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sábado, 23 de junho de 2018

Itália mantém linha dura contra imigração antes de minicúpula

Da AFP


AFP / Andreas Solaro
(Arquivo) O ministro italiano do Interior, Matteo SalviniA Itália mantém sua linha dura contra as organizações humanitárias que socorrem os imigrantes no Mediterrâneo, faltando poucas horas para a minicúpula em Bruxelas sobre o assunto.


O novo governo italiano mudou radicalmente a sua política dentro da União Europeia, e agora ameaça imobilizar as embarcações humanitárias, além de impedir sua atracação nos portos italianos, em uma nova estratégia que faz a Europa tremer.


A Itália apresentará no domingo, na cúpula dos 28 em Bruxelas, uma proposta para conter a imigração, que a imprensa resumiu em uma espécie de "cortina de ferro" e que conta com o apoio dos países do Leste Europeu.


A minicúpula desta quinta e sexta-feira reúne Espanha, França, Alemanha, Itália, Malta, Grécia, Bulgária (país que detém a presidência rotativa até 1 de julho) e Áustria (que assume o revezamento), entre outros.


A Bélgica e a Holanda, igualmente favoráveis a uma postura severa, decidiram participar da reunião.


No entanto, o governo alemão reduziu as expectativas, enfatizando que uma "solução" europeia para o problema não será alcançada durante esses debates preliminares.


Em vez disso, "acordos bilaterais e multilaterais" serão discutidos, segundo o porta-voz oficial.

A mudança de postura da Itália, que agora é governada por uma coalizão populista formada pelo partido de extrema-direta Liga e pelo antissistema Movimento 5 Estrelas, foi criticada na quinta pelo presidente francês Emmanuel Macron, que lançou uma mensagem velada contra o polêmico ministro do Interior italiano, o xenófobo Matteo Salvini.


O populismo na Europa "é como uma lepra que se espalha pelo Velho Continente, em países que nunca pensamos que voltariam a ocorrer outra vez, em países vizinhos", disse Macron.


As observações de Macron voltaram a inflamar o relacionamento com Salvini, que instou o presidente francês a receber os milhares de imigrantes que a Itália acolheu nos últimos anos.


"Pare de insultar e passe a aplicar a generosidade que você tanto proclama", respondeu algumas horas depois, em declarações à imprensa.


A Itália, que deixou à deriva há duas semanas o barco humanitário Aquarius com 629 migrantes no Mediterrâneo, anunciou esta semana que fecharia os portos para o navio Lifeline, com 224 migrantes a bordo.


"O barco ilegal Lifeline está em águas maltesas. Para garantir a segurança da tripulação e dos passageiros, solicitamos que Malta abra seus portos", pediu Salvini no Twitter.


"O barco vai ser sequestrado e sua tripulação detida", advertiu.


No entanto, uma fonte próxima ao governo de Malta, citada pelo jornal Times of Malta, indicou na noite desta sexta-feira que "Malta não era nem a autoridade coordenadora nem a competente para os resgates" já que, "a operação foi inicialmente administrada pelo Centro (de Coordenação de Resgate Marítimo) de Roma e pela autoridade líbia".


Pouco depois, Salvini reagiu à negativa de Malta. "Se uma única pessoa se machuca a bordo deste barco (...) pediremos explicações a Malta porque estão diante de seus portos, aos alemães porque é uma associação alemã, e aos holandeses porque carrega sua bandeira", alertou em uma reunião na Toscana.


"Se os malteses se comportam desta forma, saberemos como reagir", acrescentou, insistindo em que o "Lifeline" não chegaria a "um porto italiano".


"Os portos italianos deixaram de estar disponíveis aos traficantes de seres humanos. Que Malta ou França abram seus portos", afirmou Salvini com seu tradicional tom provocativo.


