terça-feira, 25 de maio de 2010

Alarme del WWF - La primavera difficile delle rondini

GROSSETO – Ogni anno, a primavera, la vita per loro diventa sempre più difficile. Non trovano più casa, le rondini, che sulla costa tirrenica (una delle direttrici più importanti della migrazione) arrivano esauste dall'Africa dopo migliaia di chilometri. Colpa dell'uomo, ancora una volta, che soprattutto in questi ultimi anni di rincorsa al mattone e alla ristrutturazione spesso selvaggia ha distrutto l'habitat di questi uccelli straordinari sterminatori di insetti nocivi. Sono scomparsi sottotetti e pertugi una volta popolati dai nidi di rondine e l'uso di fitofarmaci e la sterilizzazione di stalle e altri luoghi rurali hanno completato l'opera distruttiva. Anche l'eliminazione di siepi, fossi e prati che fornivano alle rondini i terreni di caccia preferiti ha contribuito al lento ma preoccupante declino della specie.

A lanciare l'Sos è il Wwf che sta eseguendo un censimento per capire la consistenza delle colonie di rondini, rondoni e balestrucci, oggi sempre più in diminuzione. Secondo uno studio di BirdLife International, dal 1970 al 1990 la popolazione europea di rondini si è ridotta del 40% e il trend purtroppo sembra essere ancora indicare una costante diminuzione. La Toscana è una delle tappe fondamentali della migrazione delle rondini. Fino ad oggi grazie anche alle oasi e alle zone umide (alcune gestite direttamente Wwf) in questa regione i volatili hanno trovato l'habitat ideale prediligendo quel paesaggio rurale e quello sviluppo urbanistico "a misura d'uomo e di animale" ottimo per la loro nidificazione. Adesso però le cose sono cambiate. «Che la specie sia in sofferenza purtroppo è un dato di fatto – spiega Paolo Politi, ornitologo del Wwf – e anche le condizioni climatiche di questa primavera non hanno aiutato la migrazione. Ma ciò che è più dannoso per questi uccelli è il cambiamento di habitat. Le rondini, come del resto barbagianni, civette, passeri, storni si riparano e nidificano nei sottotetti. Le ristrutturazioni hanno modificato questi pertugi, che spesso vengono chiusi per sempre. Come è diventato impossibile per loro rifugiarsi nelle stalle oggi sterilizzate. Spesso i nidi sono addirittura rimossi e i volatili scacciati. E chi lo fa, magari pensando a problemi di igiene, dimentica che queste specie sono fenomenali sterminatori di insetti nocivi».

Purtroppo, secondo il Wwf, mancano normative e iniziative salva rondini. Come quella, l’unica probabilmente in Toscana, che fu organizzata cinque anni fa a Montescudaio, uno splendido comune a sud di Livorno. Insieme al Wwf fu istituito un premio per tutti coloro che accettavano nidi di rondini e balestrucci sotto i tetti. «Oggi purtroppo si fa ben poco – continua Politi – e i risultati sono preoccupanti. Bisogna cambiare filosofia e anche modificare gli approcci alla lotta contro gli insetti nocivi. In Val di Cornia, per esempio, è partita una campagna di disinfestazione con insetticidi. Meglio sarebbe stato, invece, combattere l’invasione anche con le rondini. Un solo esemplare di questi uccelli è capace di magiare 700 insetti in un giorno». Adesso, grazie anche al progetto Arcehir sta partendo un censimento della colonia di rondini sulla direttrice Tirrenica. Vi partecipano anche i detenuti dell'isola carcere di Gorgona che stanno realizzando nidi artificiali da installare in scuole, abitazioni private, parchi. Da qui si tenterà di cambiare rotta. Non quella delle splendide rondini, che ogni anno macinano 8 mila chilometri, ma quella metaforica dell'uomo spesso deviata dal non rispetto della natura.

Marco Gasperetti

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