ROSARNO (Reggio Calabria) - La "caccia al nero", che ha insanguinato il venerdì di Rosarno, è finita ma il bilancio è grave: 37 feriti, di cui sei gravi. Uno è stato gambizzato con da colpi sparati da un fucile. La guerra è finita non perché si siano risolti i motivi dello scontro, ma perché sono stati allontanati gli immigrati. È stato infatti effettuato nella notte un primo trasferimento di circa 300 persone dalla ex cartiera «La Rognetta» di Rosarno verso i centri d'accoglienza di Crotone e Siderno. Il trasferimento è scattato alle 23 di venerdì tra gli applausi dei cittadini residenti nella zona interessata. Gli extracomunitari trasferiti erano stati coinvolti nei gravi disordini verificatisi nella serata di domenica e nella mattinata di lunedì in seguito al ferimento di due di loro a colpi di carabina ad aria compressa. La notte è trascorsa tranquilla grazie anche alla presenza di decine di uomini delle forze dell'ordine che hanno presidiato i punti strategici della città ed in particolare i due accampamenti in cui sono insediati le centinaia di immigrati che lavorano nei campi intorno a Rosarno. Il bilancio degli scontri è molto pesante: 37 feriti, di cui sei gravi, e numerose persone fermate.
TASK FORCE A REGGIO - A Reggio Calabria, intanto, si è insediata la task force ministeriale incaricata dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, di individuare le soluzioni necessarie al fine di superare la tensione tra la comunità rocarnese e gli stranieri che in centinaia vivono in città.
PRONTI ALTRI TRASFERIMENTI - Polizia e carabinieri sono pronti per trasferire gli immigrati anche dal secondo centro in cui sono ospitati, a Rosarno, dopo che la scorsa notte la stessa operazione è stata eseguita per la struttura in località Rognetta. Nel secondo centro, ospitato in una fabbrica dismessa che era gestita dall'ex Opera Sila, ci sono circa 500 immigrati e la maggior parte di loro sono regolari. Un gruppo di extracomunitari ha chiesto di andarsene autonomamente raggiungendo la stazione ferroviaria, e alcuni lo hanno fatto singolarmente accompagnati dalle forze dell'ordine. Polizia e carabinieri stanno comunque valutando le singole richieste per evitare iniziative spontanee e singole da parte degli immigrati che possono creare problemi di ordine pubblico legati a possibili reazioni da parte degli abitanti di Rosarno. Si stanno studiando le modalità per eseguire entro 48 ore, così come è stato concordato, il trasferimento degli immigrati nelle condizioni che garantiscano la massima sicurezza.
BLOCCO STRADALE - Il blocco stradale istituito dai cittadini di Rosarno lungo la strada che conduce al centro di ricovero per gli immigrati e l'ex Opera Sila sarà mantenuto fino a quando non sarà attuato lo sgombero della struttura. È quanto hanno riferito gli abitanti che hanno istituito il blocco e che continuano a mantenere un presidio nella zona. «Abbiamo apprezzato ciò che è stato fatto - ha detto uno degli abitanti - con lo sgombero dell'ex fabbrica Rognetta, ma va risolto anche il problema della struttura dell'ex Opera Sila perché rappresenta una situazione di potenziale pericolo. Quindi, fino a quando non sarà sgombrata la struttura, noi da qui non ce ne andremo».
IL PREFETTO: «RIVOLTA NON DEL TUTTO SPONTANEA» - La rivolta degli immigrati non è stata del tutto spontanea. C’è altro dell'altro secondo il prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta. E ancora , dall'altra parte della barricata, la gente di Rosarno non è tutta rappresentata nel cosiddetto Comitato dei cittadini, «c’è anche qualcos’altro, qualcosa che sfugge al controllo». Per questo, ha detto il Prefetto, le prossime ore saranno fondamentali per capire l’evoluzione della vicenda. «Sono preoccupato? Di certo la tensione è alta. I ferimenti di venerdì, dopo l’incontro, sono stati qualcosa di imprevisto. Non possiamo dire che tipo di reazione hanno avuto gli immigrati». Varratta ieri a tarda sera, prima che iniziasse il trasferimento dei primi extracomunitari nei centri di accoglienza, ha spiegato: "La situazione può diventare incontrollabile, l’importante in questo momento è seguire tutti i passaggi e sperare che non ci siano ulteriori scontri".
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