emprego e a indústria. Mas, os efeitos das mudanças ainda não foram sentidos.

União Europeia

A zona do euro entrou em deflação pela primeira vez em cinco anos no mês de dezembro, informou o Eurostat. De acordo com os dados do órgão, houve uma queda de -0,2% nos preços sobre a base anual.

Em novembro, a inflação registrou leve alta, com um aumento de 0,3%. Já o Istat calculou uma taxa de inflação de 0,2% para o ano de 2014 na Itália. O número é o mais baixo desde 1959. Para o mês de dezembro, a entidade italiana previu a inflação em zero. (ANSA)

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O estranho mundo vivo do interior de um queijo


Há muitos anos, o queijo nada mais era do que apenas um dos recursos para se prolongar a vida útil do leite. Hoje, é um dos alimentos mais apreciados do mundo e representa um território fértil para quem gosta de experiências gastronômicas, com versões como o stilton salpicado de ouro ou o casu marzu, povoado por larvas de mosca vivas e típico da ilha da Sardenha, na Itália.
Mas você não precisa ser um grande conhecedor para apreciar esses alimentos que são praticamente castelos de microrganismos. Cada um é uma casa construída por bactérias e fungos, e cada um tem seu estilo arquitetônico próprio, de acordo com o gosto de seus habitantes.
A acumulação de bactérias começa ao se misturar o leite com lactobacilos ou estreptococos para torná-lo ácido. Uma enzima adicionada "corta" a ponta das proteínas do leite. Sem essa ponta, as proteínas literalmente caem para fora do leite em aglomerados sólidos, agarrando-se a glóbulos de gordura pelo caminho.
Os fabricantes de queijo coam esses aglomerados, ou coalhos, e os espremem para preparar o queijo para a maturação. É nesse processo de maturação que outros micróbios começam a aplicar suas próprias características.

Veja o exemplo do roquefort, um queijo pontilhado por fendas azuladas. O "operário" aqui é o Penicillium roqueforti, um fungo que vive naturalmente nas cavernas francesas onde o autêntico queijo roquefort é maturado, apesar de fabricantes de todo o mundo poderem adicionar esse componente para criar um efeito semelhante.

Charlie Hebdo: 12 morti inttacco armato a redazione. Gridavano 'Allah u Akbar'

Un nuovo attacco, il più grave della sua storia, contro il settimanale satirico francese Charlie Hebdo. Uomini incappucciati e armati hanno fatto irruzione stamani nella sede del giornale aprendo il fuoco con dei kalashnikov. Almeno 12 persone sono state uccise, tra cui due agenti di polizia, altre quattro sono rimaste gravemente ferite, stando al bilancio del presidente francese François Hollande, immediatamente giunto sul luogo della strage. Secondo alcune testimonianze, dopo l'attacco i due assalitori sarebbero riusciti a fuggire, aggredendo un automobilista e impossessandosi della sua auto. I due durante l'attentato hanno gridato "Allah u Akbar", Dio è grande: lo testimoniano le immagini girate dal giornalista Martin Boudot, trasmesse da France Televisions. Altri testimonoi hanno detto di aver sentito che gli assalitori gridavano "vendicheremo il Profeta (Maometto, ndr)". 

"E' stato un attentato terroristico, non c'è dubbio. La Francia è sotto shock", ha dichiarato Hollande. "Diversi attentati - ha aggiunto il capo dell'Eliseo - sono stati sventati nelle ultime settimane". Posti di blocco sono stati organizzati in tutta Parigi e il governo ha deciso l'immediato aumento del livello di allerta attentati terroristici in tutta l'Ile-de-France, la regione di Parigi. Polizia e gendarmi sono stati schierati davanti a scuole, edifici pubblici e redazioni di giornali. Il settimanale, già in passato nel mirino dei fondamentalisti islamici per vignette su Maometto, aveva pubblicato stamani in copertina una caricatura dello scrittore Michel Houellebecq, al centro di polemiche per il romanzo in uscita oggi "Sottomissione", che racconta l'arrivo al potere in Francia di un presidente islamico. Circa un'ora prima dell'attacco, sul profilo twitter del giornale è apparsa una vignetta caricaturale del leader dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi con gli auguri per il nuovo anno.