Um dia antes, o ministro dos Transportes italiano Danilo Toninelli, tinha dado a ordem para sequestrar o Lifeline e o Seafuchs, de uma ONG alemã, por navegar com bandeira holandesa falsa e violar leis internacionais de navegação.

quinta-feira, 26 de maio de 2016

Migranti: barcone si capovolge a largo Libia, 5 morti

Nuova tragedia nel Mediterraneo: si capovolge un peschereccio carico di migranti, 562 persone salvate, cinque morti recuperati ed il timore che altri siano rimasti intrappolati nella stiva dell'imbarcazione andata rapidamente a fondo. La scena - avvenuta ad una ventina di miglia dalle coste libiche - la racconta una cruda sequenza di foto scattate dal pattugliatore della Marina intervenuto in soccorso: si vede un vecchio peschereccio di legno col ponte stipato all'inverosimile di persone, alcune con il giubbotto di salvataggio, altre no; lo scafo ondeggia paurosamente sotto il peso dei passeggeri, si piega sul lato sinistro ed infine si ribalta completamente inabissandosi in breve tempo. E' sempre la Marina a informare sulla dinamica. Il pattugliatore Bettica, impegnato nell'attività di sorveglianza e sicurezza marittima nel Canale di Sicilia, ha individuato al largo delle coste libiche un peschereccio in "precarie condizioni di galleggiamento con numerosi migranti a bordo". Giunti sul posto, i militari italiani hanno iniziato la distribuzione dei salvagente. Ma il barcone, ormai instabile, "dopo alcune rilevanti oscillazioni, si è capovolto a causa del repentino movimento dell'elevato numero di persone a bordo". Non è dunque rimasto altro da fare se non recuperare i naufraghi. L'ennesimo naufragio tra le coste libiche e quelle italiane avviene in un periodo di 'picco' delle partenze: negli ultimi tre giorni si contano oltre 6mila persone recuperate in una trentina di operazioni al largo della Libia avviate da Guardia Costiera, Marina, dai mezzi della missione Ue Eunavformed, da quelli di ong, ma anche da mercantili e rimorchiatori in servizio sulle piattaforme libiche.

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terça-feira, 17 de maio de 2016

Cinema: Suspense contemporâneo em Roma - IL PADRE E LO STRANIERO de Ricky Tognazzi

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quinta-feira, 5 de maio de 2016

Migranti, Renzi: 'Forte convergenza Italia-Germania'. Merkel a Palazzo Chigi, incontro con il premier

La cancelliera tedesca Angela Merkel è a Palazzo Chigi per un incontro con il premier Matteo Renzi.
"Il prossimo anno noi potremo lavorare insieme non solo nella tradizionale amicizia ma anche nell'organizzazione del G7 e G20 nella primavera-estate 2017 e dare così un supporto alle grandi questioni di politica internazionale": così Renzi al termine del bilaterale a Palazzo Chigi con la cancelliera Merkel.
"Il vertice bilaterale tra Germania e Italia, che l'anno scorso non si è tenuto, quest'anno si terrà a Maranello, nel luogo simbolo dell'importanza di scommettere sull'automotive e sull'innovazione. Storia e futuro. E la necessità di andare di corsa". Lo ha detto il premier Matteo Renzi in una conferenza stampa a Palazzo Chigi con la cancelliera Angela Merkel.
"E' dovere di tutti - ha detto Renzi - che la scommessa Ue sull'immigrazione funzioni, siamo impegnati perché l'accordo con la Turchia possa essere incoraggiato e implementato. C'è una forte convergenza tra Germania e Italia per un approccio carico di valori umani e dignità ma anche per offrire una proposta politica come Ue seria, credibile e di lungo periodo". 
"Occorre una strategia per l'Africa come c'è stata per la rotta balcanica. Abbiamo presentato un documento in merito ai nostri partner europei e ne abbiamo discusso con lo staff di Angela. Non siamo d'accordo su alcuni punti, in particolare sui finanziamenti. Noi abbiamo proposto gli eurobond ma non c'è condivisione su questo argomento", ha spiegato Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
"Abbiamo esplicitato netto dissenso e stupore per alcune prese di posizione degli amici austriaci verso il Brennero - ha detto ancora Renzi -. Sono posizioni sbagliate e anacronistiche, contro la logica e la storia e per di più non giustificate da nessuna emergenza. Il Brennero è piu di un confine, è un simbolo".  
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quarta-feira, 20 de abril de 2016

Migranti, Unhcr: possibili 500 morti in naufragio nel Mar Mediterraneo



ROMA - Arrivano le prime conferme sul tragico naufragio nel Mediterraneo della scorsa settimana con il timore di centinaia di migranti annegati. Un team dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ha incontrato i sopravvissuti di quella che potrebbe essere una delle più gravi tragedie che vede coinvolti rifugiati e migranti degli ultimi dodici mesi: fino a 500 persone potrebbero aver perso la vita nel naufragio di una grande imbarcazione, affondata nel Mar Mediterraneo in un luogo non definito tra la Libia e l'Italia. I 41 sopravvissuti (37 uomini, 3 donne e un bambino di tre anni) sono stati tratti in salvo da una nave mercantile e portati a Kalamata, nella penisola greca del Peloponneso, il 16 aprile. Tra le persone salvate ci sono 23 somali, 11 etiopi, 6 egiziani e 1 sudanese. Hanno parlato di un "grande naufragio che è avvenuto nel Mediterraneo e che ha ucciso cinquecento persone", ha dichiarato Carlotta Sami, portavoce Unhcr per l'Europa meridionale.

I sopravvissuti - fa sapere lagenzia delle Nazioni Unite - ci hanno detto che erano parte di un gruppo di 100-200 persone salpato la settimana scorsa da una località vicino a Tobruk, in Libia su un'imbarcazione lunga circa 30 metri. Dopo diverse ore di navigazione, i trafficanti hanno cercato di trasferire le persone su un'imbarcazione di maggiori dimensioni che già aveva a bordo centinaia di persone e che quindi era in condizioni di terribile sovraffollamento. Durante il trasferimento, ad un certo punto l'imbarcazione più grande si è capovolta ed è affondata.

Tra i 41 sopravvissuti ci sono persone che non erano ancora salite sull'imbarcazione più grande ed altre che sono riuscite a tornare a nuoto sull'imbarcazione più piccola. Queste persone sono rimaste in mare alla deriva per almeno tre giorni prima di essere individuati e tratti in salvo il 16 aprile. L'Unhcr ha incontrato i sopravvissuti nello stadio di Kalamata dove sono stati accolti in via temporanea dalle autorità locali, mentre vengono completate le procedure di polizia.

L'Alto commissariato continua a chiedere che siano garantiti canali regolari per l'ammissione di rifugiati e richiedenti asilo in Europa, inclusi programmi di reinsediamento e di ammissione umanitaria, di ricongiungimento familiare, sponsorizzazioni private e visti per motivi di studio e di lavoro. Questi canali sono importanti per ridurre la domanda di trafficanti di persone e le pericolose traversate via mare.

La notizia

era stata data lunedì 18, a un anno dalla strage nel canale di Sicilia quando il naufragio di un barcone aveva ucciso 800 migranti.

www.repubblica.it

sábado, 13 de fevereiro de 2016

Credevo di conoscere il significato di “migrante”, ma il razzismo sta inquinando le parole

"Credevo di sapere il significato della parola migrante. Un tempo credevo di saperlo. Anche rifugiato conoscevo bene come parola. Sono figlia di rifugiati d'altronde. So cosa significa vivere accanto a chi ha dovuto forzatamente lasciare la propria terra per una dittatura o una guerra...". Per la scrittrice Igiaba Scego (nella foto), in libreria con "Adua", qualcuno sta "cambiando, svuotando, avvelenando" le parole... - Su ilLibraio.it la sua riflessione e i suoi consigli di lettura (libri che "sapranno difenderci da ogni veleno e da ogni razzismo...")

Ultimamente ho un problema con le parole. Una scrittrice non dovrebbe mai confessare un così sordido segreto, ma è la realtà dei fatti, quindi è meglio che sputi il rospo adesso, qui, davanti a tutti. Le parole stanno diventando altro. Qualcuno le sta cambiando, svuotando, avvelenando. Le parole, come vecchi pugili al tappeto, hanno cambiato i connotati. Credevo di saper qualcosa che l’odio vuole cancellare. Amo la letteratura per questo, perché come ogni forma d’arte dà peso anche ai sospiri. Ed ecco a voi alcuni libri che sapranno difenderci da ogni veleno e da ogni razzismo:
L’approdo (Elliotdi Shaun Tan: Shaun Tan è un artista australiano di origini malesi. Il suo libro commuove e spinge alla riflessione. Il viaggio presentato in questo stupefacente Graphic Novel è un omaggio a tutti i migranti di ogni epoca e di ogni terra. In ogni tratto si nasconde una vita, memorie impolverate che finalmente ritornano alla luce. Un libro da sfogliare e da tenere vicino al proprio cuore.
Vita (Einaudi) di Melania Mazzucco: Prince Street è il cuore del ghetto italiano di New York. È qui che ad inizio Novecento sono arrivati i siciliani, i calabresi, i campani, i veneti. Hanno preso navi che dal Mediterraneo li hanno depositati laceri e sporchi ai piedi dell’americanissima Statua della Libertà. Vita e Diamante vengono da Tufo di Minturno in provincia di Caserta. Lui ha dodici anni e lei nove. In America sono solo numeri. Ma loro sanno di essere persone. Per questo si stringono l’uno all’altra, per darsi calore, per farsi coraggio. Vita ci racconta una storia italiana che tanto assomiglia all’epopea odierna di siriani, eritrei, somali, afghani.
Uomini sotto il sole (Sellerio) di Ghassan Kanafani: Gli uomini sotto il sole sono tre rifugiati palestinesi che vorrebbero solo un futuro lontano dai campi profughi. Per questo mettono la loro vita in mano ad un autista che li fa attraversare il deserto iracheno dentro un autocisterna vuota. La meta è il ricco Kuwait. In Kanafani, come del resto nel film di Tawfiq Saleh Al Makhdu’un (gli illusi) tratto dal libro, c’è una grande accusa verso gli stati del golfo e in generale gli stati arabi che si dicevano vicini a parole alla causa palestinese, ma che in realtà non muovevano un dito per aiutare i rifugiati. Un libro che parla anche all’Europa di oggi e ai suoi egoismi incrociati.
Controvento (Marcos Y Marcos) di Ángeles Caso: São è una donna capoverdiana che ha lasciato la sua isola per cercare un futuro, uno qualsiasi, in Europa. La sua vita è piena di sacrifici e sconfitte. Ma São e tutte le sue amiche sapranno reggere gli urti della vita senza abbassare mai il capo. Il libro ha vinto il Premio Planeta.
La breve favolosa vita di Oscar Wao (Mondadori) di Junot Diaz: Il Premio Pulitzer Junot Diaz sa mischiare a dosi massicce pazzia, ironia e martirio come nessuno. Niente Lieto Fine. Qualche lacrima. Grasse risate. Punti interrogativi come se piovesse. Ed ecco che finiamo senza preavviso dentro un frullatore. Se da una parte c’è Oscar, ragazzo sovrappeso, cresciuto negli Stati Uniti e con la mania del fantasy; Dall’altra troviamo sua madre Beli che fugge dalla sua Santo Domingo oppressa dalla dittatura di Trujillo. Si mescolano piani temporali e speranze. Ma tutto risulterà lineare in questo romanzo meticcio che ha incantato mezzo mondo.
Il Progetto Lazarus (Einaudi) di Aleksandar Hemon: uno scrittore bosniaco emigrato negli Stati Uniti si mette sulle tracce di una storia di inizio ‘900. Protagonista il diciannovenne Lazarus Averbuch, ebreo russo, ingiustamente vittima della follia omicida (e razzista) di un poliziotto di Chicago. Un romanzo che intreccia fili di memorie e di spaesamenti diversi. Il testo corredato dalle intense foto di Velibor Bozovic e anche un sito immaginifico (http://aleksandarhemon.com/lazarus/) dove realtà e finzione diventano un respiro solo.
L’AUTRICE – Igiaba Scego (nella foto, di ®Simona Filippini), esperta di transculturalità, è nata a Roma nel 1974. Tra i suoi libri: Pecore nere, scritto insieme a Gabriella Kuruvilla, Laila Wadia e Ingy Mubiayi (Laterza 2005); Oltre Babilonia(Donzelli 2008); La mia casa è dove sono (Rizzoli 2010, Premio Mondello 2011),Roma negata (con Rino Bianchi, Ediesse 2014).
Adua
E’ in libreria per Giunti il suo nuovo libro, Adua, romanzo a due voci, quella di un padre e di una figlia. Un testo che indaga il loro rapporto impossibile e lo fa seguendo tutte le loro luci e le loro ombre.

