terça-feira, 29 de maio de 2018

Cientistas desvendam por que a Torre de Pisa continua em pé, após mais de 600 anos e 4 terremotos

Da BBC


Torre de PisaDireito de imagemGETTY IMAGES
Image captionCom 58 metros de altura, a torre chega a ficar 5 metros fora do eixo no topo
Era um mistério que há anos intrigava engenheiros: como a Torre de Pisa consegue resistir a terremotos estando tão inclinada?
Com 58 metros de altura, o campanário da catedral da cidade italiana de Pisa pende em um ângulo de cinco graus, o que faz com que fique até cinco metros fora do eixo no seu topo.
A Toscana, onde fica a famosa torre, é uma região com muita atividade sísmica, assim como grande parte da Itália.
Isso se deve à confluência entre as placas tectônicas africana e euroasiática sobre a qual o país está localizado.
Desde o início de construção, que ocorreu entre 1173 e 1372, o monumento passou por pelo menos quatro grandes terremotos sem sofrer danos, mas, ao contrário de muitos outros edifícios modernos da área onde está, ela segue em pé.
Uma equipe de 16 engenheiros da Universidade Roma Tre, na Itália, e da Universidade de Bristol, na Inglaterra, se propuseram a desvendar esse mistério, e conseguiram: a salvação da torre está no solo logo abaixo dela.
Mapa de placas tectônicasDireito de imagemGETTY IMAGES
Image captionA península onde fica a Itália está na confluência entre as placas africana e euroasiática

Solo macio

Após estudar os dados sismológicos, geotécnicos e estruturais disponíveis, os pesquisadores apontam que a razão está em um fenômeno conhecido como "interação dinâmica entre solo e estrutura" (DSSI, na sigla em inglês).
Trata-se de uma combinação entre a estrutura da torre e as carascterísticas do terreno em que ela foi erguida. Por um lado, o solo é macio e, por outro, a torre é alta e rígida.
Isso faz com que a ressonância de movimentos sísmicos seja muito menor, reduzindo os efeitos dos tremores sobre o monumento.
Isso foi, segundo um comunicado da Universidade de Bristol, a chave para sua sobrevivência. A Torre de Pisa detém um recorde mundial de efeitos DSSI, diz essa equipe de engenheiros.
Edifício afetado por terremoto no norte da ItaliaDireito de imagemGETTY IMAGES
Image captionAo contrário de construções modernas próximas, a torre não sofreu danos com terremotos
"Podemos dizer agora que, ironicamente, o mesmo solo que causou a inclinação da torre e a levou à beira do colapso também a ajudou a superar os episódios sísmicos", disse George Mylonakis, do departamento de Engenharia Civil da Universidade de Bristol.
Os cientistas apresentarão os resultados deste estudo na 16ª Conferência Europeia de Engenharia de Terremotos, que será realizada em junho na Grécia.

sábado, 14 de abril de 2018

Música Italiana - Al di la

Youtube

Al di la 
Emilio Pericoli

Viaggio nel mondo della pizza

Dalla pizzeria La Loggetta (CE) di Giuseppe Vitiello 

Una lista ragionata dei locali recensiti su Sapori nell'ultimo anno, senza alcun limite geografico o di stile. 


www.repubblica.it

segunda-feira, 26 de junho de 2017

La vita è bella


imagem Web

Villa Peyron: spettacolare terrazza su Firenze

villa peyron cappella giardino siepi toscana fiesole

La Cappella di Villa Peyron

Adagiata alle porte di FiesoleVilla Peyron e il suo sorprendente giardino rappresentano, di fatto, la materializzazione del sogno del suo proprietario Angelo Peyron che, innamorato di questo luogo meraviglioso, agli inzi del secolo scorso decise di arricchirlo di un grande giardino all'italiana che valorizzasse la posizione d'eccezione della tenuta adagiata sulle colline fiesolane affacciate su Firenze come una grande terrazza naturale. Il figlio Paolo completò l'opera ed oggi questo splendido parco, donato alla Fondazione Parchi Monumentali Bardini-Peyron, si presenta come un prezioso capolavoro di interazione tra uomo e natura incastonato in una cornice paesaggistica di rara bellezza.

