terça-feira, 10 de março de 2015

Ecco il 'matrimonio solidale

Dalle prime liste nozze da devolvere in beneficenza alla consacrazione dei wedding planner come vera e propria tendenza


Al'inizio furono le liste nozze benefiche: invece dei regali, gli invitati  al matrimonio potevano donare il corrispettivo del prezzo dell'oggetto scelto in beneficenza. Oggi questa intelligente trovata si è non solo consolidata, ma è diventata una vera e propria tendenza, consacrata ormai anche dai wedding planner: i futuri marito e moglie possono infatti devolvere soldi a un progetto oppure utilizzare i servizi 'etici' di un network di associazioni.
Così, in un 'matrimonio solidale', bomboniere e partecipazioni sono fatte da disabili o persone svantaggiate, i viaggi di nozze si scelgono tra quelli di turismo consapevole, i costi per video e foto della cerimonia contemplano una quota per progetti nel Terzo Mondo, e l'abito, perfino l'abito della sposa, un feticcio quasi intoccabile di lusso e grazia, diventa 'equo'. Come? Utilizzando tessuti naturali, come il lino grezzo, o derivati da sete ottenute con metodi di produzione in cui non vengono uccisi i bachi. Insomma se da una parte in molte regioni la cerimonia di nozze deve ancora essere improntata al massimo lusso e a una totale vistosità, al Nord e in alcune altre regioni, come la Toscana, si è diffuso ormai il trend contrario: sobrietà e solidarietà.
Per toccare con mano la situazione l'ANSA si è recata alla 4/a edizione della Fiera dei Matrimoni Solidali, che si è svolta a Desio, nella bella cornice di Villa Tittoni. "E' stata una manifestazione densa di novità dedicate ai futuri sposi - spiegano i responsabili del network 'matrimonisolidali.org' - un'opportunità preziosa per scoprire una gamma di proposte sostenibili che alla qualità del servizio e dei prodotti aggiungono positive ricadute sociali, ambientali e culturali, perfette per organizzare il giorno più bello in un modo ancora più indimenticabile e condiviso". Ogni anno, alla rete delle associazioni e delle aziende che accettano di collaborare, si aggiunge qualche nuovo arrivo: quest'anno è stata la volta della partnership con l'Associazione Libera, che ha sostenuto Matrimoni Solidali con il logo "Sposa la legalità" presentando progetti di elevata sostenibilità per le nozze.
La prima fiera sui Matrimoni Solidali è stata allestita a Milano nel febbraio 2011 e ha visto la partecipazione di decine di fornitori selezionati: privati, aziende, associazioni o gruppi che avevano offerto prodotti o servizi per il matrimonio, con un'esplicita finalità etica (e prezzi trasparenti). Un concetto "che si può esprimere - spiegano i promotori - come impegno tracciabile a devolvere una quota significativa dell'incasso (o dei propri profitti complessivi) a precise iniziative di promozione umana e ambientale; ma può consistere anche nel valore intrinseco di sostenibilità e solidarietà che appartiene ai prodotti e servizi offerti, in particolare attraverso la selezione di filiere di produzione fattivamente opposte allo sfruttamento dell'uomo e dell'ambiente". Insomma belli dentro e felici fuori.
"Noi abbiamo fatto tutto qui - dice fiera una coppia sui 30 anni - servizio fotografico, video del matrimonio, sito-evento, allestimento degli ambienti, bomboniere, inviti, partecipazioni, album, pure l'animazione". "Anche noi abbiamo deciso per un matrimonio con una forte componente di solidarietà - spiega Carmine Sirimarco, lo sposo, un imprenditore nel settore della formazione con agenzie attive in Italia e all'estero - Utilizzeremo i vari servizi offerti, e in più sappiamo che una quota di quanto da noi speso andrà a un'associazione che ci piace molto, la Veronica Sacchi Onlus". Si tratta di un'organizzazione attiva nell'animazione ospedaliera e pediatrica, i cosiddetti 'nasi rossi' che si recano nei reparti a tirare su il morale ai pazienti, in particolare bambini, o agli anziani nei centri, e ai disabili. Ma vediamo alcune delle particolarità che si possono pescare dalla rete dei matrimoni solidali. Ad esempio un vestito fatto da donne svantaggiate, o profughe, tanto da trasformare l'abito da sposa in una storia, riassunta nel marchio 'Indossostorie'. Oppure rendere "più equo" un atto in genere sfarzoso e luculliano come il banchetto nuziale, come propone Equoevento Onlus: "Questa attività permette di offrire a persone indigenti alimenti di altissima qualità quali sono quelli cucinati negli eventi, oltre che dare grande gratificazione per la buona azione effettuata e un ritorno di immagine favorevole nei confronti degli invitati". Perché gli eventi da cui si possono trarre ricadute solidali non sono solo i matrimoni, ma anche altri tipi di feste e convention, private o aziendali. Un'idea ecologica? Utilizzare dei risciò o le due ruote invece delle auto per gli sposi o gli invitati. O ancora utilizzare per il pranzo o il rinfresco cooperative di produzione catering e banqueting che utilizzano persone diversamente abili nella preparazione dei pasti. O decidere di servire menù a base di "alimentazione consapevole", con prodotti vegani, vegetariani o anallergici.
E la luna di miele? "Equo-solidale, naturalmente", dice Pietro Alemanni, di Etnia srl, una società della provincia di Treviso che si occupa di viaggi. "In questo momento ad esempio - spiega - stiamo proponendo per ogni viaggio di nozze o in Kenya, di diventare genitori adottivi per un anno di un cucciolo di elefante o di rinoceronte nell'ambito del progetto Pengolifeproject". Insomma sono davvero tante le opportunità per rendere la cerimonia più importante della propria vita non solo indimenticabile ma anche utile. Uno, dieci, cento modi per trasformare il concetto stesso di celebrazione: "Perché il miracolo non duri solo una giornata".
www.ansa.it

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