Quanto alla trama, Adua è oggi una donna matura e vive a Roma da quando ha diciassette anni. È una Vecchia Lira, così i nuovi immigrati chiamano le donne giunte in Italia durante la diaspora somala degli anni Settanta.Ha da poco sposato un giovane richiedente asilo sbarcato a Lampedusa e ha con lui un rapporto ambiguo, complicato. Non a caso lo chiama sempre Titanic, lo fa per rimarcare una differenza e forse per ferirlo un po’. Adua è confusa e a un bivio della sua vita. Medita di tornare in Somalia, paese che non ha più rivisto dallo scoppio della guerra civile. Ormai è sola a Roma, la sua amica Lul è già rientrata in patria. Per questo confida i suoi tormenti alla statua dell’elefantino del Bernini che regge l’obelisco in piazza Santa Maria sopra Minerva. Piano piano racconta a questo amico di marmo la sua storia: figlia di Zoppe, ultimo discendente di una famiglia di indovini, il padre lavorava come interprete durante il regime fascista. Negli anni Trenta Zoppe baratterà involontariamente la sua libertà con la libertà del suo popolo. Adua, fuggita dai rigori paterni e dalla dittatura comunista, approda a Roma inseguendo il miraggio del cinema. Purtroppo l’unico film da lei interpretato, un porno soft dal titolo Femina Somala, sarà fonte solo di umiliazione e vergogna. E solo adesso che il suo Titanic sta per partire, Adua si rende conto di essere pronta a riprendere in mano la sua vita…

e il significato della parola migrante. Un tempo credevo di saperlo. Anche rifugiato conoscevo bene come parola. Sono figlia di rifugiati d’altronde. So cosa significa vivere accanto a chi ha dovuto forzatamente lasciare la propria terra per una dittatura o una guerra. Ma oggi il veleno del razzismo inquina le parole. Quando è così servono tante storie per riempire di umanità
http://www.illibraio.it/

domingo, 6 de dezembro de 2015

A Reggio Calabria nave con oltre 900 migranti

E' giunta nel porto di Reggio Calabria la nave della Guardia costiera norvegese Siem Pilot con 906 migranti del centro Africa salvati nei giorni scorsi. Del gruppo fanno parte 715 uomini, 168 donne - 10 incinte - e 23 minori. Sono segnalati 6 casi sospetti di malaria e 300 casi di scabbia. Per affrontare la situazione, sotto il coordinamento del prefetto Claudio Sammartino, è stata allestita una tenda pressurizzata per trattamenti epidermici fornita dalla protezione civile

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domingo, 4 de outubro de 2015

O que aconteceria se não houvesse limites a imigração?


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Image captionMundo sem fronteiras? Acadêmicos alertam para benefícios de leis mais brandas de controle à imigração
Há poucos líderes políticos no mundo de hoje que se arriscariam a defender abertamente a imigração sem restrições.
O tema é polêmico, não importa o continente ou o país. O fluxo crescente de imigrantes que chegam à Europa fugindo de guerras e buscando melhores condições de vida deu fôlego novo a este debate. Em diversos países, políticos passaram a abordar a construção de barreiras para limitar o movimento de pessoas.
Divergências culturais e políticas pesam nessa questão. Muitos países, ricos ou pobres, temem que cultura, identidade, religião ou segurança acabem sob risco – e até se perdendo – com a chegada de estrangeiros em massa - especialmente quando esse fluxo acontece de maneira ilegal, como ocorre com milhares de pessoas que arriscam viver sem a documentação correta em outros países.
São questões como essa que fazem com que grande parte da opinião pública adote um viés contrário à imigração.

Mas, apesar de críticas, há acadêmicos que insistem que o argumento econômico favorável à imigração é forte e evidente.

Imigrantes se tornam mediadores para ajudar refugiados na Itália


Foto: ONG EmergencyImage copyrightEmergency
Image captionSalima (centro) e outros membros da Emergency dependem de alertas da Guarda Costeira italiana (Foto: ONG Emergency)
Ahmad Al Rousan ouviu de pescadores na Tunísia no mês passado que corpos estavam enroscando em suas redes.
Ele trabalha como mediador cultural para a ONG Médicos sem Fronteiras (MSF) na Itália. Isso significa que ele é um dos primeiros ponto de contato daqueles que chegam à Europa. Faz traduções do árabe para o italiano e auxilia os refugiados com atendimentos psicológicos e de primeiros socorros.
São sessões em que os recém-chegados relatam traumas e experiências para equipes de psicólogos e mediadores culturais. Os encontros acontecem no Centro Baobab, em Roma, criado em junho por voluntários italianos para fornecer comida e abrigo aos refugiados que chegam à capital italiana.
Atualmente, o local abriga cerca de 200 pessoas, que vêm da Eritreia, Darfur (no Sudão) e Nigéria. A maioria atravessa o mar Mediterrâneo pela Líbia, onde relatam sofrer espancamentos, sequestros e estupros por traficantes de pessoas.
"Todas as pessoas que encontrei ali viram alguém morrer. Seja no deserto durante a travessia até chegar à Líbia ou no mar, tentando chegar à Europa", disse Rousan à BBC Brasil.

