quarta-feira, 15 de abril de 2015

Scoprire Leonardo uomo del suo mondo

Si apre la grande la mostra milanese. Un’immagine inedita del genio rinascimentale. Tra le perle la Belle Ferronière

Particolare dell’Annunciazione (1478-1480 circa) di Leonardo da Vinci (e Lorenzo di Credi?) dal Louvre


MILANO
La Belle Ferronnière, se è quella che volete, sta nella terza sala, e adesso che dal Louvre è tornata a casa trafiggerà anche voi con quell’elusivo sguardo di scorcio che fa vittime dal 1495. Ma il consiglio è di assaporare tutta intera e con calma questa gran mostra dedicata a Leonardo da Vinci dalla città in cui egli visse più a lungo (Il disegno del mondo, da domani al 19 luglio). Sarà infatti il punto di riferimento sul tema per i prossimi anni: perché riformula l’idea stessa che di Leonardo coltiviamo per tradizione, cioè quella di un genio isolato, una specie di extraterrestre sceso in terra, e lo riconsegna al suo tempo, alle sue radici e anche ai suoi dubbi. Per esempio sottolineandone la contraddizione fra molteplicità dei talenti e dispersione, da lui perfettamente percepito, preoccupato com’era di non riuscire a sistemare gli innumerevoli appunti «alli lochi loro».  

Stranieri generosi  
Per la cura di Pietro C. Marani e di Maria Teresa Fiorio, e sotto l’egida pubblico-privata dei coproduttori Comune di Milano e Skira, vanno in mostra più di 200 opere: 43 dipinti, 20 sculture, 108 disegni, 40 fogli di codice. Il Louvre ha prestato tre quadri: oltre alla Ferronnière (che era poi Lucrezia Crivelli amante di Ludovico il Moro e deve il soprannome al gioiello che le stringe la fronte) sono la piccola Annunciazione e il San Giovanni Battista. Dalla National Gallery di Washington è arrivata la Madonna Dreyfus, la Scapiliata da Parma, l’Uomo Vitruviano da Venezia, il San Girolamo dalla Pinacoteca Vaticana. Generosissimi sono stati Windsor con 30 disegni, il British Museum, il Metropolitan di New York. E hanno fatto la loro parte l’Ambrosiana di Milano, da cui arriva il sublimeRitratto di musico e, sempre in città, il Museo della Scienza e della Tecnologia che di Leonardo porta il nome. Non è arrivata l’Annunciazione più preziosa, e cioè quella degli Uffizi, con il presidente di Skira Massimo Vitta Zelman che depreca «la tiepidezza con cui il ministro ha appoggiato la nostra volontà di portarla a Milano», sottolineando come «apparentare questo caso e quello del trasferimento dei bronzi di Riace abbia creato una confusione pesantissima» e segnalando che, comunque la si rigiri, gli stranieri hanno concesso più volentieri degli italiani.  

L’app da scaricare  
Annunciazione o meno, il percorso che si delinea in 12 sale è in grado di soddisfare per intero l’acribia dello studioso e la curiosità del nativo digitale: per tutti, comunque, sono pronti a fine visita certi mirabolanti occhiali digitali che precipitano in una realtà «immersiva» (l’app relativa, Being Leonardo, è scaricabile per tablet). Il curatore Marani spiega che si è proceduto «per accostamenti » e invita il pubblico a muoversi per la mostra «con divertimento ma anche con attenzione». Ecco dunque le opere di Leonardo reagire con i maestri, i precedenti storici e i contemporanei: e se la Ferronnière dialoga con una squisita scultura del Verrocchio, la Dama col mazzolino, lo studio prospettico tratto dal Codice Atlantico per un mazzocchio, cappello toscano di forma geometrica, è giustapposto a un analogo mazzocchio attribuito a Paolo Uccello, e i disegni sul sogno di camminare sott’acqua al palombaro immaginato da un Anonimo senese del quindicesimo secolo. 