Questo bellissimo giardino, che circonda la villa situata lungo la strada che collega Fiesole Vincigliata, si sviluppa su un sistema di terrazzamenti digradanti che si affacciano su Firenze e Castel di Poggio. Lungo l'asse meridionale della villa il giardino è incorniciato da siepi di bosso ed adornato con pregevoli statue provenienti dalle ville venete sul Brenta. Il primo terrazzamento è frutto del primo restauro della villa operato dal proprietario nei primi decenni del secolo scorsoquelli successivi sono, invece, di epoca più recente e sono il frutto delle opere di riqualificazione ed abbellimento commissionate dal figlio Paolo.

Il nome completo della tennuta è Villa Peyron al Bosco di Fontelucente. Gli edifici che costituiscono il complesso e i bellissimi giardini sono, infatti, incastonati in un bosco rigoglioso dal folto del quale emerge, a monte della villa, una fonte cinquetesca, chiamata appunto Fontelucente, che fornisce per caduta l'acqua che alimenta le numerose fontane ed il bel laghetto che adornano le terrazze del giardino all'italiana.

La villa e il giardino, visitabili su prenotazione con preavviso di 5 giorni lavorativi, occupano una superficie di circa 40 ettari e sorgono, con ogni probabilità, su un antico sito etrusco. Possono essere facilmente raggiunti seguendo le indicazioni per Fiesole e poi per Villa Peyron. Usufruendo di un servizio navetta personale su prenotazione è possibile abbinare agevolmente la visita dei 2 Grandi Giardini Italiani di Villa Bardini e Villa Peyron.

www.lastampa.it

quarta-feira, 21 de junho de 2017

Cucina italiana nel mondo patrimonio Unesco, lo chiedono chef e pasticceri

Redazione ANSA  
- Parte la richiesta del riconoscimento Unesco della Cucina Italiana fuori dall'Italia come patrimonio immateriale dell'umanità. Obiettivo è tutelare l'eccellenza enogastronomica italiana oltre i confini. La richiesta è stata sottoscritta dall'Associazione Icw - Italian Cuisine in the World - un network con più di 2500 iscritti tra chef, restaurant manager, comunicatori e culinary professional legati alla ristorazione e alla gastronomia italiana in tutto il mondo.

Il progetto sarà presentato da un vasto parterre di chef e pasticceri riuniti nella sesta edizione del Forum annuale in corso nel Casentino alla terme di Stia (Arezzo) Una tre giorni che ci concluderà con l'Assemblea Plenaria del Forum incentrata sul futuro dei prodotti di eccellenza enogastronomica fuori dai mercati esteri, e in serata con 'Capolavori a Tavola', 16/ma edizione dell'evento di beneficenza creato e diretto dal macellaio Simone Fracassi per raccogliere fondi per l'associazione Italian Cuisine in the World.

www.ansa.it

Città del tartufo, tutta Italia nella candidatura Unesco

Redazione ANSA ROMA 
- ROMA - Non solo Piemonte, Umbria, Molise. Il tartufo si trova anche in Calabria e Sicilia ed è per questo, per la sua valenza nazionale, che la candidatura a patrimonio immateriale dell'umanità presso l'Unesco della Cerca e Cavatura del tartufo in Italia "é intelligente ed ha grandissime potenzialità". E' quanto sottolinea la vicepresidente della Camera Marina Sereni che sul tema della candidatura ha concluso alla Biblioteca della Camera la mostra "in volo sull'Umbria" con tante fotografie messe in vendita sulle bellezze e paesaggi del territorio umbro messo a dura prova dagli eventi sismici.

Il presidente dell'Associazione nazionale Città del tartufo, Michele Boscagli, che assieme al Ministero dei Beni culturali e Turismo ha consegnato lo scorso marzo all'Unesco il dossier della candidatura aspetta ora il 2019 per il verdetto. "La nostra associazione conta 53 realtà di 14 regioni - dice Boscagli -, metterle assieme e coordinarle per presentare il dossier non è stato facile ma ci siamo riusciti". "Le realtà dell'associazione hanno dimostrato capacità di fare rete - osserva la segretaria generale del Mibact Antonia Pasqua Recchia - superando le resistenze dei singoli soggetti nella consapevolezza che si sta portando avanti una candidatura del paese".