Horrorizado com as mais de 3 mil mortes de imigrantes no mar neste ano, ele diz que a situação está piorando. "É preciso que a Europa se organize e crie rotas seguras para a travessia. Apenas aumentar os resgates no mar não basta", diz.

quarta-feira, 16 de setembro de 2015

Família italiana usa fortuna para resgatar refugiados no Mediterrâneo

Carolina Montenegro

segunda-feira, 14 de setembro de 2015

Ministros da UE concordam em realocar mais 120.000 imigrantes


BRUXELAS (Reuters) - Os ministros do Interior da União Europeia concordaram nesta segunda-feira em realocar mais 120.000 pessoas que buscam asilo no bloco, após um acordo anterior para reacomodar 40.000 da Itália e da Grécia, disse o governo de Luxemburgo.

"O acordo em princípio é sobre a realocação de 120.000 pessoas adicionais", afirmou o governo no Twitter, acrescentando que a "adoção (está) prevista" para a próxima reunião de ministros do Interior em 8 de outubro. Luxemburgo detém a presidência rotativa de conselhos ministeriais da UE.

O governo de Luxemburgo não deu detalhes sobre como os requerentes de asilo seriam divididos. Vários países se opõem firmemente a propostas para distribuí-los no bloco de acordo com cotas nacionais.

(Reportagem de Alastair Macdonald)


Leia mais: http://extra.globo.com/noticias/mundo/ministros-da-ue-concordam-em-realocar-mais-120000-imigrantes-17488238.html#ixzz3lkbewXv7


imagem Google

sexta-feira, 11 de setembro de 2015

La marcia degli scalzi, l'Italia a piedi con i migranti

La marcia degli scalzi a Bari

E' fissata oggi a Venezia la Marcia delle donne e degli uomini scalzi: in centinaia cammineranno scalzi fino al cuore della Mostra internazionale di Arte Cinematografica per chiedere con forza certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, accoglienza degna per tutti, chiusura dei luoghi di concentrazione dei migranti, creazione un sistema unico di asilo.

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segunda-feira, 7 de setembro de 2015

ONU pede que milionários italianos doem 15 mil euros para os refugiados

Valor permitiria a 10 famílias viver dignamente por um ano.
Chamado de agência aparece em anúncio em jornais da Itália.

Da France Presse
A Agência da ONU para os Refugiados (Acnur) convocou nesta segunda-feira (7) os milionários italianos a ajudar os refugiados sírios na Jordânia fazendo uma doação de 15 mil euros, o que permitiria a 10 famílias viver dignamente por um ano.
O chamado da agência da ONU aparece em um anúncio publicitário no jornal italiano "Il Corriere della Sera" e no econômico "Il Sole 24 Ore".
"Na Itália, 219 mil pessoas possuem um patrimônio superior a 1 milhão de euros. Se você está lendo este chamado e é uma destas pessoas, deve saber que, com 15 mil euros, podemos oferecer a 10 famílias de refugiados na Jordânia meios suficientes para viver com dignidade por um ano, sem cair na extrema pobreza e perder a esperança no futuro de seus filhos", publicou a Acnur.
"Se 1% dos milionários italianos doarem 15 mil euros, teremos dinheiro suficiente para ajudar 22 mil famílias sírias e reduzir o risco de que terminem nas mãos de traficantes", assinala a agência.
Embora a foto do corpo de um menino sírio afogado em uma praia turca tenha provocado uma onda internacional de generosidade com os refugiados, outra agência da ONU, o Programa Mundial de Alimentos (PAM), anunciou na última sexta-feira, em Amã, ter suspenso, por falta de dinheiro, parte de sua ajuda aos refugiados sírios na Jordânia.
"Devido à falta de fundos, fomos obrigados a suspender, a partir do começo deste mês, a ajuda a 229 mil sírios que vivem fora dos campos de refugiados na Jordânia", disse à AFP Dina El Kasaby, porta-voz do PAM. "A ajuda aos campos não mudou", assinalou.
"O PAM precisa de 236 milhões de dólares para continuar ajudando as famílias na Síria e distribuir cupons alimentares aos refugiados nos países vizinhos até o fim de novembro", assinalou Dina.