Il pessimismo finale  
Di analogia in analogia, ecco sfilare la Fortezza del Botticelli e la Pietà con San Girolamo e la Maddalena del Perugino, e Bellini, e Filippo Lippi, e Ghirlandaio, e Lorenzo Di Credi. Ovunque, un trionfo di matite rosse e inchiostri bruni. Orsi, granchi, serpi, scheletri, donne incinte, studi per la perduta Battaglia di Anghiarie per il distrutto monumento equestre a Francesco Sforza. Un ingrandimento dedicato ai «moti dell’animo», cioè all’analisi psicologica delle fisionomie che costituisce l’asse emotivo del Cenacolo, e alcune variazioni sul tema dellaGioconda. Fiori, compassi, macchine da guerra, braccia e mani e teschi e vene esplorate secondo le leggi dell’idraulica. Insomma la complessità del mondo, analizzata con lo strumento del disegno, nel tentativo di trovare i nessi fra micro e macrocosmo, comprendere la natura e insieme sfidarla prometeicamente. Fino a quella che Marani chiama «l’implosione», testimoniata dalla serie tarda deiDiluvi conservati a Windsor. Dove, si legge nell’ampio saggio introduttivo al catalogo, «un cataclisma provoca la caduta di montagne con vortici di polvere, fumo e acqua». Il pessimismo ha il sopravvento, «l’uomo non ha più il controllo degli elementi naturali». È la nascita dolorosa di una consapevolezza che diventa anche nostra. 

twitter@esantoli  
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Genova, nonnina di 96 anni apre il primo “home restaurant”

Ha 96 anni, con il nipote Fabrizio ha dato via al primo ristorante in casa del capoluogo ligure. Per prenotare la cena dal lei bisogna scriverle sulla sua pagina Facebook

La signora Leonida Tomasinelli


«Le mie ricette? Sono un segreto, non ve le dirò mai. Se volete assaggiare i miei piatti, però, potete venire a trovarmi nel mio home-restaurant», spiega con simpatia Leonilda Tomasinelli che a 96 anni, con l’aiuto del nipote Fabrizio, ha deciso di dare il via al primo “ristorante in casa” di tutta Genova. Sabato in via Righetti, nel quartiere di Albaro, l’esuberante vecchietta aprirà la porte della sua abitazione a chiunque voglia assaggiare prelibatezze preparate con ricette tradizionali. 

«Basta registrarsi sul mio portale web oppure scrivermi su Facebook», continua Tomasinelli, che sui siti specializzati in home-restaurant si presenta come “nonna Leo”. Seppie con i piselli, stoccafisso accomodato, panissa, polpettone, varie torte di verdura, ravioli al tocco, il minestrone di una volta, coniglio alla genovese, focaccia al formaggio, farinata, torta Sacripantina e castagnaccio, questo è il menù in programma per la serata. Insomma, basta un click e si può andare a mangiare a casa di nonna Leo. 

«Oggi le cene in casa sono una delle tante facce della sharing economy, un’economia di condivisione e socializzazione – racconta il nipote Fabrizio – grazie agli home-restaurant si condivide cibo genuino fra perfetti sconosciuti, contribuendo alla spesa o facendo pagare una piccola cifra all’ospite. Tutto viene fatto alla luce del sole perché il contatto fra chi apre un home-restaurant e chi vuole venire a mangiare in quell’abitazione si stabilisce sul web». 

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sábado, 11 de abril de 2015

Nova Bréscia, 50 anos

O município de Nova Bréscia foi criado em 28 de dezembro de 1964, através da Lei Estadual nº 4.903. Em 11 de abril de 1965 é diplomado o primeiro prefeito o Sr. João Arlindo Deves, tendo como vice o Sr. Alfredo Silvestre Macagnan. A primeira câmara de vereadores foi composta por João Sbardelotto, Benjamin Giongo, Guido Dalpian, Alcides Armando Laste, Isidoro Berti, Alcides Zambiasi, Maximiliano Salami e Arlindo Simonetti.