Stefania Baldinotti e Elena Sinibaldi del Mibact hanno sottolineato come la candidatura, inizialmente focalizzata sull'oggetto tartufo, si è ampliata e si è arricchita con il materiale e le testimonianze relative ai saperi e alle tradizioni che riguardano l'attività di cerca e i suoi protagonisti, cani compresi, il tutto inquadrato nel sostegno all'ambiente portato da un'attività rispettosa del territorio.

"Questa candidatura sulla cultura del tartufo - ha concluso il sottosegretario al Ministero dell'Interno Gianpiero Bocci - è la risposta per difendere e tutelare questa eccellenza e nello stesso tempo valorizzare soprattutto al qualità del nostro tartufo".

www.ansa.it

quinta-feira, 15 de junho de 2017

Infiorata

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L'infiorata di Noto


Infiorata di NotoL'Infiorata di Noto è sicuramente la più famosa delle manifestazioni organizzate nella città di Noto. E' una tradizione che si ripete ogni anno, a cavallo della terza domenica di maggio, da quasi quarant'anni. L'Infiorata è una sorta di festa della primavera che viene organizzata in uno dei periodo più belli per visitare la Sicilia, quando le campagne sono ancora verdi e fiorite, prima della calura estiva. Punto centrale dell'Infiorata è via Nicolaci nel centro storico di Noto. La cittadina, in provincia di Siracusa è anche un patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco per via dei suoi splendidi edifici barocchi.
Ogni anno viene scelto un tema di fondo che caratterizzerà l'Infiorata. Il venerdì sera i mastri infioratori si dividono la salita di via Nicolaci e cominciano a disegnare sul pavimento le bozze delle opere che intendono rappresentare. Poi passano alla realizzazione dell'opera utilizzando migliaia di petali di fiori colorati, ancorati con un fissante. Quando la città si sveglia via Nicolaci è ormai un unico grande tappeto floreale. Oltre alla via fiorita viene organizzato ogni anno un ricco programma di eventi collaterali che dura diversi giorni. Questo comprende sfilate in costume del corteo barocco, degustazioni, mostre, momenti musicali, proiezioni, visite guidate e molto altro. L'evento è così famoso che ogni anno la città viene invasa da migliai di turisti da ogni parte del mondo per assistere all'infiorata.

http://www.sicily-holiday.com/it/sagre-sicilia/51-infiorata-noto.html


Ricostruita in 3D la camera magmatica dello Stromboli

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Ricostruita in 3D la camera magmatica del vulcano Stromboli, che si trova tra 2 e 4 km di profondità. I ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv)-Osservatori Etneo e Vesuviano, Centro Nazionale Terremoti (CNT) sono riusciti a definire per la prima volta la sua geometria grazie alle immagini acquisite con la tomografia, una sorta di tac. Il risultato è pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters. 

"Il progetto è nato dalla necessità di conoscere meglio la struttura interna del vulcano", spiega Domenico Patanè, ricercatore dell'Ingv-Oe. Per farlo sono state installate sull'isola 20 stazioni sismiche temporanee, oltre alle 13 della rete sismica permanente, integrate da 10 sismometri da fondo marino, che hanno permesso per la prima volta di esplorare la parte sottomarina del vulcano.

"Il sistema di monitoraggio e sorveglianza geochimico dello Stromboli negli ultimi anni è stato potenziato dall'Ingv, soprattutto dopo la crisi eruttiva del 2002-2003", prosegue Patanè. La ricerca ha integrato i dati acquisiti nel 2006 a bordo della nave oceanografica Urania del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), con le registrazioni di eventi sismici locali della rete permanente. 

"Si è potuta definire per la prima volta la geometria della camera magmatica superficiale dello Stromboli, che si estende dall'isola fino al faraglione Strombolicchio. Quest'ultimo rappresenta il camino centrale dell'antico vulcano, emerso circa 200.000 anni fa a nord-est dell'isola attuale dello Stromboli e oggi quasi totalmente eroso dagli agenti esogeni", prosegue Patanè. 

