Basta con i rinvii, gli "scontri politici" e le "contrapposizioni pregiudiziali" che frenano l'approvazione di riforme istituzionali "da troppo tempo istruite senza che si riesca ad arrivare a sbocchi che sono essenziali", "si vada avanti con coraggio, si sciolgano i nodi", e ognuno faccia la sua parte "limpidamente e serenamente", dice il presidente della Repubblica con un incitamento che prorompe come un moto del cuore, in un discorso a braccio rivolto ai vertici dell'Anci, ricevuti al Quirinale, venuti a battere cassa di fronte a difficoltà di bilancio. Il capo dello Stato non ce l'ha con il presidente Sergio Chiamparino e gli altri dirigenti dell'Anci che gli sono davanti, rivolge la sua sferzata ad altri interlocutori, politici e parlamentari. Però anche gli enti locali, dice, devono fare la loro parte, 'mettersi in gioco'', sciogliere nodi che li riguardano, primo fra tutti quello dell'architettura istituzionale dei rami bassi (Regioni, Province, Comuni).In questo campo "c'é un sovraccarico innegabile di livelli rappresentativi e decisioni", che producono costi, sovrapposizioni, "confusione e anche guasti seri". Riguarda anche i comuni maggiori articolati in circoscrizioni, soprattutto da quando questi rappresentati sono retribuiti. "Voi - dice - potete dare un contributo importante e prezioso ad affrontare questo tema sottraendolo allo scontro politico, perché avete una tradizione, una visione unitaria dei problemi, come dimostra anche la Carta di Torino" che propone soluzioni per realizzare il federalismo senza dividere il Paese.
"Vi prego di confortare la mia fiducia nel ruolo che potete svolgere". Le riforme che Napolitano sollecita riguardano innanzi tutto "i rami alti", a cominciare dal Parlamento, "per rivedere, secondo una necessità ormai da tutti riconosciuta, un bicameralismo perfetto e tante imperfezioni che ne conseguono". "Uno dei due rami del Parlamento non può non mettersi i discussione, ed io vorrei - dice Napolitano - che il Senato non sottovalutasse il nuovo ruolo che si è immaginato, di Camera di rappresentanza delle autonomie, che non è un declassamento".
Si può lavorare bene e con risultati duraturi, afferma il capo dello Stato, ricordando un precedente incoraggiante, quello della riforma elettorale e istituzionale che nel 1993 introdusse l'elezione diretta dei sindaci e si è rivelata quella che "ha retto meglio alla prova di tutti questi anni". Le riforme servono anche per affrontare la crisi economica"che è ancora lì", aggiunge Napolitano affrontando il problema che l'Anci è venuta a porre: le scelte del governo e del parlamento assegnano agli enti locali funzioni e servizi importanti da svolgere, ma non le risorse necessarie, e i bilanci non ce la fanno. Eppure, dice Chiamparino, dai nostri studi risulta che "nelle casse dei Comuni giacciono circa diecimila miliardi di euro che potrebbero essere spesi se accompagnate da investimenti dello Stato e delle Regioni e da regole di finanza pubblica che le sottraessero ai vincoli del patto di stabilità interno". Sulla delicata richiesta politica Napolitano non si pronuncia, perché non gli compete.
"Fate bene a preoccuparci di trovare le risorse per fare bene la vostra parte. Vi auguro di trovare un punto di incontro con le istanze di governo", si limita a dire. Ma non rinuncia a fare una battuta su quella cifra favolosa. "Bisogna andarci molto cauti a parlare di tesori e tesoretti che si ritrovano ogni tanto nelle casse di qua e di là. Se ce l'avete questo tesoro, tenetevelo stretto. Parlarne può essere rischioso, questi soldi possono far gola a qualcun altro, non parlo di persone - precisa a scanso di equivoci - ma di bilanci e di istituzioni".
di Alberto Spampinato
Ansa.itA reforma institucional é imprescindível
O presidente da República italiana, Giorgio Napolitano, disse ontem(22) que a reforma das instituições políticas de seu país é inadiável e deve ser discutida por todos os partidos, evitando manipulações políticas e "confrontos baseados em preconceitos". No seu discurso na assembléia anual da Associação Nacional dos Municípios (Anci, de sua sigla em italiano), Napolitano citou como exemplo de reforma bem sucedida a introdução em 1993 da eleição direta dos prefeitos nas cidades com mais de 10 mil habitantes. Um dos pontos "indispensáveis", destacou o chefe de Estado, é a revisão do atual sistema bicameral perfeito: "Quisera que não se subestimasse a importância do papel que poderia ser dado ao Senado como Câmara de representação dos poderes autônomos regionais, porque não se trata de uma perda", pontualizou Napolitano.(Ansa)













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