"Noi italiani lavoratori,(Nós, trabalhadores italianos)Allegri andiamo in Brasile. (Vamos contentes para o Brasil)E voialtri d'Italia signori, (E vocês, nobres da Itália)Lavoratelo il volstro badile. (Peguem a pá)Se volete mangiare." (Se quiserem comer)

      Este era o espírito, este era o canto dos imigrantes italianos em seus navios. Fugiam da Itália como de um cárcere. A mão-de-obra era em abundância na Europa e fez com que mais de 10 milhões de italianos imigrassem para o Mundo Novo entre 1816 e 1930. No Brasil, de 1875 a 1935, ingressaram 1,5 milhão, sendo que destes 100 mil vieram para o Rio Grande do Sul, com as mais diversas qualificações.

      A imigração dos italianos está ligada ao processo de unificação da Itália e a vitória do capitalismo sobre os "pequenos reinos e sua estrutura agrária", atingindo profundamente os que viviam da terra. Da Bréscia, situada na região da Lombardia, chegaram no RS muitos italianos, dando a origem à cidade de Nova Bréscia.

      Exatamente no ano de 1895, as famílias italianas de De Maman, Mezacasa, Casaril e Daroit, vindas dos municípios de Bento Gonçalves, Antonio Prado e Veranópolis, subiram por íngremes montanhas e estabeleceram-se na localidade de Arroio das Pedras, onde hoje é a localidade de Linha Tigrinho Alto, marco inicial da colonização do Município de Nova Bréscia, com suas 33 comunidades.

      Já a cidade de Nova Bréscia, teve seu marco inicial por volta de 1902, quando os primeiros colonizadores, os italianos de nascimento Santo Titton e João Dalnora mais os brasileiros Felisberto de Freitas e João Machado, ali chegaram.

      Nestas paragens só existia mata e piquetes. Não foi fácil para a jovem comunidade de posseiros se estabelecerem. Chegaram trazendo suas famílias e mudanças a cavalo. Sofreram muito para construírem suas casas, as tábuas eram serradas a mão e para o comércio tinha que ir até Arroio Grande, atual Encantado.

      Em 1906 chegavam mais colonizadores: Antonio Dall'Oglio, Batista Recco, João Magagnin e outros que se somavam aos que já estavam no local, com o fim de explorar a terra, através da agricultura, sendo que as culturas principais eram o trigo, milho e feijão. A comercialização dos produtos era realizada nas cidades vizinhas, transportadas com filas de mulas e posteriormente com carroças. Só em 1914 foi aberta a atual estrada que liga a Encantado, antes o caminho era feito pela Linha Tigrinho.

      Em 1924 chegou o primeiro médico, Dr. José Lorenzin e uma farmácia. Até então, quando necessário, os doentes eram carregados com padiolas até Encantado ou Arroio do Meio à procura de médicos.

      Muitos anos se passaram. Veio a emancipação e pouco antes começou uma nova história:a saga dos churrasqueiros.

     Nova Bréscia é hoje nacionalmente conhecida como a terra dos melhores churrasqueiros. Inúmeras são as casas espalhadas por este nosso Brasil e também pelo mundo.
Na década de 60, o município tinha em torno de 11 mil habitantes. Hoje são pouco mais de 5 mil.

      Atualmente estima-se que, mais de 10 mil brescienses estão espalhados pelo Brasil e pelo mundo em diversas atividades. Destacam-se principalmente no ramo de churrascarias e restaurantes, que seguiram o exemplo de Albino Ongaratto, de Linha Alegre, que resolveu largar a enxada, a luta contra terrenos montanhosos, as picadas imprevisíveis nos meses de inverno e a força indomável da prodigiosa natureza, dando assim inicio a um maciço êxodo rural, que podemos chamar como a saga dos churrasqueiros.

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foto Igreja Matriz - Wikipédia

Parte bonus mamme, decreto in Gazzetta Ufficiale

Il decreto attuativo del bonus per le neomamme è arrivato in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, previsto dalla Legge di Stabilità, era atteso da fine gennaio.
    Nel decreto si stabilisce come l'Inps abbia 15 giorni di tempo per mettere a punto i modelli attraverso cui inviare domanda per ricevere l'assegno.
"La domanda per l'assegno è presentata all'Inps per via telematica secondo modelli predisposti dall'Istituto entro il quindicesimo giorno dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto", si legge nel testo uscito nella G.U. di ieri sera. Si prevede anche che l'Inps assicuri "le modalità più idonee per facilitare l'accesso alla misura da parte dei nuclei familiari, anche mediante le proprie sedi territoriali, il contact center e procedure telematiche assistite".
Quanto ai tempi entro cui presentare la domanda, nel dpcm viene riportato come possa essere avanzata "dal giorno della nascita o dell'ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione del figlio". Inoltre viene specificato che "ai fini della decorrenza dell'assegno dal giorno della nascita o dell'ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione, la domanda deve essere presentata non oltre il termine di 90 giorni dal verificarsi dell'evento ovvero entro i 90 giorni successivi all'entrata in vigore del presente decreto". Nel caso in cui la domanda sia presentata oltre i tempi previsti, "l'assegno decorre - si chiarisce - dal mese di presentazione della domanda". L'incentivo alla natalità, viene ricordato nel decreto, passa attraverso un assegno pari ad 960 euro per figlio, ovvero 80 euro mensili, per le famiglie con un Isee non superiore ai 25 mila euro. Per i nuclei sotto 7.000 euro il bonus raddoppia. L'assegno è concesso fino al terzo anno di età o d'ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione. Nel decreto viene anche riportato l'arco temporale di validità del bonus, che opera per "per ogni figlio nato o adottato tra il 1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017". Il decreto, un dpcm, è composto da sei articoli e porta le firme del premier Matteo Renzi, oltre che dei ministri dell'Economia, Pier Carlo Padoan, del Lavoro, Giuliano Poletti, e della Salute, Beatrice Lorenzin (siglato il 27 febbraio, registrato dalla Corte dei Conti il 31 marzo).
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Immigrazione, mille profughi in salvo, un morto su un barcone


Sono quasi mille i profughi tratti in salvo ieri dalla Guardia Costiera e dalla Marina Militare, in tre differenti operazioni di soccorso nel canale di Sicilia. Su uno dei barconi c'era anche un cadavere che è stato recuperato.

    I barconi con migranti in difficoltà si trovavano tutte in un tratto di mare a circa 30 miglia dalle coste libiche. Le unità con i profughi a bordo stanno dirigendo verso Porto Empedocle e Augusta.


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Scoperte nuove fumarole nel supervulcano dei Campi Flegrei


Scoperte nuove fumarole marine nel supervulcano dei Campi Flegrei (fonte: Stefano Caliro)


Scoperte nuove fumarole marine, cioè emissioni di gas vulcanici, nel super vulcano dei Campi Flegrei, la struttura vulcanica più pericolosa d'Europa. Le emissioni sono state individuate tra muri romani, antichi basolati e altri reperti di duemila anni fa sommersi nella baia di Pozzuoli, a nord di Napoli, che costituisce la parte centrale della caldera dei Campi Flegrei. La scoperta è stata possibile grazie alla mappa del fondale della baia sviluppata dall'Osservatorio vesuviano (Ov) dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), in collaborazione con l'Istituto per l'ambiente marino costiero (Iamc) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Napoli. 


Pubblicata sulla rivista Journal of Maps, la ricerca è finanziata dal Ministero dell'università e ricerca (Miur), ed è svolta nell'ambito del progetto Monica (Monitoraggio innovativo delle coste e dell'ambiente marino).

Realizzata grazie a strumenti simili a laser e sonar, la mappa evidenzia le strutture portuali, i complessi residenziali e termali di età romana, come il Portus Iulius e la villa dei Pisoni, sommersi dal mare a causa dei movimenti verticali del suolo (bradisismo) all'interno di un contesto ricco di fumarole.

