terça-feira, 12 de janeiro de 2010

Fini al governo: "Legittimazione non solo da urne"


ROMA - Torna a fare sentire la sua voce. Difendendo il ruolo del Parlamento come già aveva fatto in passato. E provocando, come in passato, un nuovo botta e risposta con il governo. Gianfranco Fini pronuncia il suo altolà a quella che definisce "una visione mitologica della democrazia", che induce a ritenere "che la funzione di governo si traduca automaticamente in un'agenda legislativa predefinita e a senso unico in cui il potere esecutivo, soprattutto con il ricorso all'uso distorto, sotto vari profili, della decretazione di urgenza, tende a limitare, o peggio a soffocare il libero dibattito parlamentare sulle grandi decisioni della politica pubblica". Non è la prima volta che Fini agita questo tema. E non è la prima volta che le sue parole sono lette come una critica diretta all'azione di un governo che, spesso e volentieri, ricorre alla fiducia per blindare i provvedimenti.


"La legittimazione democratica a governare - prosegue Fini - non è infatti solo un dato iniziale che scaturisce dalle urne, ma si rafforza giorno dopo giorno nell'affrontare e nel risolvere i problemi sempre nuovi e inattesi che si presentano sul terreno concreto dei bisogni della collettività".

Ricendica l'importanza del rapporto quotidiano" tra governo e Parlamento, Fini e legge in questa dialettica la giusta strada "per far valere di fronte ai cittadini la responsabilità per le decisioni che si prendono durante l'intero arco della legislatura". "E' solo attraverso questo confronto quotidiano che le iniziative politiche del governo e della sua maggioranza diventano come richiede la costituzione 'politica nazionale', cioè quella unitaria sfera deliberativa in cui tutte le forze politiche sono chiamate a concorrere con metodo democratico" conclude il presidente della Camera.

La replica di Bonaiuti. La reazione dell'esecutivo non tarda ad arrivare. E si capisce che la nuova sortita di Fini non sia stata gradita."Berlusconi ha tutte le carte in regola per governare: ha la legittimazione che gli deriva dalle urne e anche dal giorno per giorno, perchè tutti i sondaggi ci dicono che ha un gradimento molto elevato, che supera il 60%" taglia corto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. "Questo governo è la chiara espressione di una maggioranza politica e parlamentare. Non deve destare timore se il governo sviluppa una spiccata capacità di iniziativa politica rispetto al Parlamento" dice Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali. "Se c'è una crisi della centralità del Parlamento questo non è da ascrivere ad un attacco del governo al parlamento" rincara il ministro dei rapporti con il Parlamento, Elio Vito. Dall'opposizione, invece, arriva il plauso del Pd. "Il centrodestra intenda andare per la sua strada a testa bassa continuando a interpretare la legittimazione elettorale come potere assoluto" commenta il democratico Michele Ventura.

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