Le immagini tomografiche hanno mostrato due regioni anomale, a diversa profondità, dove è contenuto il magma che alimenta l'attività persistente dello Stromboli. Inoltre, grazie alle immagini tomografiche della crosta superficiale, si dispone ora di un modello fisico 3D della struttura di velocità del vulcano e si conosce la geometria della camera magmatica, che aiuteranno in futuro a fare migliori previsioni dei fenomeni vulcanici.

La ricerca italiana al Polo Sud

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Nuovi compiti sono stati recentemente assegnati a Cnr ed Enea per la gestione del Programma nazionale ricerche in Antartide (Pnra) ed e’ stata istituita una nuova Commissione scientifica nazionale per l'Antartide (Csna) con il compito di definire gli obiettivi strategici della ricerca ai Poli.
Il nuovo assetto è previsto nel decreto del ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (Miur)del 30 settembre 2010, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico e assegna al Cnr l'incarico di programmare e coordinare le attività di ricerca scientifica. Il Cnr supporta il Miur nella preparazione dei bandi per la presentazione dei progetti di ricerca, predispone i Programmi esecutivi annuali (Pea) e assicura il coordinamento scientifico delle attività. Infine, d'intesa con il Miur e la Csna, provvede alla diffusione dei risultati e alla gestione dei dati scientifici. Nominata dal ministro,la Commissione scientifica ha compiti di indirizzo strategico. Propone infatti un piano pluriennale, aggiornabile annualmente, valuta le proposte di progetto, esprime parere sui Pea, elabora la relazione annuale avvalendosi della collaborazione del Cnr.
La nuova Commissione sarà composta da 10 esperti nelle aree scientifiche del Programma, di cui 3 designati dal ministro stesso, e 7 scelti dal Ministro sulla base di rose di 3 nominativi proposti da Crui, Cnr, Enea, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale (Ogs); a questi si aggiungono 6 esperti di provenienza ministeriale (Sviluppo economico, Politiche agricole, Salute, Ambiente e tutela del territorio, Affari esteri, Difesa). L'Enea si occupa invece della programmazione operativa e della gestione tecnico logistica dell'attività di ricerca nel continente antartico. L'attuazione delle spedizioni, le azioni tecniche e logistiche e la responsabilità dell'organizzazione nelle zone operative sono compiti affidati all'Enea, che provvede anche alla costruzione e gestione degli interventi, all'approvvigionamento dei materiali e servizi, alla manutenzione degli impianti e degli strumenti installati presso le stazioni antartiche Il Miur approva il Pnra, che indica le linee strategiche e di indirizzo per la sua attuazione e vigila sull'attuazione, nel rispetto delle norme previste dal Trattato sull'Antartide.

terça-feira, 13 de junho de 2017

Museo Opera Duomo Firenze, ora è tattile

Ansa.it

FIRENZE - Il Grande Museo del Duomo di Firenze si dota di un nuovo percorso tattile chiamato TouchAbile, pensato non solo per le persone non vedenti e ipovedenti, ma per regalare un'esperienza emozionante a tutti. Il nuovo percorso presenta una parte a carattere informativo e un'altra più esperienziale. Il percorso informativo comprende 7 steli in corrispondenza di luoghi caratteristici del complesso monumentale del Duomo di Firenze con immagini grafiche e tattili dei monumenti, testi ingranditi per ipovedenti e in Braille per non vedenti e un modellino di legno in scala 1:200.
La parte esperienziale si snoda, invece, nel Museo dell'Opera del Duomo con pannelli tattili e 8 repliche delle opere rappresentative del museo, nelle dimensioni e nei materiali il più possibile uguali agli originali, come le repliche in scala 1:1 della Madonna dagli Occhi di Vetro di Arnolfo di Cambio (in resina effetto marmo con inserti di pasta vitrea) e della Maddalena di Donatello (resina effetto legno). Tutte le repliche sono state realizzate ad opera d'arte da maestri artigiani e scultori. "La scultura vera, importante deve essere toccata - ha spiegato il direttore del Museo, Timothy Verdon - e ora questo diventa possibile non solo per i non-vedenti ma anche per tutti i visitatori".