''Sono state scoperte aree finora sconosciute di emissione di gas vulcanici'' 
rileva Renato Somma, ricercatore dell'Ov-Ingv.

Il rilievo, aggiunge ''ha dato un'immagine senza precedenti del fondale marino della baia di Pozzuoli e rappresenta un contributo alla comprensione dell'evoluzione della caldera dei Campi Flegrei, un'area vulcanica attiva ad alto rischio, abitata da quasi un milione di persone''. La baia di Pozzuoli, spiega il direttore dell'Ov-Ingv e coordinatore del progetto Monica, Giuseppe De Natale, ''costituisce la parte centrale della caldera dei Campi Flegrei, un'ampia struttura vulcanica che si è formata in seguito alle eruzioni vulcaniche dell'Ignimbrite Campana (la maggiore eruzione esplosiva avvenuta nell'area campana 39.000 anni fa) e del Tufo Giallo Napoletano (la seconda eruzione per importanza nell'area campana, di 15.000 anni fa). L'ultima eruzione è avvenuta nel 1538''


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sexta-feira, 10 de abril de 2015

Itália dará 25 bolsas à Universidade de Garissa

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Nairóbi - O governo da Itália dará 25 bolsas de estudo para alunos da Universidade de Garissa, no leste do Quênia, que foi alvo de um ataque do grupo jihadista somali Al Shabab na semana passada.

    O anúncio foi feito nesta quinta-feira (9) pelo ministro das Relações Exteriores do país europeu, Paolo Gentiloni, durante visita a Nairóbi. Apoiada pela Chancelaria e pela pasta de Educação, a iniciativa envolverá nove universidades italianas no ano acadêmico 2015-2016.

    "O campus de Garissa está fechado desde o dia do ataque, essa é uma oportunidade", declarou Gentiloni. O atentado do Al Shabab, realizado no dia 2 de abril, deixou 148 mortos e foi uma vingança pela intervenção militar do Quênia na Somália, no âmbito de uma missão da União Africana. (ANSA)

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Renzi diz que 'chegou ao fim' tempo de aumentar taxas para os italianos

Roma -  O primeiro-ministro italiano, Matteo Renzi, celebrou nesta sexta-feira (10) a aprovação do Documento sobre Economia e Finanças (DEF) pelo Conselho de Ministros e disse que "chegou ao fim" o tempo de aumentar as taxas para os italianos.

"Não há taxas novas e assim chegou ao fim o tempo do aumento de taxas. É um ponto fundamental, claro, central para o país. Precisamos fazer com que os cidadãos não façam mais sacrifícios, mas sim alguns políticos e empresários em vários níveis", afirmou o premier.

O DEF é o instrumento por meio do qual é programada toda a política econômica do governo para o ano. Segundo fontes próximas ao governo, o texto mostra a liberação de cerca de 1,5 bilhão de euros extras para investir em medidas previstas para reformas e ajustes das contas públicas.

"O DEF é a fotografia de uma situação econômica e diz que os recursos existem. Decidiremos na próxima semana se e onde iremos utilizar [o dinheiro] com base nas prioridades", destacou.(ANSA)

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quinta-feira, 9 de abril de 2015

Anni '70, alle radici dell'hippy chic tornato di moda

(di Alessandra Magliaro)
   
