domingo, 11 de outubro de 2015

Biblioteca Girolamini, porte aperte tra gli scaffali semivuoti


Gli scaffali lignei semivuoti della sala “Giambattista Vico” consegnano l’immagine più forte. Via per quarantott’ore i sigilli, riappare così la Biblioteca dei Girolamini che la Procura ha posto tre anni fa sotto sequestro dopo il saccheggio di migliaia di libri antichi ad opera dell’ex direttore, Massimo De Caro, condannato a sette anni e molto legato a Marcello Dell’Utri che è indagato in un altro filone dell’inchiesta.

Ieri mattina un’apertura riservata ad amici, parenti e autorità, oggi dalle 10 alle 14 porte aperte a tutti in occasione della “Domenica di carta”, iniziativa nazionale del ministero per i Beni culturali che prevede visite ed eventi nelle biblioteche ed archivi di Stato. Per due giorni, sabato e domenica, è tornato così visibile lo scempio di una delle più antiche biblioteche pubbliche italiane.

Ed è l’attuale direttrice, Silvana Gallifuoco, a mostrare gli scaffali semivuoti. Li indica lei stessa: «Guardate un po’ con i vostri occhi il grande furto in questa sala in cui hanno studiato Giambattista Vico e Benedetto Croce». Quanti libri sono stati rubati? Non si sa perché non sono state ritrovate molte pagine dei cataloghi e, dunque, l’unica certezza è che i volumi recuperati finora un po’ in tutto il mondo sono 2400. Solo una parte, però, del grande saccheggio.

La scoperta risale al 2012. Tre anni fa i carabinieri posero i sigilli ad una Biblioteca che ha 160 mila volumi religiosi e laici, numerosi manoscritti del Seicento, ventisei “Legature Canevari”, oltre seimila composizioni e opere musicali. De Caro, attualmente in regime di detenzione domiciliare, è stato condannato a sette anni in via definitiva con interdizione perpetua dai pubblici uffici per aver trafugato un numero ancora imprecisato di volumi e averli venduti illegalmente. E non solo.




«Quando siamo intervenuti - racconta Rossana Rummo, direttrice generale delle Biblioteche italiane - abbiamo trovato gran parte dei volumi infestati a causa di anni e anni di abbandono e abbiamo dovuto restaurare le scaffalature lignee».

«E’ stata costituita una task force - rivela Mauro Giancaspro, uno dei custodi giudiziari e presidente dell’associazione “Amici dei Girolamini” - per fronteggiare le devastazioni. La sala Vico della Biblioteca e certamente la più bella al mondo e raccoglie volumi, religiosi e laici, di matematica, scienze, astronomia, filosofia oltre a classici latini e greci. Il nostro obiettivo, per il quale abbiamo costituito l’associazione, è arrivare alla riapertura definitiva».

Un progetto ad ampio respiro. E qui Giancaspro, ex direttore della Biblioteca nazionale di Palazzo Reale, cita Charles Bukowski: «Come ha raccontato lui stesso, da giovane lo scrittore americano si salvò dalla strada grazie ad una biblioteca pubblica di Los Angeles che cominciò a frequentare assiduamente. Ecco la mia idea. I Girolamini sono a due passi da Forcella e vicini al rione Sanità. Un recupero di questa struttura e della sua funzione storica di oratorio potrebbe avere una finalizzazione sociale rivolta ai giovani dei quartieri di Napoli sia del centro storico sia delle periferie».


Quarantott’ore di apertura

 al pubblico e domani tornano i sigilli. Con la speranza, da parte di chi sta lavorando alla rinascita, che la Biblioteca dei Girolamini torni a respirare tutti i giorni. La “Domenica di carta”, intanto, coinvolge oggi anche altre strutture. La Biblioteca nazionale è aperta dalle 11 alle 17, l’Archivio di Stato dalle 9.15 alle 12.45, la Biblioteca universitaria di via Giovanni Paladino propone in mattinata la mostra “Napoli e la Grande guerra”.
 

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