segunda-feira, 13 de fevereiro de 2012

L'Italia non è un Paese di giovani

MILANO - L'Italia invecchia sempre di più. Lo rivela il secondo Rapporto sulla coesione sociale presentato da Inps, Istat e ministero del Lavoro, secondo il quale al primo gennaio 2011 si registrano 144,5 anziani ogni 100 giovani. E diventeranno 256 ogni 100 giovani nel 2050. A determinare questo trend, è l'aumento della sopravvivenza combinato con i bassi livelli di fecondità. Quanto a occupazione e disoccupazione, dallo studio Istat emerge che nel primo semestre 2011 sono stati attivati oltre 5,325 milioni di rapporti di lavoro dipendente o parasubordinato: il 67,7% delle assunzioni è stato formalizzato con contratti a tempo determinato, il 19% con contratti a tempo indeterminato e l'8,6% con contratti di collaborazione. Sempre il Rapporto ricorda che il tasso di disoccupazione giovanile si attesta invece al 27,4%, raggiungendo il 44% se riferito alle donne del Mezzogiorno e il tasso d'inattività sale al 37,9%. I contratti precari dominano nel mercato del lavoro, perché quasi 8 nuovi contratti su 10 (ovvero l'76,3%) sono fatti con accordi a termine o collaborazioni. 


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