Il direttore di Charlie Hebdo, Stephane Charbonnier, che firma Charb le sue vignette, è tra i feriti gravi dell'attacco al settimanale satirico. Lo scrivono i media francesi, tra cui Le Monde e Le Figaro.

Renzi, violenza perderà sempre -  "Orrore e sgomento per la strage di Parigi, vicinanza totale a Francois Hollande e Anne Hidalgo in questo momento terribile". Così il premier Matteo Renzi. "La violenza perderà sempre - afferma - contro la libertà e la democrazia".

E' l'attentato più cruento dal 1961 in Francia - Quello di oggi contro il settimanale satirico Charlie Hebdo è l'attentato più cruento commesso in Francia dal 1961, ai tempi della guerra di Algeria. Un attentato dell'Oas anti-indipendenza provocò 28 morti il 18 giugno, quando una bomba colpì il treno Strasburgo-Parigi a Vitry-Le-François.


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Pino Daniele non ha pace, magistratura indaga per omicidio colposo

Non ha pace Pino Daniele. Liti in famiglia, ora anche tra l'ex moglie e la nuova compagna, e la magistratura che vuole vederci chiaro nella morte, scuotono il giorno del doppio funerale.
L'appello di padre Renzo - "Mi raccomando, state uniti. E' il più bel regalo che potete fare a Pino, altrimenti avrà fallito come padre e come uomo": è uno dei passaggi dell'omelia di padre Renzo Campetella, durante il funerale di Pino Daniele a Roma, al Santuario del Divino Amore. Dura la predica, con una reprimenda anche a giornalisti e artisti e "cosiddetti Vip".
La cerimonia per il funerale di Pino Daniele a Roma, al Santuario del Divino Amore, è iniziata con circa mezz'ora di anticipo, alle 11,35. Dopo l'ingresso del feretro in chiesa, accolto da un lungo e caloroso applauso, sono saliti sul podio per le prime letture i figli della prima moglie del cantautore, Alessandro e Cristina. Dopo la lettura del vangelo, la predica di padre Renzo Campetella, che dopo un accorato appello alla famiglia affinché sia unita in questo difficile momento, si è rivolto ai presenti dicendo: "Nessuno si illuda, tenetevi pronti, partiremo tutti". Il francescano ha invitato tutti ad interrogarsi sul senso della vita, esortando "i cosiddetti Vip" ad abbandonare la superbia e l'ipocrisia per aprire il cuore al prossimo. "Quando saremo lassù non ci verrà chiesto conto del nostro successo sulla terra ma saremo giudicati con la stessa misericordia che abbiamo riservato ai fratelli". Un passaggio dell'omelia è stato autobiografico: "Da quando so che ho un tumore, campo bene e ringrazio Dio - ha aggiunto padre Renzo - arriverà quel momento anche per me". Poi un passaggio sugli scandali legati all'inchiesta di Mafia Capitale: "Ci governano banditi. Ero fuori Roma e mi sono vergognato di essere romano". Una bacchettata ai giornalisti per le tante, forse troppe, cose scritte in questi giorni, e infine un altro invito: "Siate più onesti e più veri. Troppa gente muore di rimpianti. Mi capita spesso di scoprirlo durante l'estrema unzione. Riprendete in mano la vostra vita. Si vive una volta sola".
La Procura di Roma indaga per omicidio colposo in relazione alla morte del cantautore. Il procedimento, al momento contro ignoti, è affidato al procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e Marcello Monteleone che hanno disposto l'autopsia che verrà svolta dopo i funerali di Roma e Napoli.
L'indagine vuole accertare se la richiesta di andare a Roma, dopo essere stato colto da malore, sia arrivata effettivamente dallo stesso artista partenopeo. Secondo quanto accertato la sera del 4 gennaio la compagna di Daniele, Amanda Bonini, chiamò il 118 per chiedere l'intervento di una ambulanza. I medici, arrivati nella zona del casale dove viveva Daniele, contattarono di nuovo i familiari i quali comunicarono che si sarebbero recati con mezzi propri a Roma dal cardiologo di fiducia del cantante.
Ascoltati parenti, acquisiti documenti medici
I carabinieri di Roma hanno ascoltato alcuni parenti e persone vicine al cantautore Pino Daniele in merito al malore che ha preceduto la sua morte. Oggi il quotidiano il Messaggero ha riportato la notizia che è stata sentita anche la compagna che era con lui quella sera. Secondo quanto si è appreso, gli accertamenti condotti dai militari del nucleo investigativo di via In Selci e della compagnia Eur sono stati effettuati su delega della Procura. Acquisita anche la documentazione medica.

