domingo, 30 de agosto de 2009

Ma che ingorgo sul Canal Grande


Nei canali veneziani aumentano infrazioni e impridenze

Scontri, gondole rovesciate e turisti inesperti. Venezia si ribella al traffico eccessivo in laguna

Venezia - Chissà se tra qualche tempo sarà necessario potenziare i semafori galleggianti, mettere dei vigili a ogni «incrocio » o magari il pedaggio. Nautico, ovviamente. I canali di Venezia paiono ormai delle vere e proprie autostrade. Il traffico aumenta, eccome: acque congestionate, tra chi riscopre il vecchio amore per il barchino di famiglia e chi sceglie la laguna per turismo. Insomma, guidare una barca è un must dell’estate 2009: guidano tutti, grandi e piccini, tanto che chi oggi conduce una barca probabilmente ha imparato da bambino a tenere la manetta del motore. Capita, però, che la folla diventi un problema: incidenti, gondole rovesciate, moto ondoso ancora sotto accusa. E addio tranquillità di chi si aggira con il proprio «topo», il piccolo mezzo che tanto piace ai nostalgici. Ma sono centinaia i controlli sulla velocità effettuati dalla polizia lagunare nel corso dei mesi estivi. In tutto 220 le persone identificate e 210 le imbarcazioni sottoposte ad accertamenti, con 71 sanzioni amministrative verbalizzate dagli agenti della squadra nautica della Questura e 2 denunce penali al Codice della navigazione. Le violazioni riguardano sempre più spesso taxi, mototopi e natanti da diporto. Con gli ovvi episodi singolari: come un turista tedesco che, avendo noleggiato un’imbarcazione da diporto, ha ammesso di non conoscere la normativa di navigazione in vigore a Venezia. Oppure i goffi tentativi di giustificare l’eccesso di velocità: dal classico parente all’ospedale al ritardo su un importantissimo appuntamento di lavoro. «La laguna è diventata ormai preda di tutti - si lamentano gli ambientalisti nei vari blog che cercano di catechizzare gli inesperti alla guida dei barchini - ma con l’ambiente non si scherza. E poi basta con tutta questa gente che a caso si mette alla guida di un qualsiasi mezzo nei canali».La regola era che si poteva g o v e r n a r e un’imbarcazione solo sotto l’occhio vigile di un esperto che se ne stava seduto vicino, pronto ad intervenire in caso fosse necessaria qualche manovra improvvisa. Così anche il novizio avrebbe imparato che cosa fare in situazioni di emergenza. Negli ultimi giorni, però, in bacino San Marco un bambino ha causato un incidente tra un barchino e un motoscafo Actv: stava guardando verso la riva anziché di fronte a sè mentre la mamma parlava con un’altra persona. Nell’ultimo anno si contano due morti per incidenti in laguna tra barchini, e soltanto pochi giorni fa una gondola si è rovesciata, facendo cadere in acqua i cinque malcapitati turisti. Anche i sindacati del trasporto pubblico guardano con sospetto al boom di barchini, soprattutto in relazione all’inevitabile aumento del moto ondoso. «Per raggiungere Treporti da Fondamenta Nuove il tempo di percorrenza in un anno è stato ridotto di 14 minuti, di giorno, perché si è detto che invece degli 11 km all’ora possiamo tenere i 14. Ma correndo si distrugge la barena », spiegano i sindacati. Ma un giro in laguna, ormai, non se lo nega nessuno. Turisti soprattutto, attirati dal giro «low cost» per osservare città e natura. E i nostalgici hanno contagiato anche le nuove generazioni: molti, infatti, gli appassionati di birdwathing a caccia di fischioni, alzavole, germani che noleggiano il barchino per mezza giornata. E poi non manca chi «corteggia » l’amico per scroccare qualche ora di svago, magari spingendosi fino al litorale jesolano (in futuro passando la barriera del Mose), dove ormai si fatica a trovar posto per stendere l’asciugamano.




Massimo Guerretta
La Stampa.it

Nenhum comentário: