sábado, 15 de abril de 2017

Le origini di Pasqua fra religione ebraica e cristianesimo

 

Pasqua cristiana. Ultima cena. Chiesa del convento di Sant’Angelo presso Formis (Capua). Maestro italo-bizantino ca. 1100.

...E la bellezza del mito di Ostara

Il termine Pasqua, sin dai tempi più antichi, definisce nella religione ebraica una delle maggiori festività dell’anno: Pesach, la liberazione degli Israeliti dalla schiavitù. Il cristianesimo, figlio dell’ebraismo e sulla base dei quattro Vangeli canonici, celebra a Pasqua la resurrezione di Gesù Cristo. E poi c’è un’altra Pasqua, quella delle popolazioni indoeuropee che festeggiavano invece la dea della primavera, Ostara. La bellezza del risveglio della natura nel ciclo interminabile di morte e rinascita della Terra.

Pesach. Pani azzimi e sangue dell’agnello

Il contrasto fra le festività religiose ebraica e cristiana e la celebrazione pagana di matrice indoeuropea, è davvero grande. Per capirlo, è necessario soffermarsi su alcune considerazioni che riguardano le origini di queste feste. Innanzitutto il nome della Pasqua ebraica deriva dal vocabolo Pesach che significa pressappoco “andare oltre, passare” e celebra la liberazione degli Israeliti dalla prigionia e dalla schiavitù in Egitto.
Nel libro dell’Esodo, la narrazione degli eventi che interessano il Pesach si estende dai versetti XI, 5-10 ai versetti XII, 29. Il racconto in sintesi: Dopo il rifiuto del faraone di lasciar liberi gli Israeliti e le nove piaghe inviate da Jahve per punire l’Egitto, il dio d’Israele pensa di colpire le Due Terre con una sciagura senza pari: l’uccisione di tutti i maschi primogeniti, sia di uomini che di animali. Jahve passerà durante la notte in tutte le case, per compiere la terribile vendetta.
Affinché questo eccidio colpisca esclusivamente gli Egizi e non gli Israeliti, Jahve istruisce il popolo eletto sul da farsi. Ogni famiglia deve macellare, la sera, un agnello oppure un capretto che non abbia più di un anno di età e sia senza macchia. Il sangue di questo animale dev’essere quindi spalmato sulla porta di casa, la sua carne arrostita e mangiata sino all’ultimo boccone. Grazie a questo stratagemma, Jahve potrà riconoscere subito, durante il suo passaggio notturno, le porte sporche di sangue che segnalano la presenza di una famiglia israelita nelle case, e lì non entrerà. Passerà oltre (Pesach). Soltanto gli Egizi avrebbero subito la punizione divina. Così fu. E il faraone, spaventato da quell’ultima piaga, scacciò gli Israeliti dal regno.Ecco alcuni dei versetti biblici:
“(…) Poiché voglio passare in questa notte attraverso l’Egitto e uccidere tutti i maschi primogeniti di uomini e bestie, e la mia punizione dimostrerà a tutti gli dei d’Egitto che io sono l’unico Signore. (…) Dovete ricordare questo giorno e festeggiare il Signore, e così faranno tutti i vostri discendenti, in eterno.” (Esodo XI, 12-13)


The Best Beach in Sardinia

Sardinia is an island I fell in love with many years ago and with every visit my love for this Mediterranean island has continued to grow.
Years of exploring the island has led to our discovering the best beaches. Not only are they the best beaches in Sardinia, they are the best in Italy. In fact you'll find no better in Europe.
Let's explore...
Best Beach in SardiniaNear Cala Luna
Photo by Vasile 23 - shared under Flickr's Creative Commons License

Where are the Best Beaches?