(ANSA)
 - LONDRA - Caftani colorati, cinte drappeggiate, turbanti, stampati, pantaloni a zampa: per entrare nel mood anni '70 come impone la moda di quest'estate e del prossimo inverno e ripassare come vestiva la jet society del '68 e anni seguenti c'è l'universo di Thea Porter, riconosciuta ispiratrice dell'hippy chic. Il Fashion ad Textile Museum del trendissimo Bermondsey a Londra dedica alla stilista, nata a Gerusalemme nel 1927, una mostra aperta fino al 3 maggio.
Il padre era un missionario irlandese, la madre franco tunisina, lei crebbe in Siria, a Damascoall'epoca sotto i francesi. I dettagli contano: Thea Porter, che poi nel dopoguerra si trasferì a Londra per poi cambiare di nuovo residenza spostandosi a Beirut, non dimentico' quell'infanzia ricca di colori dei bazaar di Damasco al punto di riproporre nelle sue stoffe e negli accessori tutte quelle speziate meraviglie. L'oggetto principe della sua moda che piaceva da impazzire al jet set di allora era il caftano, rivisitato e corretto dal tradizionale abito greco e medio orientale. Alla metà degli anni '60 aprì una boutique di abiti, tappeti, mobili importati da quelle zone e da lei rivisitati, uno stile esotico che portava a Londra, da sempre aperta alle culture non occidentali, quelle atmosfere lontane. Fu subito colpo di fulmine: ''il mio negozio in Greek Street - scrisse - attrasse immediatamente i ricchi hippies, attori, musicisti e le loro donne che cominciarono a chiedermi abiti su misura realizzati con quelle stoffe''. Ecco così Thea Porter diventare trendsetter, si direbbe oggi, di quel Bohemian Chic anni '70, ora rinominato Hippy Chic.

Nella mostra a Londra le sue creazioni originali sono accompagnate da foto di nomi illustri, come iPink Floyd che vestì per una cover, i Beatles ma la sua fama, grazie anche alle copertine che le dedicavano in quegli anni Vogue e Harper's Bazaar conquistò Hollywood da Elizabeth Taylor aBarbra Streisand. Thea Porter era una delle protagoniste della vita mondana di Soho, del famoso club Colony Room a Dean Street, amica di Mick Jagger, Cat Stevens, Stuart Copeland, Jimi Hendrix.
Elton John nel 2014 di lei ha detto: ''entrare nel suo negozio fu un'esperienza mai dimenticata. Fu il mio primo assaggio nel mondo della moda''
Diana Vreeland, leggendaria direttore di Vogue America, fu tra le sue supporter ed è anche grazie a lei che negli anni '70 si affermò negli Stati Uniti lo stile di Thea Porter, che aprì nel '71 a New York una boutique con Wallis Simpson prima cliente ma è in California che gli abiti lunghi fino ai piedi, svolazzanti e impalpabili della Porter trovarono terreno ideale, perfettamente ricambiato. Divenne amica dei Fonda, dei Peck, dei Lemmon, di Laurent Bacall e Britt Ekland. A fine anni '70 si trasferì a Parigi. Aprì anche lì negozio e laboratorio sull'onda del riemergere del tema etnico. La sua 'eredità' - morì nel 2000 dopo 6 anni in lotta con l'Alzheimer - emerge chiara negli allestimenti della mostra: il suo stile mediorientale ma non troppo, easy e al tempo stesso lussuoso sembra fatto per essere per l'oggi.
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Farmaco per allergie possibile cura low cost per l'epatite C


ROMA - Scoperta in un semplice antistaminico oggi in uso per le allergie una potenziale cura contro l'epatite C che potrebbe essere presto testata su pazienti, la clorciclizina. Secondo quanto riferito sulla rivista Science Translational Medicine, il farmaco potrebbe divenire parte di un regime di trattamento del pericoloso virus, perché è risultato molto efficace nell'impedire i primi stadi del processo infettivo, cioè quando il virus inizia a 'colonizzare' le cellule epatiche. Condotto presso i prestigiosi National Institutes of Health di Bethesda, la ricerca apre le porte alla sperimentazione di un farmaco già ben noto, poco costoso e meno tossico degli antivirali oggi in uso. 