Moglie Fabiola, Amanda dica quello che sa
"Amanda, che era l'unica in macchina con Pino nell'ultimo viaggio, dica tutto quello che sa. Voglio la verità sulla morte di mio marito per i miei figli e per gli altri suoi figli": lo dice Fabiola Sciabbarrasi, sentita al telefono dall'ANSA mentre entra nella camera ardente per l'ultimo saluto a Pino Daniele. Fabiola, seconda moglie di Pino Daniele e madre di tre dei suoi cinque figli, è certa che a guidare la macchina, a differenza da quanto riportato dai giornali, quella notte, fosse Amanda, ultima compagna del cantautore. "Non ho rapporti con lei a causa di come è stata gestita questa storia negli ultimi dodici mesi. Non ci parliamo ma io andrò fino in fondo. Quella sera in casa c'erano anche i miei figli Sofia e Francesco e Cristina, l'altra figlia femmina di Pino. E' stata lei a riaccompagnare a Roma i miei bambini, mentre la 'signora' portava in ospedale Pino. Ho letto sui giornali della gomma dell'auto bucata sull'Aurelia ma, non so, questa forse è un'invenzione".

Moglie Fabiola, favorevole ad autopsia
"Sono favorevole all'autopsia sul corpo di mio marito, se è un passaggio necessario a stabilire la verità sulla sua morte": lo dice Fabiola Sciabbarrasi, interpellata telefonicamente dall'ANSA, mentre entra per l'ultima volta nella camera ardente, prima dei funerali del cantautore. Fabiola, seconda moglie di Pino Daniele e madre di tre dei suoi cinque figli, è certa che a guidare la macchina, a differenza da quanto riportato dai giornali, quella notte, fosse Amanda, ultima compagna del cantautore. "Non ho rapporti con lei a causa di come è stata gestita questa storia negli ultimi dodici mesi. Non ci parliamo ma io andrò fino in fondo. Quella sera in casa c'erano anche i miei figli Sofia e Francesco e Cristina, l'altra figlia femmina di Pino. E' stata lei a riaccompagnare a Roma i miei bambini, mentre la 'signora' portava in ospedale Pino. Ho letto sui giornali della gomma dell'auto bucata sull'Aurelia ma, non so, questa forse è un'invenzione".

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segunda-feira, 5 de janeiro de 2015

Premier bloqueia reforma que beneficiaria Berlusconi

Roma -  O primeiro-ministro italiano, Matteo Renzi, mandou barrar neste domingo (04) a "transmissão formal para a Câmara do texto aprovado pelo Conselho de Ministros" sobre a reforma fiscal no país, informou o governo.

As mudanças beneficiariam o ex-premier Silvio Berlusconi, condenado por fraude fiscal no processo conhecido como Mediaset, e cancelariam o afastamento político do líder do partido Forza Italia. Agora, o texto volta para o Conselho para análise.

