Il sito archeologico nell'oasi di Fayyum
di Danila Clegg - Il Cairo - Torna a rivivere la 'citta' del passatò, questo il suo nome in arabo, fra le dune del deserto che costeggiano l'oasi del Fayyum a circa cento chilometri a sud del Cairo. In una cerimonia alla quale ha partecipato il segretario di stato per le antichità Zahi Hawass è stato inaugurato il sito archeologico al quale hanno lavorato per anni i tecnici e gli archeologi dell'Università di Pisa in un progetto reso possibile dal contributo di tre milioni e mezzo di euro della cooperazione italiana al programma più ampio (Issemm) nato nel 2005 e il cui obiettivo è quello di valorizzare le aree archeologiche della zona promuovendone lo sviluppo socioeconomico e tutelando l'aspetto ambientale.
Medinet Madi è collegata con una pista creata appositamente nel deserto, al parco naturale di Wadi Ryan all'interno del quale si trova la famosa valle delle balene fossili, sito riconosciuto dall'Unesco.
L'obiettivo, come conferma Ginevra Letizia, capo della cooperazione italiana in Egitto, è puntare ad un turismo alternativo "non solo come modello ma anche come capacità di miglirare le condizioni sociali ed economiche dell'area".
Nella cerimonia è stata inaugurato anche il visitor centre di medinet Madi, le cui suggestive rovine fino agli anni ottanta spuntavano appena dalle dune sabbiose del deserto, dando vita al primo parco archeologico-naturalistico in Egitto anche grazie al lavoro di decine di operai specializzati e tecnici della zona.
Un aspetto messo in risalto da Antonio Giammarusti, a cui è stata affidata la direzione tecnica del progetto che si è detto "orgolioso" del lavoro compiuto. Il legame fra la città, famosa perché ospita un raro esempio di tempio del medio regno, ma anche vestigia tolemaiche, romane e copte, e l'Italia è lunga e costante. Fu il grande archeologo e papirologo Achille Vogliano a scoprire e studiare per primo, nella seconda metà degli anni Trenta, la città fondata nel secondo millennio avanti cristo e dove Amenemhat III iniziò la costruzione del tempio dedicato alla dea cobra Renenut e al dio coccodrillo Sobek di Scedet. A Medinet Madi, conosciuta anche come la città dei leoni per le statue risalenti al secondo secolo avanti cristo, che ne decorano il viale principale, è ancora visibile l'edificio che serviva da 'nursery' per i coccodrilli, che venivano poi imbalsamati e venduti ai fedeli al culto.
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