Oggi per trattare l'epatite C si ricorre a una squadra di antivirali molto costosi e con non pochi effetti avversi. Esistono anche farmaci di nuovissima generazione, anch'essi dal costo spesso proibitivo per i sistemi sanitari dei vari paesi. Gli scienziati Usa hanno usato un programma di screening altamente sofisticato per individuare farmaci oggi già in uso con tutt'altre indicazioni che risultino attivi contro l'epatite. Da questa cernita è stato scovato l'antistaminico. Testato su topi in cui erano state inoculate cellule epatiche umane, il farmaco anti-allergico si è mostrato capace di bloccare il processo infettivo con risultati comparabili a quelli degli antivirali oggi in uso. Servono chiaramente dei test su pazienti prima di poter promuovere l'antistaminico come possibile cura per l'epatite.


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Confira a programação de festas que acontecem no outono na Serra Gaúcha

São 117 festas programadas até metade de junho

Feliz oferece Festival do ChoppFoto: Digo Glaeser / Divulgação


Entre as cidades que valorizam a fruta carro-chefe da economia local, estáVeranópolis, distante cerca de 80 quilômetros de Caxias. A Femaçã, marcada para dois fins de semana de abril, começou 2015 dividindo opiniões. O cartaz do evento, divulgado em janeiro, exibe a imagem oficial das soberanas com os seios cobertos por maçãs, suficiente para provocar a maior polêmica em torno do material de divulgação. Antes da repercussão, a previsão era receber 80 mil visitantes na festa, ou seja, 20 mil a mais do que a edição anterior. Agora, a organização estuda números mais ambiciosos. 

Também destaca-se a programação em Garibaldi, que depois do Veraneio da Vindima, lança o Outono das Cores. Há oficinas que ensinam o preparo de pães coloniais até pratos mais elaborados, além de programações coloniais, missas, filós e, claro: degustação e venda de espumantes. O vinho tem força na programação da maioria das cidades: entre maio e junho, quando ele tem um período no calendário em sua homenagem, a bebida ocupa praças das cidades para ser comercializada, distribuída e apreciada. 

O outono só se despedirá no dia 21 de junho, às 13h38min. Veja abaixo um calendário de festas e programe-se para conhecer melhor a Serra gaúcha.


Raquel Fronza

http://pioneiro.clicrbs.com.b

28ª Festa Italiana de Jundiaí

A 28ª Festa Italiana de Jundiaí 2015 figura entre os eventos mais tradicionais do calendário da cidade e movimenta os finais de semana de 16 de maio a 7 de junho.
Este ano atração encampa o lema “Viemos para Servir”, alinhado com o tema da Campanha da Fraternidade 2015, que envolve fraternidade, igreja e sociedade.
Os organizadores dizem que o propósito da festa é manter as tradições italianas na cidade. “Há quase 30 anos a comunidade teve a iniciativa de fazer a festa para reunir o povo de origem italiana, mantendo acesa a fé, a religião, cultura, tradição e música”, afirmou o padre Carlos Cigollini.
Essa semana o prefeito Pedro Bigardi recebeu a visita de uma comitiva representando a Festa Italiana de Jundiaí. No encontro, realizado nesta terça-feira (10), no gabinete do Paço Municipal, Bigardi recebeu o convite para o coquetel de lançamento do evento, marcado para 19 de março, às 20h, no salão paroquial da igreja da Colônia.

O grupo – formado por Rogério Adami, Donato Capuzzi, Duílio Mazamatti Júnior e pelo padre Carlos Cigollini – lembrou da tradição da Festa e que os últimos detalhes estão sendo afinados.
Tradicionalmente a Festa Italiana de Jundiaí conta com 2 espaços principais, a Cantina Interna, no Salão Paroquial, com comida servida à vontade, menos doces e bebidas, com convite pago.
Outro espaço é a Festa na Praça, com acomodação pra 3.500 pessoas sentadas, onde são vendidas as tradicionais guloseimas italianas, além de fogazzas, espetinhos de carne e frango, vinhos, água, sucos, refrigerantes e cerveja, doces italianos, crustuli, sorvetes, etc., na Praça José Orlandi.
A organização é da Paróquia Sagrado Coração
Rua Humberto Primo, 103, Colônia
Telefone: (11) 4584-1406.
www.jundiai.com.br