Em entrevista ao canal TG5, Renzi disse que "se alguém imagina que essas mudanças são moedas de escambo, não há problema: nós as barraremos. Essa lei nós só vamos mandar ao Parlamento após as eleições presidenciais, depois que Berlusconi cumprirá sua punição e mostraremos que não há nada de estranho nela". (ANSA)

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Viaduto inaugurado no Natal desaba em Palermo

Palermo - O viaduto "Scorciavacche", que fica na estrada que liga Palermo a Agrigento, desabou neste domingo (04) sem causar nenhuma vítima. A obra havia sido inaugurada no dia 23 de dezembro e foi entregue três meses antes do prazo previsto.

    A Companhia Autônoma de Estradas Nacionais (Anas, na sigla em italiano) bloqueou parte do tráfego na pista e abriu uma investigação sobre o caso. Além disso, a agência ordenou a criação de um sistema de monitoramento sobre todas as estruturas para veículos.

    O primeiro-ministro italiano, Matteo Renzi, postou em sua conta no Twitter sua indignação sobre o incidente. "Viaduto Scorciavachhe, Palermo. Inaugurado em 23 de dezembro, cai 10 dias depois. Pedi a Anas a nomeação dos responsáveis que pagarão tudo. #acabouafesta". (ANSA)

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Addio Pino Daniele, la musica piange



tu dimmi quando quando pino daniele
youtube

È morto Pino Daniele. Il cantautore napoletano, che avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 19 marzo, è stato stroncato nella notte da un infarto mentre si trovava nella sua casa di campagna in Toscana. La conferma è arrivata questa mattina dal manager Ferdinando Salzano.  

Da quanto appreso l’artista ha accusato un malore ieri sera mentre si trovava in un podere isolato nelle campagne tra i comuni di Magliano e Orbetello (Grosseto), in Maremma. Intorno alle 21.15 è stato anche chiamato il 118 che, spiega la Asl di Grosseto, ha inviato un’ambulanza con un medico che però, prima di arrivare a casa del cantante, è stata fermata quando si trovava non lontano dall’abitazione. 

Da quanto spiegato sempre dalla Asl, nel corso di una telefonata fatta dai sanitari dell’equipaggio, che chiedevano precisazioni sull’indirizzo, una decina di minuti dopo la richiesta di soccorso al numero che aveva allertato il 118, è stato spiegato che la persona che doveva essere soccorsa aveva deciso di andare a Roma. 

«Quando Pino Daniele è arrivato nel nostro ospedale la situazione era talmente grave che subito è stato sottoposto a rianimazione cardiorespiratoria, purtroppo però dopo pochi minuti si è constatato il decesso». Lo ha detto Carlo Saitto, direttore generale Asl Roma C Sant’Eugenio in una intervista a Rainews. 

«La cosa è stata veramente molto rapida - ha aggiunto - e quando è arrivato la situazione era già molto grave e non c’era nulla che si potesse fare, purtroppo. Non posso nemmeno dire quale sia stata la ragione di questa situazione critica. Sulle condizioni precedenti anche quando le avessi non sono informazioni che posso dare». Saitto ha precisato che il decesso «si è verificato alle 22.45».  

La notizia sul web  
A darne per primo la notizia è stato Eros Ramazzotti che ha scritto un messaggio all’alba sul suo profilo Instagram: «Anche Pino ci ha lasciato. Grande amico mio, ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo - scrive alle 2.08 di questa mattina il cantante di “Terra Promessa” -. Ti vorrò sempre bene perchè eri un puro ed una persona vera oltre che un grandissimo artista. Grazie per tutto quello che mi hai dato fratellone, sarai sempre accanto al mio cuore. Ciao Pinuzzo...». 

Dopo l’annuncio del cantautore romano, sono arrivate anche le conferme di altri protagonisti del mondo della canzone come i Negramaro (“Ho appena sentito Eros, è tutto maledettamente vero: il nostro Pino Daniele non c’è più... una notte senza fine”), Fiorella Mannoia (“Pino Daniele ci ha lasciato. Un dolore immenso, sono attonita, non trovo altre parole”) e Laura Pausini (“Ho appena saputo che Pino è volato in cielo.. Sono molto scossa, immobile nel letto...”) che hanno condiviso il loro dolore su Twitter e Facebook.

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