Although you'll find great coastlines and beautiful beaches throughout the island, there are two areas that are exceptional enough to make it onto Exquisite Coasts.
These are the Costa Smeralda & Maddalena Islands and the east of the island - around Cala Gonone on the Gulf of Orosei.
To me the beaches around Cala Gonone and the Gulf of Orosei are not only the best beaches in Sardinia but the best beaches I've seen anywhere in Europe.
You can find a map of the areas at the bottom of the page.

Gulf of Orosei

Around Cala Gonone

Gulf of OroseiCala Mariolu
Photo by Vasile 23 - shared under Flickr's Creative Commons License
Whenever my family and I visit this area we stay at the lovely Bue Marino in Cala Gonone - the perfect base from which to explore.  It is from Cala Gonone that the boats to the beaches leave.
These are the four beaches I love most - click the name of the beach for more on each one:
  • Bidderosa -In a nature reserve and perfect for families.
  • Cala Mariolu - The name means Seal Beach and many consider it to be the best beach in Sardinia.
  • Goloritzè -  Here's a beach that is so good it has been declared a National Monument.
  • Cala Luna - Legendary Half-Moon Beach.
Now let's head off to the beaches of the Costa Smeralda...

Costa Smeralda

Costa Smerala
200Salvar
Every beach on the Costa Smeralda is lovely but there are a few that are truly out of this world – these are the best of them:

Spiaggia del Principe

Named after the Aga Khan – the man who in the sixties turned a dreamy piece of forgotten coastline into a mecca for the rich and the famous. The Aga Khan and many of the famous celebrities have moved on to other more “fashionable” bits of this coastline leaving this lovely beach for humble folk who are happy to have nothing to do with glamour and glitz. Here's more on this stunning beach.

Rene Bianca

Well this one is a very pretty beach and a very popular one too. Being small it can get crowded, despite that it is the perfect beach for families. Click for more about Rene Bianca.

The Maddalena Islands

Not really one beach but a whole lot of beaches scattered around these islands situated off the coast of Sardinia. Best of the lot is the famous Spiaggia Rosa (Pink Beach) found on Budelli Island. Discover this and the other Maddalena beaches here.
- See more at: http://www.exquisitecoasts.com/best-beach-in-sardinia.html#sthash.EO8xDdkX.dpufSardinia is an island I fell in love with many years ago and with every visit my love for this Mediterranean island has continued to grow.
Years of exploring the island has led to our discovering the best beaches. Not only are they the best beaches in Sardinia, they are the best in Italy. In fact you'll find no better in Europe.
Let's explore...
Best Beach in SardiniaNear Cala Luna
Photo by Vasile 23 - shared under Flickr's Creative Commons License


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quinta-feira, 13 de abril de 2017

Il Financial Times celebra ‘O Sole mio: “Fu il più grande successo di Elvis”

Il Financial Times, il quotidiano anglosassone più famoso al mondo, ha recentemente pubblicato sul suo sito un articolo interamente dedicato a “‘O Sole mio”. Il giornale ripercorre la storia della canzone dal 1898, anno in cui venne composta da Eduardo Capua, ad oggi, mostrando come sia, nei fatti, la canzone più cantata della storia della musica. Nel 1915, infatti, un anno prima che Caruso la registrasse, esisteva già una traduzione in inglese ad opera di Charles W Harrison, celebre tenore.
Nel 1921, la melodia venne adattata per un celebre inno popolare dal titolo “Down From His Glory”. Un anno più tardi, “‘O Sole mio” venne suonata alle Olimpiadi come inno italiano grazie allo storico errore per cui l’orchestra dell’evento perse lo spartito dell’Inno di Mameli. Questo dimostra quanto, già al tempo, la musica dell’opera fosse talmente tanto radicata nella cultura globale da poter essere suonata anche senza testo avanti.
Tony Martin, attore e cronista, lo riadattò ancora nel singolo “There’s No Tomorrow”, nel 1950. Questa versione, di scarso successo a dire il vero, ispirò a tal punto il re del Rock, Elvis Presley, che il cantante chiese alla sua casa discografica di preparare una nuova cover della canzone napoletana. Nacque “It’s Now or Never” che con i suoi 10 milioni di copie vendute divenne il più grande successo di Elvis.
Il Financial Times ricorda ancora altre circostanze in cui la melodia o il testo dell’opera sono stati riadattati ed usati: da uno spot per i gelati al recente coro da stadio che gli inglesi hanno dedicato al ct italiano Capello. Ripercorrendo 119 anni di storia della musica gli inglesi hanno voluto posizionare “‘O Sole mio” in un Olimpo in cui rientrano solo le opere che hanno veramente cambiato il mondo ed il modo di vederlo.
http://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/191596-financial-times-celebra-sole-mio-fu-piu-grande-successo-elvis/

No Dia Internacional do Beijo...




Ale'Italia
Imagem Web

sábado, 8 de abril de 2017

Dalla Francia alle porte di Roma. In bicicletta

Dalla Francia sino alle porte della Capitale, 1200 km di pedalata "sicura" fra le bellezze di Italia. Un sogno per gli appassionati delle due ruote: una ciclabile continua da Ventimiglia fino a Civitavecchia che, se le promesse saranno mantenute, potrebbe presto diventare realtà.

 Oggi è infatti andata in scena l'importante tappa di un lungo percorso per la realizzazione del progetto  "Ciclovia Tirrenica" e a Firenze gli assessori di Liguria,
 Toscana e Lazio hanno firmato il protocollo d'intesa del progetto che coinvolgerà 11 province italiane.
 
Obiettivo, la realizzazione di una ciclopista che attraversi luoghi suggestivi (e turistici) come il parco Beigua, quello delle Cinque Terre, il lungomare toscano con vista Apuane, la costa degli Etruschi sino ad arrivare a Civitavecchia. 

 Cento milioni a Regione per un totale di 300milioni di euro di progetto finanziati con fondi definiti nella Legge di Stabilità e  fondi europei.
 
Delle tre regioni per ora la Toscana e la Liguria - quest'ultima con il 60% di tratti già completati o avviati e 400 km di pista - sono quelle che hanno già avviato la maggior parte delle procedure mentre il Lazio, ultima annessa al progetto, rincorre per completarle a stretto giro. 

Convívio Genealógico de BH



Convívio Genealógico Belo Horizonte - MG

Prezados,

Informo que nosso próximo encontro será terça-feira, dia 11/04.

O local do encontro será no Restaurante Maurizio Gallo no Bairro de Lourdes, que fica em uma região central e de fácil acesso.

Rua dos Aimorés, 2305, esquina com Olegário Maciel
HORÁRIO: 20h00

Aguardamos a todos.

Stanley Savoretti de Souza
Belo Horizonte/MG
stanleyssouza@gmail.com

"Sou do mundo, sou Minas Gerais"
MARTINS DE PAIVA, em Minas Gerais e Portugal (S.João da Foz do Douro);
CORREA DA SILVEIRA, em Minas Gerais e Portugal;
LUIS e MIRANDA, em Portugal (Santa Maria Maior de Carvoeiro);
ÁLVARES FERREIRA, em Minas Gerais e Portugal (São Mamede de Ferreira);
DIAS PARADA, em Portugal (São Tiago de Folhadela);
MATOS NOBRE, em Portugal (Santa Comba de Souto Maior);
PEREIRA CABRAL, em Portugal (Santa Eulália de Cumeeira);
SAMPAIO e AGUIAR, em Portugal (São Cristóvão de Parada de Cunhos);
RODRIGUES DA CUNHA e RODRIGUES DO CARMO, em Minas Gerais;
BEM e SOUZA, em Minas Gerais (Miradouro e Andrelândia);
FERREIRA MARINHO, RODRIGUES DA COSTA e CORREA, MG e RJ;
TEIXEIRA e GONÇALVES, em Portugal (São Pedro de Jugueiros);
​SATURNINO, FREITAS e GUIMARÃES, em Cordisburgo e Paraopeba;
SAVORETTI, BILANCIONI, BAROGI, MENGHI, FERRI, MANCINI e TIRAFERRI, no Brasil e Itália (Província de Rimini);
RAMPINELLI, no Brasil e Itália;
LANGENDÖRFER, LANGENDORF e LANGENDOLFF, no Rio Grande do Sul e Alemanha (Saarland);
ALBRECHT, no Rio Grande do Sul e Alemanha (Saarland);
História dos Municípios de Piranga, Araponga e São Francisco do Glória.

terça-feira, 4 de abril de 2017

Fontana Fraterna

Costruita in onore di Papa Celestino V, anticamente sorgeva in piazza Fraterna, ma in seguito al bombardamento del 1943, il quale devastò l’intera città, fu spostata in Piazza Celestino V. L’elegante fonte ha sei getti d’acqua dalle inusuali forme di loggiato, realizzate recuperando frammenti di iscrizioni e bassorilievi romani di pietra calcarea bianca.



https://www.facebook.com/Italia-Un-museo-a-cielo-aperto

Galleria Colonna: um olhar sobre a casa de uma potente família romana

Roma é como uma matrioska, o conjunto de bonecas russas de madeira que em seu interior contém peças de diferentes tamanhos e que encaixam-se com precisão umas dentro das outras. É uma cidade que revela-se gradualmente. Um lugar onde pedaços de história unem-se em uma geometria perfeita. Prova disso são os inúmeros palácios do centro histórico, quase sempre modestos e despretenciosos por fora, mas surpreendentes por dentro.
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A capital sempre foi território de famílias potentes que deram origem a vários Papas, muitos deles colecionadores de arte. Sobrenomes como Barberini, Aldobrandini, Borghese, Chigi, Orsini, Colonna, Doria Pamphilj ou Farnese, só para citar alguns, estão por todos os lados em Roma.
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Edifícios, praças e acervos de museus são algumas das obras que saltam aos olhos e levam nomes da nobreza romana. O que não vemos e podemos só imaginar são os complôs, traições, conspirações e intrigas que, no passado, aconteceram naquelas famílias.
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Para “espiar” um dos luxuosos ambientes frequentados pelos Colonna, uma das mais influentes dinastias romanas, você pode visitar a Galleria Colonna. A galeria fica no interior do Palazzo Colonna, um dos maiores e mais antigos palácios particulares da capital.
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Construído a partir do século XIV e ainda residência dos descendentes da família, o edifício fica na centralíssima Piazza Santi Apostoli. O local para erguer a residência foi escolhido em 1425 pelo Papa de família, Martino V, e foi ampliado depois que um dos Colonna, Marcantonio, casou-se com a rica Lucrezia Gara della Rovere, sobrinha do Papa Júlio II.
Se suas paredes falassem, quantas histórias poderiam contar. Além de Marcantonio, que participou da histórica batalha naval de Lepanto entre turcos cristãos, o palácio foi residência de vários outros membros da família como Maria Mancini, amante de Luís XIV de França, e Vittoria Colonna, a poetisa amiga de Michelangelo. Vou dedicar um próximo artigo ao palácio e aos seus apartamentos, mas nesse post o tema central será a galeria.
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A pequena entrada para a galeria encontra-se na Via della Pilotta, em um lugar tranquilo que nem parece que fica nos arredores da movimentada Via IV Novembre. Voltando da Fontana di Trevi e percorrendo essa rua você notará que ela possui quatro pontes com arcos que unem o Palazzo Colonna ao seus jardins.
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Ao entrar naquele que é um dos mais belos ambientes do Barroco romano é impossível não ficar boquiaberto com seus 40 metros de comprimento por 14 de altura. A opulência está em todos os lados. Espelhos, quadros, estátuas romanas, arazzi, colunas, lustres, mármores e afrescos criam uma combinação pensada para ostentar a riqueza dos Colonna. As personalidades que frequentavam o lugar deveriam ser imediatamente impressionadas com uma perspectiva perfeita entre salas, pavilhões e uma grande janela com uma vista espetacular.

