Dopo la bomba di domenica alla procura generale, e nel giorno del supervertice con i ministri Maroni e Alfano, questa mattina è stato trovato un piccolo ordigno artigianale inesploso all'interno del cortile dell'aula bunker di Reggio Calabria dove si celebrano i più importanti processi contro le cosche.
Gli artificeri hanno disinnescato il piccolo ordigno la cui miccia era stata accesa ma non aveva innescato l'esplosione. L'aula era chiusa dal 23 dicembre per le festività, dunque non è certo il giorno in cui il piccolo ordigno sia stato lanciato. Le telecametre di sorveglianza dovrebbero aver ripreso la scena. Gli investigatori sono prudenti e valutano ogni ipotesi: dal petardo "natalizio" al più grave atto intimidatorio.
Il governo riserva intanto la massima attenzione all’attentato compiuto domenica scorsa contro la Procura generale di Reggio Calabria. Un atto di estrema gravità perchè compiuto contro un ufficio requirente fortemente esposto nella lotta contro la ’ndrangheta. Proprio per esprimere la vicinanza dello Stato alla magistratura ed alla comunità reggina oggi saranno a Reggio Calabria i ministri dell’Interno e della Giustizia, Roberto Maroni e Angelino Alfano. I due esponenti di Governo presiederanno una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia per fare il punto sulle indagini sull’attentato. All’incontro ci saranno anche il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ed i comandanti generali dei carabinieri e della guardia di finanza, Leonardo Gallitelli e Cosimo D’Arrigo. L’incontro, cui seguirà una conferenza stampa, sarà anche l’occasione per Maroni e Alfano per illustrare i provvedimenti che il Governo vuole adottare per affrontare l’emergenza criminalità a Reggio Calabria.
Provvedimenti che si sostanziano in un potenziamento di uomini e mezzi per le forze dell’ordine e per la magistratura requirente reggina. In quest’ultimo caso, in particolare, si tratta dell’invio alla Procura della Repubblica ed alla Procura generale di tre nuovi magistrati. Manna dal cielo per uffici giudiziari che, malgrado la forte esposizione nel contrasto della criminalità, scontano da sempre pesanti carenze di organico. Sull’attentato di Reggio Calabria si è fatta sentire ieri la voce del Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso. Parlando a Palermo a margine della commemorazione di Piersanti Mattarella, Grasso ha sostenuto che «è necessario che lo Stato dia un segnale forte di presenza in Calabria, come è stato presente in Sicilia.
La situazione generale in Calabria è forse come quella di 50 anni fa in Sicilia. Il punto di partenza essenziale è quello delle indagini e ci sono già eccellenti investigatori nella regione. Bisogna incrementare le forze nel numero per continuare su questa strada». I carabinieri, intanto, intensificano le indagini sull’attentato e cercano elementi utili, attraverso gli accertamenti del Ris, dalle impronte digitali lasciate eventualmente dai responsabili sulla bombola di gas che, nelle loro intenzioni, avrebbe dovuto esplodere e che, invece, è rimasta intatta. Si cercano impronte, inoltre, in tutta l’area interessata dall’attentato e sul portone degli uffici della Procura generale. La giornata di oggi sarà anche l’occasione per Reggio Calabria per esprimere la sua reazione contro l’attentato. Nel pomeriggio, infatti, dopo le manifestazioni spontanee dei giorni scorsi, tra cui quella promossa da Libera, è in programma la fiaccolata organizzata da Cgil, Cisl e Uil, che hanno sollecitato la partecipazione dei cittadini, delle associazioni, dei partiti e delle istituzioni «a sostegno del cambiamento e della legalità nel territorio reggino di fronte gli uffici della Procura generale». L’iniziativa ha registrato molteplici adesioni bipartisan.
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