Colomba al cioccolato, Pasqua golosa

Pasqua si avvicina e la tradizione italiana porta in tavola la classica colomba pasquale. La versione che vi proponiamo qui di seguito è la colomba al cioccolato, un dolce golosissimo, che piace a grandi e piccini.
TEMPI
preparazione: 2 ore
cottura: 50 min
totale: 2 ore e 50 min
INGREDIENTI per uno stampo di un chilo
150 gr di lievito madre
345 gr di farina 0
150 gr di zucchero
140 gr di burro
2 uova
4 tuorli
120 ml di acqua
180 gr di gocce di cioccolato
1 pizzico di sale
Ingredienti per l’emulsione aromatica:
20 gr di burro
10 gr di miele
20 gr di cioccolato bianco
buccia grattugiata di 1 arancia
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
2 cucchiai di rum
Ingredienti per la glassa:
150 gr di cioccolato fondente
50 gr di cioccolato al latte
20 gr di burro
granella di zucchero per decorare
PROCEDIMENTO
Ingredienti per il 1° impasto (sera):
150 gr di lievito madre, rinfrescato 3 volte con farina 0
240 gr di farina 0
70 gr di zucchero
60 gr di burro
1 uovo
1 tuorlo
100 ml di acqua
Spezzettate il lievito madre in una ciotola con l’acqua ed un cucchiaio di zucchero prelevato dal totale. Mescolate fino a che non faccia le bollicine, poi aggiungete metà della farina prevista ed iniziate ad impastare.
Unite l’uovo ed impastate. Poi in sequenza il tuorlo, lo zucchero e la farina, alternati aspettando che ogni ingrediente sia stato assorbito completamente prima di aggiungere quello successivo.
Aggiungete il burro un po’ per volta, portando l’impasto ad incordatura prima di aggiungere altro burro. Impastate fino ad ottenere un impasto liscio e semilucido, ci vorranno circa 40 minuti in totale. Coprite la ciotola con la pellicola e mettete a lievitare in forno spento per 12 ore. L’impasto dovrà triplicare.
Ingredienti per il 2° impasto (mattino):
L’impasto precedente
20 ml di acqua
80 gr di zucchero
80 gr di burro
1 uovo
105 gr di farina 0
3 tuorli 180 gr di gocce di cioccolato
un pizzico di sale
Preparate l’emulsione aromatica. Sciogliere il burro, il cioccolato ed il miele con gli aromi, poi unite il liquore. Prendete il primo impasto e lavorate per un minuto azionando l’impastatrice, poi unite l’acqua e un cucchiaio di zucchero preso dal totale. Aggiungete l’uovo. Poi in sequenza la farina, i tuorli e lo zucchero alternati aspettando che ogni ingrediente sia stato assorbito completamente prima di aggiungere quello successivo.
Unite il burro morbido, in più riprese ed il sale, portando l’impasto ad incordatura. L’impasto sarà pronto quando supererà la prova del “velo” il che significa, tirare l’impasto tra due dita e vedere in trasparenza. Aggiungete adesso l’emulsione aromatica. Portate di nuovo l’impasto ad incordatura.
Ci vorranno circa 40 minuti totali. Poi unite le gocce di cioccolato, impastando giusto il tempo di farle distribuire all’impasto.
Capovolgete l’impasto su una spianatoia infarinata, e fate puntare (riposare) l’impasto per 30 minuti.
Ora dividete l’impasto in due. Disponete la prima parte nello stampo che comporrà le ali. La seconda sistematela a croce sulla prima. Mettete quindi la colomba a lievitare in forno spento con la lucina accesa fino a che non sarà arrivata ad un dito dal bordo. Ci vorranno circa 8/10 ore.
Cuocete la colomba al cioccolato in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 50 minuti. Dopo i primi trenta minuti, se la colomba dovesse colorirsi troppo, abbassate la temperatura a 160° e continuate la cottura. Effettuate la prova stecchino per assicurarvi che la colomba sia cotta all’interno.
Una volta cotta, infilzate la colomba con dei ferri da calza. Poi capovolgete utilizzando dei libri a sostegno per poggiare i ferri e lasciate raffreddare completamente a testa in giù. Almeno un paio d’ore, ma volendo, anche tutta la notte.
Preparate ora la glassa facendo sciogliere in un pentolino dal fondo spesso i due tipi di cioccolato insieme al burro. Cospargete uniformemente la glassa al cioccolato sulla colomba. Ricoprite subito con la granella di zucchero e lasciatela asciugare. Servite la colomba al cioccolato il giorno dopo.
http://www.italiachiamaitalia.it/colomba-al-cioccolato-pasqua-golosa/

1ª Semana Nacional de Arquivos


O Arquivo Nacional e a Fundação Casa de Rui Barbosa lançam a 1ª Semana Nacional de Arquivos

Essa iniciativa é uma das ações previstas no Plano Setorial de Arquivos (2016-2026), aprovado em 2016 pelo Conselho Nacional de Política Cultural. A data escolhida para a realização deste evento foi justamente na semana em que se celebra o Dia Internacional dos Arquivos: 9 de junho.

Todas as instituições arquivísticas, centros de memória e documentação e demais entidades que abrigam serviços de arquivos do Brasil estão convidados a participar, promovendo eventos de cunho acadêmico ou artístico-cultural durante a semana. A programação poderá incluir apresentações musicais, saraus de poesia ou encenações teatrais, palestras e seminários de cunho científico-cultural, e também exposições e outras atividades referentes ou não à divulgação do acervo das instituições participantes. Vamos abrir os arquivos para a sociedade e divulgar o trabalho de salvaguarda do patrimônio documental desenvolvido no país.

O cadastramento e a inscrição dos eventos em cada instituição devem ser feitos até o dia 15 de maio de 2017 no sítio http://semanadearquivos.arquivonacional.gov.br/

Dúvidas, informações e esclarecimentos pelo endereço semanadearquivos@arquivonacional.gov.br

sexta-feira, 31 de março de 2017

Alla scoperta del Sannio, “Chianti” della Campania

LA STAMPA.IT

Non solo storia, architettura o paesaggio: una regione si riconosce anche dal patrimonio enogastronomico. Il pane di Altamura, l’arrosticino di pecora abruzzese, il gianduiotto di Torino, il Brunello di Montalcino. È uno dei motivi per cui vale ancora la pena vivere nel Bel Paese: il lasciarsi stupire dalla sua magnifica biodiversità alimentare.  

E così se la Campania è conosciuta per la pizza, lo è anche per un panorama vitivinicolo di assoluto valore custodito nel Sannio beneventano. Considerato per troppo tempo terra di vini minori, sta vivendo una nuova vita. La squadra del Consorzio Tutela Vini fa da guida sin dal 1999, quando alcune idee erano considerate utopie. Ma si sa, occorre del tempo, specie nelle abitudini agricole. Può un contadino pensare alla Falanghina come a un vitigno volano per la promozione di un intero territorio, e non solo a un costo-ricavo ottenuto dalle vendite delle uve? Adesso è possibile e i numeri non lasciano dubbi: circa diecimila ettari vitati con Benevento capitale, tre denominazioni di origine e una indicazione geografica, quasi cento aziende vinicole e un milione di ettolitri di vino prodotto che dà al Sannio la leadership nel comparto vitivinicolo Campano. 

Sul finire degli Anni 70 questa zona soffriva di un abbandono progressivo della vigna a favore del più remunerativo tabacco. Ora si torna al passato. Aglianico e Falanghina delle valli del Titerno e del Taburno, ma anche Fiano, Greco, Sciascinoso e Agostinella, sono le anime di questo territorio che non vede il mare. La grande dispensa vitivinicola campana è nel cuore dell’Appennino Sannita ed è nella valle del Calore che oggi si concentra la maggior parte delle aziende e della produzione di uva. Un tempo vi era un bacino chiuso occupato da un lago, ora si alternano colline e valichi in cui la viticoltura è pratica antica, dove i contadini hanno custodito a lungo i saperi agropastorali e tutelato la biodiversità locale. È grazie a loro se oggi, a distanza di un secolo, abbiamo l’opportunità di continuare ad «assaggiare» un territorio genuino come il Sannio. Dal Monte Taburno verso il fiume Calore si percorre la cosiddetta zona del Solopaca, dove è affascinante notare le vecchie e secolari viti dormienti, vigneti dove la fillossera non ha trovato habitat e dove i diversi sistemi di allevamento continuano a convivere donando vini variegati contro ogni omologazione. Vini umili, potenti e generosi quelli del Sannio, da una parte l’Aglianico con tutta la sua austerità e struttura, dall’altra la potenza e la longevità della Falanghina, insieme ai numerosi autoctoni come il Piedirosso e la Coda di Volpe su cui i produttori hanno deciso di puntare.  

Se però si pensa che il vino possa da solo essere la bandiera di un territorio si sbaglia. E qui ecco che appare la proposta ristorativa fatta di cuochi valevoli e di immensa tradizione gastronomica Per non parlare della madre pizza, che qui vive come simbolo e certezza. Il pizzaiolo Gino Sorbillo è riuscito a portare a soli 35 anni la cultura della pizza oltre oceano, continuando a restare ben saldo nella sua terra. Il Consorzio dei Vini del Sannio ha scelto lui per il matrimonio Pizza&Falanghina, promuovendo l’importanza del connubio geo-qualitativo: insieme innalzano e ribadiscono la tipicità enogastronomica. Sorbillo è ormai un ambasciatore mondiale ma conserva l’espressione umile e scanzonata del giovane alle prime armi, e con lui sono tanti i colleghi più o meno conosciuti che lavorano tra le vie dei loro paesini d’origine selezionando le farine, scegliendo le maturazioni d’impasto e sperimentando i gusti da proporre. Pizza e vino contro ogni abitudine, perché è provandoci che si fa la rivoluzione. 

terça-feira, 28 de março de 2017

L'Amerigo Vespucci torna a Napoli

L'Amerigo Vespucci torna a Napoli dal 27 giugno al 4 luglio 2016

La storica nave scuola, che fu varata nel febbraio 1931 a Castellammare di Stabia, sarà visitabile nel porto napoletano dal 27 giugno al 2 luglio




L'Amerigo Vespucci torna a Napoli dal 27 giugno al 4 luglio 2016

L'Amerigo Vespucci torna a Napoli. La storica nave scuola sarà ormeggiata nel porto di Napoli dal 27 giugno al 2 luglio e sarà dunque possibile visitare la perla della Marina Militare italiana definita la nave più bella del mondo. La nave, che sta attraversando tutta l'Italia, è ambasciatrice di Roma 2024, il Comitato che sta lottando per portare le Olimpiadi in Italia. Dopo la campagna la Vespucci continuerà a perorare la causa delle Olimpiadi a Roma anche nei viaggi nel nord Europa.
LA SUA STORIA - L'Amerigo Vespucci, varata il 22 Febbraio 1931 a Castellammare di Stabia, è stata sempre usata, tranne le 1940 a causa degli eventi bellici, per l'addestramento degli allievi ufficiali dell'Accademia di Livorno, ma anche del Collegio Navale, ora Scuola Navale Militare "Francesco Morosini". Lunga 101 metri, è larga 15,5, con un pescaggio di 7,3 metri e un dislocamento di circa 4000 tonnellate.

www.napolitoday.it